Non manca molto alla fine di quella che si può definire un’impresa titanica e il paese è quasi pronto a festeggiare la fine dei lavori e l’inizio della rinascita. Elva, il micro Comune con 79 abitanti e 12 progetti da 20 milioni di euro del Pnrr: «Stiamo per finire, impresa titanica».
La rigenerazione di Elva
di Floriana Rullo
(pubblicato su torino.corriere.it il 27 aprile 2026, aggiornato)
Nel mini comune di Elva il maxi finanziamento stanziato per il Pnrr è pronto a cambiare il volto della Val Maira. Nel piccolo borgo arroccato sulle vallate del Cuneese, appena 79 abitanti a 1600 metri di quota, sono stati 20 i milioni di euro stanziati dal Pnrr. Ora che mancano pochissimi mesi alla fine di quella che si può definire un’impresa titanica, il paese è quasi pronto a festeggiare la fine dei lavori e l’inizio della rinascita. Non senza aver incontrato difficoltà.
Elvia e infatti uno dei piccoli paesi italiani selezionati nella Linea A del «Piano nazionale borghi», finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), destinata a sostenere progetti pilota per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei borghi a rischio abbandono. E il 2022 quando l’amministrazione si aggiudica il maxi-finanziamento. Il ministero ne ha scelto uno per Regione, con la speranza di invertire il progressivo spopolamento delle aree interne.
Il progetto presentato da Elva prevede 12 interventi: Centro studi di alpicoltura e pastorizia con l’Università di Torino, la scuola «Riabitare le Alpi» insieme al Politecnico, il Centro dei saperi con Pollenzo, una foresteria e il museo immersivo Hans Clemer. E poi ancora: un osservatorio astronomico, la riqualificazione delle borgate e di un sentiero, il teleriscaldamento e la sistemazione del rifugio alpino.
Insomma, una vera rivoluzione per il piccolo comune che però in questi anni ha dovuto affrontare di tutto. Dai ritardi procedurali alla modifica di alcuni progetti, nel 2025 la revoca dell’appalto a una ditta per gravi inadempimenti, fino ai problemi di trasporto dei materiali in quota risolti solo grazie all’uso di elicotteri. Ministero e Regione hanno supportato l’amministrazione a ogni passo, sotto l’occhio vigile della Corte dei conti. I magistrati, infatti, hanno più volte sollecitato i vari enti a rispettare tempistiche e rendicontazioni.
Ma si arriva a oggi con molti progetti in fase avanzata. Il museo Clemer, il sentiero del Vallone, la rete di teleriscaldamento. Anche l’osservatorio astronomico è quasi pronto: il 18 maggio verrà montata la cupola e il 6 giugno il mega-telescopio. La scadenza del 30 giugno, quindi, sembra essere alla portata. Sono più indietro invece i lavori del nuovo polo universitario e del Centro saperi, rallentati dal maltempo di questo inverno: l’amministrazione è in attesa di una circolare del ministero della Cultura per chiedere una deroga di 2 mesi.
C’è poi la questione della Provinciale 104. Permette di arrivare a Elva in appena 9 chilometri contro gli attuali 17 da percorrere dal bivio di Stroppo. Ma era chiusa dal 2018 a causa delle frane. Per sistemarla servono 16 milioni e mezzo, quasi quanto tutto il finanziamento del Pnrr. Il Comune ha siglato un protocollo con la Provincia per intervenire nel tratto di sua competenza ed è in lizza per ottenere i fondi ministeriali riservati al dissesto. Corre anche lungo questa strada il futuro di Elva e di tutti i progetti che saranno completati nei prossimi mesi.
Quindi, ad oggi (settembre 2026), ci sono ancora cantieri e SAL (Stato Avanzamento Lavori) in corso:
– per la borgata Rossenchie il Comune ha registrato il SAL 5 il 3 settembre;
– il Percorso museale Hans Clemer aveva ancora un 4° SAL approvato nell’agosto 2026;
– per il nuovo polo universitario/Centro studi di alpicultura–Scuola di pastorizia–osservatorio astronomico risultano ancora attività contrattuali nell’agosto 2026;
– inoltre è appena (settembre 2026) stata approvata una variante in corso d’opera per la borgata Rossenchie.
«A Elva mancano pochissimi mesi per chiudere gli interventi di rigenerazione, finanziati con 20 milioni euro di Pnrr – dice Marco Bussone di Uncem (aprile 2026) – I 420 milioni per 21 “Borghi” in Italia, la misura più discussa dopo che Uncem ha detto un forte “no” all’allora ministro Franceschini. Che forte di tanti “sì” e tra l’indifferenza di molti, è andato avanti con la “linea A” sulle imprese. E così i progetti e i lavori sono partiti. Risorse stanziate e grandi attese, con fiducia, anche da parte di Uncem. Elva e compagni “Borghi dei Borghi” riusciranno nella rigenerazione sociale, culturale, economica, comunitaria dei paesi?».


Tutto bello tutto giusto. Spero di campare abbastanza a lungo per vedere come andrà a finire.