Nicola Tondini – True Faces

Nato a Verona il 22 febbraio 1973, Nicola Tondini è alpinista, Guida Alpina e ingegnere. Ha realizzato e gestisce la palestra di arrampicata King Rock, progetto innovativo per l’Italia realizzato nel 2008, oltre a svolgere la professione di Guida Alpina. E’ sposato con un figlio di 17 anni.

Inizia ad arrampicare a 13 anni e a fare alpinismo a 16. Nel 1997 diventa Aspirante Guida Alpina, nel 1999 Guida Alpina e nel 2001 Istruttore Nazionale delle Guide Alpine.

Cofondatore della scuola di Guide Alpine XMountain nel 2003, ne è attualmente il direttore. L’attività di Guida Alpina spazia su tutti i campi: salite su roccia, in alta montagna, scialpinismo, freeride, cascate di ghiaccio, viaggi. Accompagna regolarmente ogni anno clienti sulle vie più difficili delle Dolomiti (per fare degli esempi: Via attraverso il Pesce alla Sud della Marmolada – 5 volte, Supermatita al Sass Maor, Philipp-Flamm e Capitan Sky-hook sulla Nord-ovest del Civetta, Hasse-Brandler, Alpenliebe, Otzi, sulle Tre Cime di Lavaredo, la prima o seconda ripetizione di alcune vie di Ivo Rabanser sulle pareti nord del Sasso Lungo o della Furchetta).

Tra le ripetizioni, spiccano le seguenti prime “invernali”:
Via dei 5 Muri (Vallaccia, VII+, 450 m), nel 2000;
Via Loss lei, heb Schun (Sass dla Crusc, IX-, 250 m), nel 2005 – anche prima ripetizione;
Moulin Rouge (Roda di Vael, IX-, 400 m), nel 2005 – on sight;
Capitan Sky-hook (Nord-ovest del Civetta, IX-, 750 m), nel 2010 – in giornata;
Kein Rest von Sehnsucht (Nord-ovest del Civetta, VIII+, 1200 m) nel 2012 – in 3 giorni;
Rondò Veneziano (Torre Venezia, IX-, 450 m) nel 2015– on sight in giornata il 22 dicembre.

Ha all’attivo oltre 30 vie nuove tra le Prealpi Veronesi e le Dolomiti, di cui la maggior parte di altissima difficoltà.

In Val d’Adige il suo percorso di ricerca nell’apertura di multipitch di stampo sportivo ma con obbligatori severi passa tra le altre per:
La Passione (7b+) nel 2004;
Giochi di equilibrio (7c+) e Vola via (8a+) nel 2006;
Via di testa (8b) nel 2007;
Testa o Croce (8a+/b) nel 2009;
Destini incrociati (8a), Tra nuvole e sogni (8a), The Edge (8a) tra il 2011 e il 2015;
Viaggio su Plutone (8b+/c) e altre 4 vie che attendono la rotpunkt (tra l’8a e l’8c) negli ultimi anni.
Tutte vie con passaggi obbligatori dal 7a al 7c/7c+.

In Dolomiti l’attività di apertura di nuovi itinerari in stile prevalentemente o totalmente tradizionale, inizia nel 1994 sulle Pale di San Martino (Punta Ellen di Fradusta), passa per la Cima del Bancon e per 5 vie nel gruppo dello Sciliar: tutte vie aperte on sight in un’unica soluzione senza spit lungo i tiri (alcune hanno delle soste rinforzate con spit). Seguono 3 vie nel gruppo del Sella e sulle pareti meno frequentate della Roda del Mulon e del Sass da Putia (2005): aperte in più tentativi, alcune totalmente trad (Alfa e Omega), altre con qualche sosta a spit e un totale di 6 spit di via (sui 63 tiri di queste 5 vie).
Dal 2008 al 2011 realizza 3 importanti vie al Sass dla Crusc:
La perla preziosa (IX, 380 m) in 4 tentativi + 1 giorno per la one push. 2 spit di via
Menhir (IX-, 200 m) in 2 tentativi + 1 giorno per la one push. 2 soste a spit.
Quo Vadis (X-, 470 m) in 8 tentativi (con ben 29 voli in apertura) e 3 giorni per la rotpunkt dei singoli tiri. 5 soste a spit e 7 spit di via.

Segue nel 2012 la via totalmente trad Colonne d’Ercole alla Nord-ovest del Civetta (IX, 1200 m) in 8 tentativi e 2 giorni consecutivi per la one push in cordata con Alessandro Baù e Alessandro Beber.

L’ultima sua realizzazione è una direttissima alla parete sud-ovest della Cima Scotoni in val Badia (X, 750 m), con 9 soste a spit, ma nessuno lungo i tiri. Non abbiate paura di sognare è il nome. E’ aperta in 10 tentativi distribuiti in 4 anni. La rotpunkt dei singoli tiri termina nel 2017. E a settembre del 2018 accompagnato da Lorenzo D’Addario compie la one single push in 2 giorni consecutivi.

A maggio 2019 presenta al Film Festival di Trento un docu-film di 50′, per raccontare questa ultima storia.

Premi e riconoscimenti:
– Premio Biasin nel 1999 come miglior giovane alpinista nel veronese;
– Premio Fondazione “Silla Ghedina” per la migliore scalata nelle Dolomiti nel 2013 per la via aperta sulla Nord-ovest del Civetta;
– Pelmo d’oro nel 2014 per l’alpinismo in attività.