Lasciare andare

Arte Sella insegna ad accantonare le manie di controllo e permettere alla natura e alla vita di fare il resto.

testo e foto di Giacomo Bianchi

Prima di iniziare il mio percorso ad Arte Sella, cercavo un luogo che da un lato mi permettesse di esprimere la mia creatività e dall’altro di dedicarmi totalmente a un progetto. Quando sono arrivato qui ho capito di aver trovato il posto che rispondeva pienamente a queste necessità. Lavorare ad Arte Sella significa, infatti, immergersi in un ritmo mobile e mutevole: è un organismo in continua trasformazione e ogni giornata, diversa dalla precedente, rappresenta una scoperta. In questo modo ci si adegua alle trasformazioni e ai cambiamenti: è il bello di questo lavoro.

Il rapporto con Arte Sella si è rivelato da subito molto simbiotico. Per chi come me ha scelto questo luogo e questo lavoro si è trattato di una scelta di vita più che professionale. Ci si sente profondamente legati all’ambiente, alle opere, a chi le attraversa e agli artisti: Arte Sella è proprio un unicum. È una questione di dettagli, abbiamo la fortuna di osservarla costantemente nel tempo; forse è questo lo sguardo più interessante: poterla vedere anche quando gli altri non la vedono.

Il momento più bello è alla sera, dopo una giornata piena e intensa in cui questo luogo è stato vissuto da centinaia di persone: tutto torna a calmarsi, il sole tramonta e si contempla ciò che si è fatto, si comprende quanto si è privilegiati a lavorare qui. È il momento in cui anche la fatica della gestione di un luogo così complesso e sfaccettato trova compimento e il lavoro della giornata acquista un senso. È il vantaggio del tempo che trascorriamo in questo posto: non uno sguardo veloce, ma costante e continuo; significa entrare nel flusso delle cose e della natura che muta continuamente, imparando a predisporsi al cambiamento. Per me, che sono ingegnere di formazione, a volte è difficile non avere il controllo su ciò che accade, poiché vorrei che tutto dipendesse da me. Arte Sella mi ha insegnato ad accettare che spesso il controllo non può esserci e non deve neppure esserci; è una bellissima scuola non soltanto dal punto di vista lavorativo, ma anche per il modo in cui, per certi versi, insegna a impostare la vita: lasciarsi andare e permettere alle cose di scorrere e accadere. Succede con le opere che si trasformano, ma anche con i progetti che si realizzano. A volte abbiamo in mente un piano e vorremmo concretizzarlo immediatamente; poi, per diverse ragioni, dobbiamo posticiparlo e si aspetta che arrivino le condizioni giuste. È un modo di essere e di vivere: imparare a stare nel flusso delle cose, sapendo che qualcosa si può controllare e qualcos’altro, invece, semplicemente accade.

La sfida ad Arte Sella è costante. Da un lato, infatti, è un parco, un luogo che accoglie visitatori e che deve quindi essere curato, sicuro e accogliente. Dall’altro, invece, tutto cambia velocemente. Bisogna ricercare e mantenere un equilibrio tra questi due aspetti: quello del controllo e della verifica, più tecnico, e quello della componente poetica e immaginifica, insieme alla volontà di inserirsi nel ciclo della natura. Quando le opere si degradano lo accettiamo, poiché fa parte di ciò che riteniamo sia il valore di Arte Sella; tuttavia, allo stesso tempo, un’opera degradata può rappresentare un problema sia tecnico, sia narrativo, in quanto va trovato il modo di raccontare questo cambiamento alle persone. La complessità e la bellezza stanno proprio qui, in un equilibrio mai definito, che ogni giorno bisogna ritrovare nuovamente.

Per questo Arte Sella sorprende sempre, anche per il suo continuo cambiamento. In questo senso credo che la vera questione sia legata agli artisti e alla nostra profonda fiducia in ciò che possono portare qui: ogni volta è una novità. Per quanto possiamo immaginare ciò che potranno creare, il risultato è sempre una scoperta e un’occasione per mettersi in discussione. È bello lasciarsi andare e sapere che una nuova opera cambierà per sempre questo luogo e anche noi. E questo accade sia dal punto di vista della crescita del museo sia per le competenze che ci vengono richieste, perché ogni creazione porta con sé nuove conoscenze per tutti noi. Così il lavoro diventa stimolante e il fatto che molto di noi siano qui da tanti anni significa che questo è un luogo generativo e capace di offrire continuamente nuove possibilità. In generale, ci auguriamo che ognuno qui trovi qualcosa con cui entrare in risonanza. Non è detto che tutto debba piacere o diventare parte della propria vita. Per noi è lo stesso.

Chi è Giacomo Bianchi?
Nato a Belluno il 23 gennaio 1979, si è diplomato in studi classici e si è laureato in ingegneria biomedica nel 2005 presso il Politecnico di Milano. Appassionato di scrittura fin dalla sua giovinezza, è stato finalista in numerosi premi letterari nazionali. Durante gli studi universitari si è avvicinato al mondo della fotografia e nel 2010 è diventato un professionista, lavorando da indipendente e frequentando il Master Photoart Workshop presso IED Venezia. Dal 2008 è fotografo ufficiale di Arte Sella, responsabile della documentazione fotografica delle installazioni e degli eventi. Dal 2012 è presidente di Arte Sella.

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