La mia caduta

Lindsey Vonn è una famosa sciatrice statunitense, specialista nelle discipline veloci dello sci alpino. È considerata una delle più grandi sciatrici della storia, con numerosi successi in Coppa del Mondo. Ha vinto la medaglia d’oro nella discesa libera alle Olimpiadi di Vancouver nel 2010. Dopo il ritiro nel 2019, Vonn è tornata a gareggiare, inseguendo il sogno di partecipare alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.
Poco prima dei Giochi aveva già subito un grave infortunio, rompendosi il legamento crociato anteriore. Nonostante l’infortunio, ha deciso di partecipare alla discesa libera olimpica di Cortina d’Ampezzo. L’8 febbraio 2026, durante la gara, Vonn è caduta dopo appena circa 13 secondi dall’inizio della sua discesa. Ha perso l’equilibrio dopo aver urtato una porta mentre era in aria ed è caduta violentemente sulla pista.
La caduta le ha provocato una grave frattura alla gamba sinistra e Vonn è stata trasportata in elicottero in ospedale, dove è stata operata. La caduta ha messo fine alla sua gara olimpica, ma il suo ritorno alle competizioni è rimasto un esempio di grande determinazione e coraggio.

La mia caduta
di Lindsey Vonn
(pubblicato sulla pagina fb La bagarre)

Quando ripenso alla mia caduta di Cortina, so di essermi presentata al cancelletto di partenza cosciente dei rischi e delle possibili conseguenze. Sapevo perfettamente cosa stavo facendo. Ho scelto di gareggiare e correre un rischio. Ogni sciatore che si presenta al cancelletto di partenza di una gara di discesa libera fa la stessa scelta. Perché, anche se sei la persona più forte del mondo, è sempre la montagna ad avere le carte in mano.

Un attimo prima della caduta

Ero disposta a rischiare, a spingermi oltre e a sacrificare tutto per qualcosa che sapevo essere assolutamente alla mia portata. Sceglierò sempre il rischio di fallire dando tutta me stessa, piuttosto che sciare al di sotto del mio potenziale e convivere con il rimpianto. Non voglio mai tagliare un traguardo chiedendomi: “e se…?”.

E a essere onesta fino in fondo, in quel momento ero fisicamente più forte di quanto a volte non lo sia stata in passato. Sicuramente più forte di quando ho concluso la mia carriera nel 2019, conquistando una medaglia di bronzo ai Campionati del Mondo. E mentalmente poi, mentalmente ero perfetta. Lucida, concentrata, motivata, aggressiva ma allo stesso tempo completamente calma e distaccata. Esattamente come negli ultimi mesi avevo allenato la mia mente a pensare, immaginandomi salire sul podio in ogni discesa di questa stagione. Due vittorie e la leadership in classifica generale di discesa: tutto questo non era altro che un test, una preparazione per le Olimpiadi. Mentalmente ero pronta come non lo ero mai stata prima.

Ma il fatto di essere pronta non ti garantisce nulla. Niente nella vita è garantito. Il rischio di inseguire i propri sogni, è proprio questo: potrebbe capitarti di cadere, ma se non ci provi non lo saprai mai.

Per questo, vi prego, non siate tristi per me. Quella discesa valeva la caduta. Quando chiudo gli occhi la sera non ho rimpianti e l’amore che provo per lo sci è ancora lì intatto. Integro. Continuo a guardare avanti, al momento in cui potrò di nuovo trovarmi in cima alla montagna. E succederà.

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2 Comments

  1. says: Bobby

    Questa donna mi ingenera un mix di sconcerto e ammirazione : io , con un ginocchio malmesso , mai mi sarei presentato al cancelletto di una gara di libera , pensando di barattare un momento di euforia con anni di dolori e forse invlidita’.

    Una grande e una pazza.

  2. says: bruno telleschi

    (La bagarre: “C’est magnifique, mais ce n’est pas la guerre: c’est de la folie”)
    Le prossime Olimpiadi si svolgeranno direttamente nelle corsie degli ospedali!

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