Creatività e sostenibilità, non solo ambientale. Ecco chi si è aggiudicato il Premio Lagazuoi WIMA 2025. Perché le terre alte non sono solo piste da sci o cime da scalare, ma anche un laboratorio di idee responsabili.
Gli Oscar dell’innovazione in quota
(Premio Lagazuoi)
di Max Cassani
(pubblicato su lastampa.it il 1 aprile 2025)
Dici montagna e pensi a piste innevate, cime da scalare, rifugi da raggiungere a piedi o in mountain-bike. Ma le terre alte sono molto altro: un territorio da abitare, un ecosistema da rispettare, persino un patrimonio dell’umanità. A volte possono diventare anche un laboratorio di idee innovative per un futuro sostenibile. È questa la missione dell’annuale Premio Lagazuoi WIMA, acronimo di Winning Ideas Mountain Awards. Una sorta di Premio Oscar delle soluzioni più creative e originali per l’alta quota che arrivano da aziende, start-up e associazioni. Progetti che dalle terre alte poi magari finiscono per contaminare altri luoghi e diffondersi positivamente anche in pianura.
I vincitori della sesta edizione sono stati annunciati lo scorso weekend nella cornice del Lagazuoi EXPO Dolomiti, il polo espositivo situato a 2732 metri sopra Cortina d’Ampezzo. In giuria c’era anche La Stampa, da sempre attenta ai temi di montagna. Alla cerimonia è seguita l’inaugurazione della mostra permanente visitabile fino a marzo 2026 dedicata ai progetti finalisti.
Gli scarponi realizzati con materiali di scarto
Tre le categorie in concorso: Attrezzature e abbigliamento da montagna, Servizi digitali e app, Produzioni enogastronomiche di alta quota. In tutti i casi, sono stati premiati progetti di start-up che valorizzano la montagna dal punto di vista della sostenibilità e della sicurezza, argomenti quantomai d’attualità in quota per via del cambiamento climatico di cui le terre alte sono la sentinella più sensibile.
Nella sezione Attrezzature e abbigliamento da montagna ha vinto il prodotto sviluppato dalla start-up Re-Sport, spin off dell’Università di Bologna: scarponi da sci e scarponcini da trekking realizzati riciclando materiali di scarto destinati alla discarica. Una testimonianza tangibile che il futuro della montagna si costruisce anche con scelte responsabili, come spiega la motivazione della giuria: «Questo riconoscimento vuole offrire visibilità a chi sta proponendo un cambiamento delle regole del gioco, spostando l’attenzione dalla semplice produzione all’intero ciclo di vita degli oggetti».
In finale a contendersi la vittoria c’era anche il brevetto Cut-Resistant, la sottotuta da sci resistente al taglio fornita di un sistema brevettato di apertura in caso di emergenza prodotta da Energiapura; e poi gli E-poles, i bastoncini per il nordic walking marchiati Gabel forniti di un sistema di rilevamento digitale che permette di raccogliere dati sulla coordinazione motoria, sulla velocità e sulla qualità del movimento.
Montagna inclusiva anziché esclusiva
Inclusione e accessibilità sono i princìpi fondanti di Appennini for All, la start up innovativa di Fondazione Edoardo Garrone premiata nella categoria Servizi e App, già vincitrice dell’Oscar del turismo ecosostenibile di Legambiente. Si tratta di un tour operator inclusivo per natura, specializzato in turismo ambientale – sugli Appennini ma anche sulle Alpi – per persone con disabilità fisica o mentale, per rendere la montagna fruibile anche da chi, da solo, non può godere della sua bellezza.

La missione, spiega il suo fondatore Mirko Cipollone, è «diffondere il concetto di accessibilità non limitandosi a offrire un servizio per le persone con disabilità, ma creando opportunità per tutti gli attori collegati e per il territorio, trasformando il turismo in un fattore inclusivo anziché esclusivo». E ancora: «Ci muoviamo ogni giorno per rompere le barriere tra il mondo dei normodotati e il mondo della disabilità e rendere il territorio accessibile “for all”, cioè per tutti».
Consumo consapevole dell’acqua
Nella sezione Produzioni enogastronomiche di montagna alla fine l’ha spuntata Refill & Taste, il progetto della Strada dei Formaggi delle Dolomiti che promuove un consumo consapevole dell’acqua. Sull’app internazionale Refill sono stati mappati e inseriti circa 120 punti d’acqua potabile in cui riempire la propria bottiglietta. Sono state inoltre realizzate 800 borracce in bioplastica fornite agli esercizi aderenti all’iniziativa Cheesenic, progetto che consente di abbinare un cestino di proposte a base di formaggi e prodotti del territorio per un picnic a km zero.

«Abbiamo a che fare col bene più prezioso per la vita di tutti, l’acqua, che in questo caso viene valorizzata nella sua forma più pura, così come sgorga dalle sorgenti – ha spiegato Stefano Illing, ideatore del Lagazuoi EXPO Dolomiti e promotore del Premio WIMA – In più c’è un impegno di tutela ambientale e sostenibilità con l’esplicita volontà di dissuadere i turisti dall’utilizzare bottiglie usa e getta che a volte vengono abbandonate lungo il percorso, queste le motivazioni che ci hanno portato a premiare il progetto».
In lizza per la vittoria c’era anche il progetto Is Femminas, il ristorante sardo tutto al femminile di Maria Carta che ripropone ricette della tradizione utilizzando prodotti provenienti da Seulo, borgo a 797 metri di altezza con la particolarità di essere uno dei pochi luoghi al mondo dove si vive più a lungo in salute.
«Con questo premio – ha sintetizzato Illing – abbiamo voluto valorizzare la capacità innovativa e progettuale di chi opera nel mondo della montagna. In questi anni abbiamo dato visibilità a soluzioni e prodotti innovativi di aziende, start-up, associazioni e cooperative che diffondono un’idea di montagna come luogo di innovazione e di interazione virtuosa tra uomo e ambiente». E ha concluso: «Il ruolo dei WIMA è quello di amplificare quanto di meglio si possa offrire a chi la montagna la vive tutto l’anno o la frequenta per passione».



