Il Monveso “inviolabile” e una significativa relazione di salita

di Luca Rota

Lo scorso giugno, sul noto sito web di relazioni alpinistiche gulliver.it, è comparsa una relazione di salita al Monveso di Forzo: una cosa piuttosto rara, vista la frequentazione ordinariamente scarsa della vetta.

Il Monveso, già, la “Montagna Sacra” riguardo la quale il Comitato promotore dell’omonimo progetto ha invitato ad astenersi dalla salita quale segno volontario di adesione agli scopi di riflessione circa l’invasività umana nei territori montani e il necessario rispetto del «senso del limite». Ma invitato, appunto, non proibito – nonostante ancora qualcuno particolarmente duro di comprendonio si ostini a sostenerlo, evidentemente nel tentativo di denigrare a oltranza (perché, poi?) il progetto della “Montagna Sacra”.

Il Monveso di Forzo visto dal bivacco Gino Revelli.

In ogni caso, la relazione pubblicata su gulliver.it contiene alcune osservazioni interessanti:

Questo scritto sta a metà tra resoconto e riflessione. Innanzi tutto ci scusiamo con i promotori dell’elezione del Monveso a Montagna Sacra, quindi non più violabile da piede umano. Condividiamo appieno i presupposti dell’iniziativa, ma ragioni del tutto personali ci hanno portato ad avvicinare questa meravigliosa cima“.

Quindi, dopo aver rimarcato che la salita al Monveso dall’itinerario descritto, ovvero dal canale che sbuca al Colle del Monveso con partenza dal bivacco Gino Revelli, in forza delle condizioni del terreno «è davvero una roulette russa», così chiosano gli estensori della relazione:

Dunque, ascensione meravigliosa ma del tutto sconsigliata nelle condizioni suddette. Forse, complice il cambiamento climatico, gli Dei vogliono che il Monveso resti inavvicinato. Ed è giusto così…“.

Il canale che adduce al Colle del Monveso.

Sembra proprio una sorta di presa d’atto esperienziale della necessità di astensione alla salita del Monveso, insomma, con la quale, “incidentalmente” ma consapevolmente, gli alpinisti in questione hanno voluto manifestare il consenso e la propria adesione alla “Montagna Sacra” e all’atto simbolico dal quale deriva il senso e il messaggio fondamentale del progetto. Una vicinanza e una sensibilità di cui non si può che esser loro grati.

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