Carlaberto “Cala” Cimenti

Carlalberto, chiamato da tutti Cala, è nato a Torino il 14 febbraio 1975. E’ sempre stato uno sportivo e un viaggiatore anche grazie allo spirito avventuriero di suo padre, che lo ha sempre portato con sé in giro per il mondo. E’ proprio grazie a lui che alla giovane età di 12 anni Carlalberto era già in cima al Monte Bianco e pochi anni dopo ha compiuto le sue prime esperienze di alta quota sull’Ojos del Salado, Kilimanjaro e alcune montagne sopra i 6000 m in Nepal.
Dopo un’impegnativa attività di ciclismo su strada fino all’età di 15 anni, è passato alla corsa in montagna, all’arrampicata per impegnarsi poi maggiormente nello scialpinismo e in faticose prestazioni in alta quota.
Per mantenersi in forma, oltre alla corsa in montagna d’estate e all’arrampicata, pratica lo scialpinismo a livello agonistico con ottimi risultati.
I suoi higlights della carriera sportiva sono: cima del Cho Oyu nel 2005, Ama Dablam in solitaria e in periodo monsonico no stop dal campo base alla cima e ritorno in 26 ore nel 2010, cima del Manaslu e discesa con gli sci nel 2011.
In questo momento ogni sua nuova spedizione è mirata in funzione dell’utilizzo degli sci d’alpinismo.
​Nell’estate 2013 Cala ha raggiunto con successo la vetta del Korzhenevskaya Peak 7105 m, del Lenin Peak 7134 m e del Khan Tengri Peak 7010 m. Il 13 agosto 2014 sale il Peak Pobedy 7439 m e poi, il 19 maggio 2015 sale anche il Communism Peak 7495 m: Cala ha raggiunto così la cima delle cinque vette del​ prestigioso Snowleopard ​ed è diventato, nel 2015, il primo ed unico italiano ad avere conseguito l’onorificenza Snowleopard​, ​avendo raggiunto ​appunto ​tutte e 5 le montagne più alte (oltre 7000 metri) delle catene montuose del Pamir e del Tien Shan, e avendole discese con gli sci. L’8 ottobre 2017 Cala raggiunge la cima del Dhaulagiri 8156 m sciandola parzialmente, da 7000 m in giù.

«Da circa dieci anni le mie spedizioni d’alta quota sono tutte pensate per poter ridiscendere la montagna scalata con gli sci ai piedi, integralmente o almeno parzialmente. Ogni volta possibile parto per una spedizione su di una montagna di 8000 metri o comunque su montagne alte di particolare interesse tecnico ed estetico» ha dichiarato Cala.

Nel 2018 Cala ha scalato la piramide perfetta del Laila Peak 6096 m, in Pakistan, secondo assoluto ad aver effettuato la discesa integrale sugli sci. E ancora una montagna attigua al Laila, ancora inviolata, di 5900 m, che Cala ha battezzato (Laila’s) Little Sister.

Curioso il fidanzamento di Cala con Erika Siffredi: nell’autunno 2018, porgendo l’anello a Erika a quota 5417 metri. Uno spettacolo fuori dal mondo, forse un’idea per qualche sceneggiatore e regista come occasione per un nuovo film. Lui inginocchiato ai piedi di lei, in cima al Passo Renjo La, al cospetto delle montagne più alte del mondo.

Il 3 luglio 2019 Cala Cimenti ha salito il Nanga Parbat 8125 m assieme ai russi Vitaly Lazo e Anton Pugovkin. Cimenti e Lazo sono riusciti a scendere con gli sci da poco sotto la cima.

Il 20 luglio 2019 sale con il medico Francesco Cassardo verso la vetta del Gasherbrum VII 6955 m. Raggiunge la vetta (che era inviolata) da solo perché a Francesco sono mancate le forze di superare un crepaccio a c. 150 m dalla vetta. L’incidente è avvenuto durante la discesa con gli sci: Francesco ha fatto un errore proprio all’inizio della parte super ripida e ha iniziato a precipitare testa-piedi testa-piedi per 450 metri. Cimenti ha assistito alla caduta e ha subito chiamato la fidanzata Erika per chiedere l’invio dell’elicottero. Di notte i momenti più duri: il mancato arrivo dell’elicottero e la necessità di scendere alla tenda che avevano montato prima della salita per recuperare i sacchipiuma e il fornelletto. Cala Cimenti ha temuto di non ritrovarlo vivo al ritorno invece “Per la seconda volta quel giorno mi ha stupito. Ha dimostrato una grande forza”.

Il giorno successivo i due alpinisti sono stati raggiunti da Denis Urubko (che ha portato con sé anche una bombola di ossigeno), Don Bowe, Jaroslaw Zdanowich e Janusz Adamski, reduci dalla scalata al Gasherbrum II. Cassardo è stato trasportato fino al campo avanzato, in un luogo più adatto all’atterraggio dell’elicottero che – finalmente – il 22 luglio ha trasportato il ferito in ospedale a Skardu.