Geotermia, il ritorno

Approfondimento dedicato al ritorno della geotermia in Europa e in Italia, un tema sempre più attuale per chi segue la transizione energetica e i suoi effetti concreti su famiglie e imprese. Nell’articolo si spiega in modo chiaro perché questa fonte sta tornando centrale, cosa cambia con le tecnologie geotermiche di nuova generazione, quali sono oggi i numeri principali del settore (147 centrali in UE, 34 in Italia, 916 MW installati e circa 6 TWh annui nel nostro Paese), e quali segnali arrivano dal quadro istituzionale con l’accelerazione europea e le semplificazioni introdotte in Italia per la bassa entalpia (1).

Geotermia, il ritorno
(34 centrali italiane e un piano europeo più concreto)
di Teresa Monaco
Fonte: https://www.papernest.it/blog/geotermia-italia-2026-centrali-piano-ue-bollette/ 

La geotermia è l’energia che arriva dal calore naturale del sottosuolo. In pratica, invece di dipendere solo da sole e vento, si sfrutta una fonte che c’è sempre, giorno e notte. Per questo è tornata al centro del dibattito energetico: oggi il tema non è più soltanto “fare più rinnovabili”, ma avere anche rinnovabili stabili in grado di lavorare 24 ore su 24.

In un mercato energetico ancora esposto ai prezzi internazionali di gas e petrolio, la geotermia viene vista come una leva per ridurre volatilità e dipendenza estera. Non sostituisce tutte le altre fonti, ma può affiancarle in modo strategico perché unisce continuità di produzione e impatto potenzialmente più prevedibile sui costi nel medio periodo.

Perché UE e Italia stanno accelerando: numeri e regole
In Europa oggi ci sono circa 147 centrali geotermoelettriche e una potenza installata intorno a 3,5 GW. L’Italia, in questo scenario, mantiene un ruolo di primo piano con circa 34 centrali, 916 MW installati e quasi 6 TWh annui, soprattutto in Toscana. La geotermia quindi non parte da zero, ma da una base reale che ora viene spinta a crescere.

  • Nel 2026 la Commissione europea ha inserito la geotermia nel quadro di AccelerateEU, con un’impostazione più operativa per sbloccare investimenti.
  • La stessa linea europea prevede supporto alla raccolta di dati geologici e la creazione di strumenti comuni di riduzione del rischio finanziario per i progetti.
  • Sul piano politico, Bruxelles ha inoltre annunciato il primo European Geothermal Action Plan, segnale che la geotermia non è più vista come tecnologia di nicchia.
  • In Italia, il decreto MASE di aprile 2026 ha semplificato l’iter per la bassa entalpia, chiarendo meglio passaggi tra attività libera e PAS.

Per i consumatori, il punto resta la trasparenza delle regole e delle offerte, anche nel passaggio tra mercato libero e mercato tutelato, con il presidio di ARERA.

Cos’è la geotermia “nuova” e cosa cambia rispetto a prima
La geotermia tradizionale resta fondamentale, ma quella “nuova” punta a impianti più controllabili, più efficienti e più facili da replicare anche fuori dalle aree storiche. In pratica, combina tecniche di perforazione più avanzate e sistemi di gestione del calore più stabili, così da aumentare la resa e ridurre parte delle incertezze operative che in passato frenavano diversi progetti.

Un esempio concreto è Geretsried, in Baviera: circa 8,2 MW elettrici e una produzione annua intorno a 77.000 MWh, con anche un uso termico per il territorio. In parallelo, la frontiera “superhot” lavora su rocce oltre 300 °C, con l’obiettivo di estrarre più energia da ogni pozzo e rendere la geotermia sempre più competitiva nel medio periodo rispetto alle fonti fossili. In sintesi, non è una rivoluzione che sostituisce tutto subito, ma un’evoluzione che rende questa rinnovabile più solida e scalabile.

Cosa può cambiare per famiglie e bollette
Per le famiglie la domanda è diretta: questa evoluzione aiuta davvero a pagare bollette più stabili? La risposta più onesta è che l’effetto non è immediato, ma la direzione può essere favorevole. Quando aumenta la quota di energia prodotta in modo continuo e locale, il sistema elettrico tende a essere meno dipendente dai picchi internazionali di gas e petrolio, e questo nel tempo può migliorare la prevedibilità della spesa.

Il beneficio atteso non è solo “prezzo più basso”, ma soprattutto minore volatilità: avere una parte maggiore di produzione programmabile può aiutare a contenere gli sbalzi, cioè quei mesi in cui la bolletta della luce cambia molto anche a parità di consumi. In un contesto simile, contano sia le scelte di politica energetica sia le decisioni individuali su contratto e fornitore.

Per questo, anche mentre la geotermia cresce, resta fondamentale agire sul lato pratico: confrontare con regolarità le offerte luce gas, capire se conviene prezzo fisso o variabile in base al proprio profilo, e valutare quando fare un cambio fornitore luce e gas. La transizione energetica, in concreto, è proprio questo doppio binario: grandi investimenti strutturali da una parte, scelte quotidiane più consapevoli dall’altra, con impatti reali su contratto, consumi e costo finale in bolletta.

Fonte: https://www.papernest.it/blog/geotermia-italia-2026-centrali-piano-ue-bollette/ 

Nota
(1) Entalpia è la grandezza termodinamica che misura il “contenuto termico” totale di un sistema. In parole semplici, rappresenta la quantità di energia interna di un sistema che può essere scambiata con l’ambiente esterno.

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