La pulizia del Lago del Sorapiss

Domenica 4 ottobre 2026 si è svolta la seconda edizione di Re-Take Sorapiss. L’appello: «Porta giù più di quello che porti su». 40 volontari ripuliscono i sentieri del lago e raccolgono circa 150 chili di rifiuti.

La pulizia del Laghetto del Sorapiss
di Aron Lazzaro

Una quarantina di volontari hanno ripulito domenica 4 ottobre 2026 i parcheggi e poi i sentieri che portano al Lago di Sorapiss, uno dei luoghi più frequentati e iconici delle Dolomiti, e hanno raccolto circa 150 chili di rifiuti. La giornata, gratuita e aperta a tutti, era la seconda edizione di Re·Take Sorapiss, organizzata da Fabio Maffione con la guida ambientale Aron Lazzaro (@YourDolomitesGuide), Dolomiti da Sogno (@dolomitidasogno) e AstronomyXperience (@astronomyexperience.axp).
Divisi in gruppi, i volontari hanno percorso il sentiero 215 da Passo Tre Croci e il 217 da Federavecchia, fino al rifugio Vandelli.

Il gruppo dei volontari al Rifugio Vandelli, sotto il Sorapiss. Foto: N. Merlin.

Le Regole d’Ampezzo, l’antica proprietà collettiva che da secoli gestisce boschi e pascoli di Cortina, hanno aiutato a coordinare il lavoro e a segnalare i punti più critici. I regolieri hanno poi accompagnato i volontari nei parcheggi e lungo i sentieri, e si sono fatti carico anche dello smaltimento dei rifiuti raccolti: un aiuto non scontato. Grazie anche a Sabrina e Milio Pais, gestori del rifugio Vandelli: il rifugio, già chiuso per fine stagione, ha riservato l’accesso ai soli volontari per tutta la giornata, ha preso in carico una parte dei sacchi e ha aperto i suoi spazi per un pranzo insieme, con vista sulle Tre Cime di Lavaredo e sui Cadini di Misurina.

Prima della pulizia: fazzoletti e rifiuti sotto un abete lungo il sentiero. Foto: L. Nardi.

Il problema più grande sono le salviette umidificate: contengono plastica e non si degradano, come molti fazzoletti di carta tenuti insieme da collanti. Se ne trovano ovunque, spesso sotto i pini mughi a pochi metri dal tracciato. Nei sacchi sono finiti anche bottiglie di vetro e di plastica, indumenti, biancheria, farmaci, calze e qualche paio di occhiali. Nei parcheggi e negli spiazzi intorno al lago, usati per campeggiare, sono rimasti i resti di picnic e piccole feste. Intorno al lago i rifiuti erano nascosti con cura tra i cespugli, in qualche caso sotterrati.

Dopo la pulizia: lo stesso luogo. Foto: L. Nardi.

«Attorno ai parcheggi, lungo i sentieri e intorno al lago si sono formati decine e decine di bagni a cielo aperto», spiega Aron Lazzaro. «È un problema igienico-sanitario, e si ripete in tutte le zone di forte afflusso, come Misurina e le Tre Cime di Lavaredo».

«Porta giù più di quello che porti su: la regola è semplice», aggiunge Fabio Maffione. «Un sacchetto nello zaino, e tutto torna a valle: avanzi, fazzoletti, salviette, più qualcosa raccolto lungo il sentiero. È il minimo che possiamo fare. Luoghi come il Sorapiss o le Tre Cime di Lavaredo oggi non reggono comunque: il problema è il numero di persone che ci salgono, e saranno sempre di più».

I sacchi raccolti caricati sul pick-up a fine giornata. Foto: Nicola Ercolini.

«Il sentiero è uno dei simboli più antichi dell’umanità», conclude Nicola Ercolini di Dolomiti da Sogno. «In tante tradizioni è chiamato semplicemente la Via. Abbiamo scelto di ripulire un sentiero, e chi lo fa, in qualche modo, si prende cura e ripulisce anche la propria strada».

La prima edizione del 2024 aveva coinvolto 30 persone e riempito più di 50 sacchi. Quest’anno erano circa 40, arrivati anche da Verona, Treviso, Padova e Rovigo. Sono tornati a casa stanchi ma contenti, e molti, prima di scendere, hanno chiesto quando sarà la prossima uscita. Gli organizzatori vogliono far crescere l’iniziativa e portarla su altri sentieri: chi vuole partecipare alle prossime uscite può lasciare il proprio contatto su retake.club


4. I sacchi raccolti caricati sul pick-up a fine giornata (foto N. Ercolini)
5. Logo di Regole d’Ampezzo

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