I dubbi dei giovani sulla Cogne-Pila

Consegnata al sindaco una petizione con 191 firme per chiedere incontri e dibattiti pubblici sul previsto collegamento funiviario Cogne-Pila.

I dubbi dei giovani sulla Cogne-Pila
(“aiutateci a capire la sua utilità”)
di Enrico Martinet
(pubblicato su La Stampa del 31 marzo 2026)

In cima alle funi c’è da un lato una cresta il cui nome, Couis, indica la presenza del vento e dall’altro Cogne. E’ la funivia che ha per ora nove ipotesi progettuali con una spesa tra i 133 e i 209 milioni, ma un interrogativo carico di molti altri: perché costruirla? Un gruppo di giovani di Cogne, consapevoli dell’importanza del progetto per il futuro del loro paese, ha inviato una petizione al sindaco, a presidente e giunta regionale e all’intero Consiglio di piazza Deffeyes per avere «incontri e dibattiti pubblici sul collegamento funiviario». Petizione firmata da 191 cogneins.

Cogne vista dalla Platta de Grevon

L’hanno consegnata il 28 marzo 2026 al sindaco Denis Truc che ha accolto la richiesta. Dice: “So bene che ci sono persone non convinte, giusto approfondire le tematiche”.

La convinzione della bontà dell’iniziativa è sia della Regione, sia del Comune. C’è stato un incontro pubblico a Cogne per presentare le ipotesi di progetto. Il sindaco: «Era un momento partecipativo con tavoli tematici che faceva parte dello studio». I giovani scrivono nella petizione di “interrogativi che permangono”. Ne elencano alcuni: «L’impatto ambientale e paesaggistico dell’opera; la sostenibilità economica gestionale nel medio e lungo periodo; le ricadute reali sul tessuto sociale, turistico e produttivo locale; la coerenza del progetto con le politiche di tutela del territorio e con le esigenze della popolazione residente».

Di qui la richiesta di incontrare istituzioni, tecnici, esperti. Confronti «accessibili e ben strutturati, oltre alla pubblicazione integrale e all’illustrazione di uno studio tecnico, ambientale e socio-economico approfondito da parte degli enti competenti».

Arianna Jeantet, che gestisce un agriturismo, fa parte del gruppo promotore. «Vorremmo approfondimenti sociali ed economici – dice – Quale obiettivo si pone il progetto? Crediamo sia importante poter avere uno studio di marketing turistico e conoscere quale sia il modello di sviluppo di riferimento. Il nostro scopo è di avere risposte come comunità su che cosa si vuole fare uscendo dalla retorica basata sull’idea che altrimenti Cogne muore». Costanza Gobbi, studentessa di farmacia: «La funivia cambierà il futuro di Cogne. Vorremmo sapere come. Per ora mancano elementi per poter comprendere che cosa accadrà. La nostra è un’iniziativa aperta all’intera comunità per poter conoscere».

Tutti i promotori sottolineano che «non siamo né a favore, né contro la funivia».

Laura Gerard: «Nessuno è contrario. Non è nostra intenzione mettere il bastone fra le ruote di chi vuole il progetto. Ci sono parti oscure che devono essere studiate, Ci sono dubbi. Abbiamo bisogno di conoscere dati demografici e sociali. Nessuno di noi è contro il Comune. E’ evidente che la funivia inciderà sul futuro del nostro paese e per questo è necessario avere risposte».

Il sindaco sottolinea la necessità «di avere una stagione turistica invernale più lunga senza alterare l’identità del paese». Tutto ruota intorno alla tipologia turistica che oggi è distante da quella di una stazione centrata sullo sci di discesa.

Sia Regione sia Comune sono convinti che la funivia sia una buona idea per rispondere a segnali non ottimistici per il futuro della località.
«Assistiamo a uno spopolamento continuo – spiega Truc – Le stagioni turistiche sono sempre più corte. Siccome il turismo è la prima voce della nostra economia dobbiamo tener conto che riducendosi dovremo fare i conti con disponibilità minori per i servizi del paese. Della funivia si parla da parecchi anni.

Noi crediamo che sia una soluzione per il futuro di Cogne. L’intero Consiglio comunale è d’accordo, entrambe le liste che si sono presentate alle elezioni sostenevano il progetto. In questi ultimi anni sono state chiuse attività alberghiere, trasformate in seconde case. Non è certo un buon segno. L’impianto funiviario può rilanciare il turismo invernale.
Un motivo in più per scegliere Cogne che sarebbe così collegata al comprensorio sciistico di Pila. Con l’attenzione a tutelare l’identità del nostro territorio».

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