Oltre la vetta

Oltre la vetta
(tra rocce del mantello e il mito di Dafne)
di Beppe Leyduan
(pubblicato su camoscibianchi.wordpress.com il 27 aprile 2026)

La nostra escursione parte da Borgata Savarino, a Val della Torre, nel cuore della Val Casternone. Il primo saluto va al Santuario Madonna della Bassa, oasi di silenzio e devozione, ma è il richiamo del percorso a spingerci oltre. Salendo verso il Monte Curt e il Musinè, basta guardare attorno al sentiero per essere catturati da un altro tipo di meraviglia, quella botanica. Qui i fiori non sono ospiti casuali. Sono i custodi del Massiccio Ultrabasico di Lanzo: l’eleganza della Paeonia officinalis, la tenacia della Daphne cneorum, che emana una nuvola di profumo intensissimo, e la presenza dell’Asphodelus albus. Oltre a tanti altri, magari più comuni ma comunque bellissimi.

Paeonia officinalis
Daphne cneorum
Asphodelus albus (Asfodelo montano)

Inoltre, il Massiccio Ultrabasico di Lanzo è caratterizzato anche da block stream e block field (colata di pietre/campi di pietre), particolari depositi di blocchi rocciosi che arricchiscono ulteriormente la geologia unica della zona. È questa chimica primordiale, ferrosa, magnetica e ricca di magnesio, a permettere a tali rarità di prosperare, dimostrando come la vita possa fiorire anche nei terreni più ingrati.

Camminiamo su peridotiti e lherzoliti, rocce nate nelle profondità del mantello terrestre e risalite da oltre 30 chilometri sotto la superficie in epoche lontanissime, centinaia di milioni di anni fa, quando i continenti avevano ancora forme a noi sconosciute.

Verso il Monte Curt 1323 m

Eppure, giunti sulla cima del Musinè, si avverte un paradosso. La montagna è celebre per il folklore ufologico, per le luci nel cielo e i misteri alieni, mentre il vero miracolo geologico — un pezzo di interno terrestre esposto alla luce dopo ere infinite — giace spesso muto, privo di bacheche che ne celebrino l’unicità.
Questo viaggio profumatissimo diventa anche un inno alla libertà attraverso il mito di Dafne. La metamorfosi della ninfa, braccata da Apollo che voleva afferrarla e farla sua, non è una resa, ma l’ultimo grido di libertà. E la montagna diventa per le donne proprio questo: un alloro dove mantenere radici per non essere preda, per fiorire alle proprie condizioni, lontano dalle maglie di una società patriarcale.

Lorenzo Bernini, Apollo e Dafne, 1622-1625, marmo, h 243 cm, Roma, Galleria Borghese

La discesa verso Brione dal Musinè ci regala gli ultimi sguardi su queste fioriture tenaci, che ci hanno incantato lungo il cammino, oltre a panorami estesissimi verso la Val Casternone e la pianura torinese. Passiamo poi attraverso la quieta Cappella della Sacra Famiglia sul Monte Calvo, un luogo che invita a un’ultima sosta di riflessione prima di concludere il viaggio.

Scendendo dal Musinè 1150 m verso il Monte Calvo 550 m

Proprio come la ninfa ha scelto di trasformarsi pur di non piegarsi, così queste specie rare fioriscono su un suolo aspro e povero, che non favorisce la vegetazione comune, ma diventa invece baluardo della loro libertà e unicità.

L’idea di questo post nasce da un fiore. Grazie a Daphne (in valtorrese “Panagai”) sono partito per un lungo e affascinante viaggio che parte dalle profondità della Terra per poi arrivare a scoprire il perché della bellezza straordinaria di un angolo rarissimo e prezioso del nostro pianeta.

Grazie di cuore a Carla che ci ha suggerito ed accompagnato in questa meravigliosa escursione. Un particolare ringraziamento va a Giacomo Re Fiorentin che mi ha fatto appassionare di geologia durante le escursioni con il CAI. La bozza di questo articolo nasce grazie ad una conversazione con Gemini, dopo approfondite ricerche su Google.

I sentieri percorsi in quest’escursione:

– sentiero 011 fino al santuario Madonna della Bassa 1152 m partendo da Borgata Savarino 690 m, frazione di Val della Torre, che si trova a monte di Bussoneis (vedere il percorso sul sito del CAI Val della Torre: https://organizzazione.cai.it/sez-val-della-torre/2022/03/sentiero-011-cod-percorso-eton0110000/;

– dal santuario Madonna della Bassa fino al Pian d’la Sisterna (1080 m; pianoro a sud del Truc dell’Eremita che si trova a 1101 m di quota), sentiero non a catasto; si percorre il lungo crinale che separa la Val Casternone dalla Valle di Susa;

– sentiero 574 dal Pian d’la Sisterna fino alla vetta del Monte Musinè 1150 m: https://organizzazione.cai.it/sez-val-della-torre/2022/03/sentiero-574-cod-percorso-etos5740000/

– sentiero 574 dal Monte Musinè fino alla Borgata Trucco di Brione 360 m passando per il Monte Calvo 550 m: https://organizzazione.cai.it/sez-val-della-torre/2022/03/sentiero-574-cod-percorso-etos5740000.

Il Monte Curt (a sinistra) e il Monte Musinè (a destra) visti dal Lago grande di Avigliana. Foto: da Wikipedia.

Partenza: Borgata Savarino 690 m (frazione di Val della Torre).
Dislivello complessivo: 930 m circa.
Difficoltà: “E” (escursionistico).
Tempo complessivo: 6 ore e 30 minuti (escluse le soste).
Periodo consigliato: primavera ed autunno sono i periodi migliori per evitare di trovarsi in zone relativamente a bassa quota con il caldo eccessivo e la vegetazione invadente; in inverno valutare le condizioni di innevamento.

Saponaria ocymoides (Saponaria rossa) sullo spartiacque Val Casternone – Val di Susa
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