Bee, il cane “puliziotto”

Primo caso in Italia, il paese di Castelbuono (PA) impiega un Labrador Retriever per scovare rifiuti che inquinano l’ambiente. «In tre anni abbiamo recuperato circa 200 kg di plastica abbandonata».


Bee, il cane “puliziotto”

(che recupera la plastica nei boschi delle Madonie)
di Max Cassani
(pubblicato su lastampa.it l’8 luglio 2026)

Incredibile a dirsi, ma in epoca di algoritmi e intelligenza artificiale c’è ancora qualche episodio che riporta il mondo a una dimensione più umana. Anzi: più animale. È il caso di Bee, il cane protagonista di “Recycling Dog”, il primo progetto italiano di unità cinofile dedicate alla ricerca della plastica dispersa nel comune di Castelbuono (PA), nel cuore delle Madonie, in Sicilia.

Il cane Bee con il suo conduttore e istruttore, Pietro Gentile, 49 anni

Bee è un Labrador Retriever nero di quattro anni già ribattezzato il “cane puliziotto”. È infatti stato addestrato a fiutare e recuperare i rifiuti plastici nell’ambiente che sfuggono ai sistemi di raccolta tradizionali.

Distante un centinaio di chilometri da Palermo,Castelbuono è uno dei “Comuni ricicloni”, così come Legambiente definisce i paesi premiati per via dell’eccellente gestione dei rifiuti. In particolare per essere “rifiuti free”, vale a dire per avere una produzione annua di secco residuo inferiore a 75 kg per abitante. I dati 2026 sono stati comunicati pochi giorni fa, e sono incoraggianti: quest’anno salgono infatti a 675 i comuni italiani virtuosi, recuperando il lieve calo dello scorso anno. Tra le regioni più green, il Veneto con 165 paesi “ricicloni”, seguito da Lombardia (104) e Campania (73). Più in generale, il 60% dei comuni più verdi sono al Nord, il 7% al Centro e il 33% nel Sud e Isole.

Da sinistra: il sindaco di Castelbuono Mario Cicero, l’istruttore cinofilo Pietro Gentile, Federica Maso dell’associazione Pachamama, il coordinatore Ecoforum regionali Legambiente Emilio Bianco, il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani.

Non è la prima volta che il Comune montano di Castelbuono si distingue per un approccio antico e allo stesso tempo innovativo nella gestione dei rifiuti. Già nel 2007 aveva fatto parlare di sé impiegando asine di razza ragusana per la raccolta differenziata nei vicoli del centro medievale, dove i mezzi meccanici non riuscivano ad arrivare. Ora un posto fisso ce l’ha anche il cane Bee, che con il suo naso batte la tecnologia e i macchinari nello scovare spazzatura che inquina la natura.

La mattina presto, quando i sentieri delle Madonie sono ancora immersi nel silenzio e l’aria sa di terra umida e ginestre, Bee abbassa il muso tra le foglie e agita la coda. Si muove rapido, ma senza frenesia. Ogni tanto si ferma, inspira profondamente, poi cambia direzione seguendo una traccia invisibile agli esseri umani. Come i cani da caccia fiutano i selvatici, lui fiuta – e riporta – la plastica.

«In tre anni di attività abbiamo perlustrato oltre 800 km tra boschi, contrade e scarpate, recuperando circa 200 kg di plastica abbandonata», svela il suo istruttore e conduttore, il 49enne Pietro Gentile. Bee fa parte dell’Unità cinofila ecologica del comune palermitano. «Tre volte alla settimana andiamo nei boschi e li ripuliamo dai rifiuti – aggiunge Gentili – Bee è stato da me preparato fin da cucciolo per trovare la plastica e per recuperarla là dove l’operatore ecologico non può arrivare. Quando lo sguinzaglio, corre in libertà, scova bottiglie e altri oggetti e me li riporta. Finora abbiamo recuperato più di 600 contenitori di plastica abbandonati».

Quello del Labrador “puliziotto” delle Madonie è un esempio virtuoso di impegno per la salvaguardia della biodiversità e di interazione tra uomo e animali per offrire servizi utili alla società. A promuovere il progetto ambientale è stata Pachamama APS, associazione attiva da quasi vent’anni nel campo della cosiddetta pet therapy e degli interventi assistiti con gli animali, di cui è presidente Marianna Raneri.

«Il progetto Recycling Dog nasce dalla volontà del Comune di ripulire il nostro territorio – dice il sindaco di Castelbuono, Mario Cicero – Molte volte non vediamo la plastica nascosta nel bosco e tra le siepi: Bee invece la individua e la recupera. I risultati ci danno ragione e oggi cerchiamo di esportare questa nostra buona pratica anche all’interno del Parco delle Madonie». E chissà, magari anche in altri comuni italiani che vedono la possibilità di convivenza tra natura e innovazione.

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