Messner: “Introdurre un ticket per limitare gli accessi sulle Dolomiti. Utile un sistema di prenotazione a fasce orarie, gestito con l’intelligenza artificiale”.
Messner: “Dirottiamo i turisti sul Bellunese”
(la ricetta di Messner)
di Francesco Dal Mas
(pubblicato su Corriere delle Alpi del 10 ottobre 2026)
Le Dolomiti più belle? Per Reinhold Messner, il re degli Ottomila, non ci sono dubbi: «Sono quelle bellunesi». E quindi? «Se c’è overtourism in Alto Adige o in Trentino, è la sua singolare proposta, «si orientino gli ospiti verso l’Ampezzano, il Cadore, le altre valli bellunesi», che magari sono sotto quota.
Ma come, Messner, non sa che anche a Cortina, a Misurina, intorno alle Tre Cime, sul Passo Giau abbiamo superato il limite della capacità di accoglienza? «Io amo Belluno» dice «anche se sono stato offeso da Cibiana. Mi sento tradito perché mi hanno girato le spalle per il museo fra le nuvole sul Monte Rite. Prima di parlare, vorrei le loro scuse. Però alle Dolomiti Bellunesi porterò sempre affetto, simpatia, riconoscenza. Ecco perché mi sono proposto di segnalarle come meritevole alternativa ai tanti turisti che stanno invadendo le nostre montagne da tutto il mondo. Sì, è vero, anche voi avete dei luoghi da overtourism, ma ne conservate altri che meritano di essere conosciuti».
Cibiana e il Rite? «Senz’altro sì. E mi auguro che ritornino ad esserlo dopo le prossime elezioni della prossima primavera».
Il suo museo sul Rite quest’estate, per la prima volta, è rimasto chiuso.
Le soluzioni
Ma qual è la soluzione contro l’overtourism? «La prenotazione» risponde «è senz’altro la principale, in questo contesto». Messner quindi sollecita «una misura per tutte le Dolomiti. Con l’intelligenza artificiale oggi non sarebbe più un problema». Ovvero, la prenotazione. Il turista dovrebbe scegliere un ticket (uno slot come nei musei) prima ancora di mettersi in viaggio. Se la valle prescelta fosse già satura alle 10 del mattino, «non ci sarebbe alcun biglietto per quella giornata e forse nemmeno per quella successiva»: il visitatore viene posto nella condizione di ripiegare su altre località meno affollate.
L’alpinista ricorda di aver lanciato l’allarme sul sovraffollamento turistico nella sua valle natale, la valle di Funes, attualmente presa d’assalto da turisti asiatici, già due decenni fa, senza tuttavia trovare molto ascolto. «Chi non viaggia molto ha difficoltà a valutare simili dinamiche. Io ho sempre saputo che Santa Maddalena sarebbe diventata un hotspot», ribadisce.
Gli slot
Misure come il sistema a slot, evidenzia Messner, devono pero essere adottate dall’Alto Adige insieme a Trentino e Bellunese per tutte le Dolomiti: «Bisogna affrontare il problema insieme. Belluno ha nettamente troppi pochi ospiti, nonostante lì si trovi la parte più bella delle Dolomiti. Perché non dovremmo indirizzare a Belluno, in determinate giornate, i visitatori che da noi sono in eccesso? Non si tratta di fare cassa. Ovviamente i visitatori devono acquistare un biglietto, un sistema slot non si può gestire gratuitamente, ma il prezzo non deve essere elevato».
Gli incassi
Gli incassi dovrebbero poi andare ai contadini, che mantengono per lo più gratuitamente un paesaggio culturale unico, come quello delle Dolomiti. Messner critica infine lo slogan “Tourist go home“: «Siamo noi stessi i responsabili di questa situazione» chiarisce. Può essere un modello il sistema delle prenotazioni introdotto dal Comune di Auronzo per salire alle Tre Cime? Messner dice che l’iniziativa va in questa direzione, anche se ammette che i prezzi non siano popolari. Meglio ancora se l’amministrazione Vecellio deciderà, dalla prossima estate, di trattenere a valle di Misurina i parcheggi delle auto e, quindi, lo scambio con le navette che salgono alle Tre Cime. A valle significa Auronzo, da una parte, e Cortina, dall’altra. Se poi arrivasse la funivia, in sostituzione dell’ascesa di 800 auto al giorno, meglio ancora, secondo Messner.
La polemica
E qui il rimpianto per la mancata realizzazione, attesa per 20 anni, della microfunivia da Forcella Cibiana 1530 m al Monte Rite 2183 m. Ma rischia di essere acqua passata. Dall’ex forte, ricostruito sulle macerie lasciate dai bombardamenti della prima guerra mondiale, la famiglia Messner ha asportato tutto il materiale esposto. A Cibiana resta il Campo base, che si trova al piano terra del Taulà dei Bos. L’alpinista è arrabbiato per la vicenda giudiziaria avviata. Lascia capire che non sarà semplice considerare la possibilità di un ritorno. Ma, considerate le premesse («amo troppo le Dolomiti Bellunesi»), potrebbe ripensarci. Lui stesso, infatti, dice di attendere l’elezione del prossimo sindaco.



