Proponiamo ai lettori una panoramica di influencer nel campo della montagna e dell’outdoor. Il fenomeno degli/delle influencer, tipico del nostro tempo, non può essere sottovalutato e marginalizzato da chi non ne condivide il “fascino” che invece migliaia e migliaia di altri individui gli attribuiscono. Lasciamo dunque ai lettori la discussione se trattasi di qualcosa di utile, un innocuo entertainment, un nocivo specchietto per allodole, una sorgente di creatività, una noiosa galleria, una carrellata di splendide immagini, una ripetitiva esibizione egocentrica o quant’altro.
Influencer-02: Giulia Fusconi
da Instagram @funky.fusk
Giulia Fusconi (giuliaoutdoor.com), nota sui social come @funky.fusk, “ha iniziato ad amare la montagna da bambina e da allora non si è più fermata“. Oggi, con 534 post (dal 21 gennaio 2020) e 98.300 follower (al 26 gennaio 2024), diventata una delle influencer più apprezzate per quanto concerne gli sport alpinistici e l’outdoor, “racconta la sua passione per le cime e la natura“. Ma quando il suo racconto si dipana usando frasi come “Alpamayo mi amor, ovvero quando una montagna è talmente perfetta che un topless diventa d’obbligo, anche a 5500 m“, cosa dobbiamo pensare noi “influenzati”?
















Non solo nel settore dell’outdoor, il fenomeno degli influencer (m/f) è fondamentalmente “aria fritta”. Fenomeno fastidioso, ma complessivamente innocuo e ridicolo agli occhi di lettori dotati di capacità critica. invece fenomeno potenzialmente dannoso per quei lettori superficiali e arruffoni, facilmente manipolabili anche solo con una foto. La differenza fra l’affaire Pandoro e stare a torso nudo in alta quota è che nel primo caso c’è una questione etica e giuridica (la falsa filantropia), nel secondo, se qualche “fesso” ti imita, muore. Tuttavia se il fenomeno degli influencer, in generale, sta espandendosi, non è colpa degli influencer, ma dei lettori che si bevono le loro gesta. Se questi ultmi si riducessero o addirittura si estinguessero, gli influecncer scomparirebbero alla velocità della luce.
Non capisco il senso di mettersi in topless e mostrare il culo. O meglio va bene al mille lire (storico night) o in spiaggia con 32 gradi (così non passo per il solito rompiballe). In alta quota? O il mio cervello è limitato e non capisce, o tu cara mia hai problemi di autostima.
Non mi pare sta gran gnocca. E comunque faccia un po’ quello che vuole. Mi sembra innocua e se si diverte buon per lei.
Bravissima a tirare la cascata con due viti. Questo da l’idea della veridicità.
Anche a me sfugge il desiderio di mettersi nudi in montagna.
Ancora una volta ribadisco che il problema non è quello che fa, ma il fatto d’essere seguita.
“Non ti curar di loro, ma guarda e passa.”
Anzi, non guardare nemmeno.