Heinz Grill – True Faces

Heinz Grill nasce a Steinhöring (vicino a Wasserburg sull’Inn, Baviera, Germania) il 24 maggio 1960. Inizia ad arrampicare a 12 anni. Con la salita in solitaria e a soli 17 anni (in autostop e marinando il liceo) di quattro vie nel Wilder Kaiser, tra le quali la Pumprisse sulla Fleischbank, il primo VII grado dichiarato, ben presto dimostra un grande talento che però, applicato alle rigide regole dell’alpinismo di allora, lo costringe a trovare una sua strada personale, fatta soprattutto di grandi solitarie sulle vie più difficili, parecchie delle quali in Marmolada (ad esempio la via dell’Ideale e la Ezio Polo). Non esita a sostenere che in quel periodo per lui era più sicuro andare da solo che con compagni, per via della maggior lentezza e del peso. “Sapevano che avevo con me solo due moschettoni e due cordini… mi puntavano l’indice contro…”. Prima lo espellono dal club alpino, poi dopo due anni gli rendono onore proprio per quelle imprese per le quali lo avevano buttato fuori. Alto, magro e ascetico, pian piano, assieme ad altri amici, trova una sua dimensione in quelle che i tedeschi chiamano Alpi del Sud. Di lì a innamorarsene e a decidere di stabilirsi in Valle della Sarca il passo è breve, trovando che lo stile degli arrampicatori italiani sia molto più “poliedrico”, cioè esente da monoculture etiche. Reduce da mille critiche per le sue convinzioni spirituali, in Valle trova accoglienza insperata e amicizie. Si accorge che qui c’è terreno fertile per una cultura di vero turismo sostenibile. Teorico dell’arrampicata “ritmica”, sorta di esperienza sempre cangiante tra giochi di luce, forme e movimento, scopre che nel ritmo è presente quella sicurezza di cui ciascun arrampicatore vorrebbe poter disporre. Come nelle ordinate foreste tedesche, regolate dal pensiero, c’è poco ritmo, così in quelle italiane, disordinate, c’è spazio per fantasia e ritmo. Per i ripetitori, trova modo di accentuare la “forma” delle sue vie con l’accurata pulizia. Relatore in centinaia di conferenze, insegnante di yoga, meditazione e medicina alternativa, trova modo di sviluppare queste discipline in modo personale, per certi versi un po’ “eretico”. Ha scritto più di una cinquantina di libri su argomenti vari, quali filosofia, spiritualità e architettura. Grande successo ha avuto il suo originale Arrampicare nella Valle del Sarca (2011). La sua attività è sterminata e senza sosta anche in Dolomiti: ricordiamo, tra le più gigantesche, la prima salita del Pilastro Massarotto allo Spiz di Lagunaz (28 agosto 2011, con Stefan Comploi e Ivo Rabanser) e la via In memoria di Samuele Scalet al Croz dell’Altissimo (giugno 2013, con Rabanser, Kluckner, Comploi, Heiss, Klaus Oppermann, Petra Himmel e Barbara Holzer). Nel 2016 è ammesso nel CAAI.

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