La provincia di Belluno è quella con il maggior overtourism dell’intero arco alpino (Cortina d’Ampezzo, Tre cime di Lavaredo, passo Tre Croci e lago Sorapiss, lago di Misurina, passo Giau…) e Messner vuole dirottarci i turisti: geniale!
E’ brutto diventare vecchi, inevitabilmente ci si rimbambanisce…
Sarebbe utile anche la prenotazione e il numero chiuso per gli indigeni: anche i contadini e i pastori sono troppi!
Credo che Messner stia commettendo un errore di valutazione: sicuro che i bellunesi pensino al turismo e all’accoglienza come una possibile via di sviluppo? Senza i residenti non si fa turismo. Matteo la provincia di Belluno è grande e vi sono ancora tanti luoghi, come, valli, altipiani, che possono fornire una valida alternativa, se lo volessimo…
Messner è ancore più “severo” e “militaresco” del sottoscritto., perché auspica di fatto dei “decreti” (numeri chiusi, prenotazioni, ticket) con i quali imporre lo dirottamente dei turisti verso il Bellunese. Il che dimostra due cose che sostengo da una vita: 1) che in assenza di efficaci modelli di turismo alpino (incentrati sulla selezione naturale grazie al ritorno alla montagna “scomoda”) sarà inevitabile imporre per legge le scelte ai turisti; 2) che travasare turisti alpini da un massiccio all’altro non risolve il problema nella sua generalità, Certo saranno meno asfissiate le Dolomiti, ma sarà ancor più ingorgato il Bellunese (e in un domani le Carniche le Giulie se dirottiamo i turisti verso questi massicci). Occorre tornare a una montagna “scomoda” (in stile vintage) a livello generale, in modo tale che i turisti che amano le comodità (e sono tanti, oggi) eviteranno proprio di andarci, in montagna. Tanto nelle Dolomiti quanto nel Bellunese, o nelle Carniche o in VdA…
A chi mi obietta che “quei” turisti cmq “esistono” (quelli che amano le comodità) e che, se non si dirigono in montagna (perché nel frattempo essa è tornata scomoda), andranno al mare, ai laghi sui fiumi… beh io ribatto: sì è vero, ma (oltre alla puntualizzazione che in questa sede stiamo parlando di turismo “alpino” o cmq “montano”, per cui cinicamente se essi vanno al mare poco rileva “qui”), il problema è molto più ampio e riguarda considerazione sull’eccessivo consumismo della popolazione ai gg nostri. Se la gente stesse a casa, anziché vivere in un contesto in cui “divertirsi” è un diritto che la società deve quasi “garantire” (come se fosse scritto in Costituzione), probabilmente avremmo minori flussi turistici in assoluto (sia verso le montagne che verso il mare, i laghi, le città d’arte ecc) e il problema in assoluto sarebbe molto più attenuato. Bisogna trovare una soluzione globale, al limite con misure estremamente drastiche: a titolo di esempio provocatorio andare in vacanza a turni, es una volta ogni tre anni…. Purtroppo, quando lo capiremo, sarà troppo tardi, perché i danni all’ambiente sdaranno irreversibile.
Concordo in pieno con Matteo. Messner non sa quello che dice ed è meglio che pensi a fare il nonno. Dire di dirottare il turismo verso Belluno è dire una bestialità. La Provincia è già satura e la viabilità nelle domeniche è nelle festività già alla mattina va in tilt. Io a differenza di Messner frequento il bellunese e il TAA. Ebbene tendo sempre più a frequentare il TAA proprio perché mi trovo meno gente in Cima e lungo il percorso. La viabilità tra autostrade e supestrade è enne volte migliore in TAA. Messner la deve smettere di dire cose non vere perché lui ha un richiamo presso la gente, è un simbolo delle montagne solo che poi fa prendere decisioni sbagliate. Crovella dice che Messner è più integralista di lui. Ed è grave, Messner è anziano e tempo 10 anni o 15 e di certo le sue scelte scellerate non le vedrà.
“Certo saranno meno asfissiate le Dolomiti, ma sarà ancor più ingorgato il Bellunese”
Guarda che le Dolomiti sono in buona parte bellunesi, ‘gnorante di un provinciale!
Infatti Matteo…questi cittadini ignoranti che continuano a dar credito alla pubblicità delle Dolomiti in TAA quando la maggior parte di esse ( le più belle a mio parere.) di trovano nel bellunese .
Dirottiamoli sui barconi che hanno trasportato migranti dal nord Africa alla Sicilia, così almeno non fanno il ritorno a vuoto. E poi il nord Africa è bello, possono fare tanti selfie!
Messner da trent’anni la pensa così, forse si potrebbe provare e vedere se funziona.