L’unione fa la forza

Il CAI e la FASI hanno firmato un protocollo di intesa in materia di formazione. Il documento permette la creazione di percorsi formativi congiunti per comunicare e insegnare in modo univoco le tecniche di arrampicata

di Pietro Assereto

Martedì 20 febbraio, nella sede centrale del CAI a Milano, è iniziato il percorso di avvicinamento tra il Club Alpino Italiano e la Federazione Arrampicata Sportiva Italiana, basato sulla condivisione della formazione nel campo dell’arrampicata sportiva. Due mondi paralleli fino a questo momento separati tra loro, due visioni che iniziano a dialogare e a trovare un punto d’incontro per il bene della disciplina stessa.

In seguito alla prima competizione di arrampicata sportiva in Italia a Bardonecchia nel 1985, nacque infatti la FASI, che coordina la promozione, lo sviluppo e la pratica dell’attività didattica, agonistica e amatoriale di questa disciplina su roccia, sulle pareti artificiali e nelle strutture indoor. Nello stesso periodo il CAI decise di non coltivare questo aspetto e tale sport si divise in due: da una parte l’arrampicata in ambiente con il CAI e dall’altra quella sportiva con la FASI.

Questo mondo si è però evoluto in questi (quasi) 40 anni, facendo registrare una crescita esponenziale della disciplina, sia su roccia che indoor. Per questo motivo, le due associazioni hanno ritenuto necessario avviare una collaborazione su diversi aspetti.

Il protocollo, firmato dal presidente generale del CAI Antonio Montani e da quello della FASI Davide Battistella, prevede questi punti chiave:
• uniformità dal punto di vista della didattica e del metodo della formazione;
• specializzazione dei tecnici FASI (istruttore, allenatore e allenatore capo) per la pratica dell’arrampicata sportiva outdoor e miglioramento delle competenze tecnico-prestazionali degli istruttori (nazionali e regionali di arrampicata libera e nazionali di alpinismo) CAI;
• riconoscimento, per i tecnici di entrambe le associazioni, di alcune parti delle proprie competenze nei percorsi formativi, con l’obiettivo di accrescere il numero di istruttori per far fronte all’aumento dei praticanti in Italia. In particolare, i tecnici regionali e nazionali di arrampicata libera del Sodalizio potranno acquisire la qualifica di istruttore FASI di primo livello. Gli istruttori nazionali di arrampicata libera invece, anche quella di istruttori FASI di secondo livello. E viceversa i tecnici FASI di primo, secondo, terzo e quarto livello potranno diventare istruttore regionale di arrampicata libera del CAI. Infine, quelli di secondo, terzo e quarto livello potranno diventare anche istruttore nazionale di arrampicata libera del CAI;
• migliorare la gestione del flusso di praticanti attraverso la collaborazione e aumentare il numero di iscritti delle due associazioni;
• poter gestire al meglio le palestre indoor delle Sezioni CAI sfruttando in prospettiva la possibilità della collaborazione tra le due organizzazioni.

“L’incontro di queste due realtà permette di ottimizzare e completare la formazione dei propri istruttori, per fornire a chi si vuole avvicinare al mondo verticale il massimo della competenza”, ha dichiarato Davide Battistella, presidente FASI.

“Grazie alla collaborazione con la FASI avremo finalmente la possibilità di essere protagonisti nel mondo dell’arrampicata, anche di quella sportiva, senza dimenticare i valori fondanti del nostro sodalizio”, ha aggiunto Antonio Montani, presidente generale del CAI.

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