Incontri da fine del mondo

di Beppe Leyduan
(pubblicato su camoscibianchi.wordpress.com il 4 febbraio 2025)

Incontro i lupi mentre sto leggendo La sesta estinzione. Una storia innaturale di Elizabeth Kolbert. Li individuo grazie all’occhio attento ed allenato di due giovani escursionisti che sono davanti a me, subito dopo una svolta del sentiero. Capisco che stanno osservando qualcosa di molto interessante sul versante opposto, armeggiando attrezzatura che possa identificarli e forse anche immortalarli. Mentre mi avvicino, spero che continuino a stare fermi per raggiungerli e colmare così la mia insopportabile ed ingombrante curiosità: cosa stanno puntando?

Lupi, mi dice uno di loro con voce tremante che poi scoprirò chiamarsi Alberto. E’ molto emozionato come il suo amico Carlo che lo segue attentissimo nelle sue osservazioni. Armato di una fotocamera con potente zoom, Alberto sta riprendendo con le mani tremanti una coppia di grossi lupi che arranca in fila indiana su di un pendio innevato, seguendo il solco di una traccia preesistente. Sono molto lontani, almeno 700 metri in linea d’aria, calcolati poi a casa con la cartografia digitale.

Le tracce

Stento a crederci e non sto più nella pelle: dopo un’infinità di escursioni in montagna riesco finalmente a vedere, con i miei occhi e in ambiente, il ritorno del lupo nelle Valli di Lanzo. Lo osservo nel video di Alberto e poi grazie alle sue indicazioni riesco anche a fotografarlo.

Appena i superpredatori scompaiono dal nostro campo visivo, Alberto, quasi con le lacrime agli occhi, esclama entusiasta: “Sono sedici anni che aspetto questo momento!!!“. Alberto, in questa attesa, ha letto il libro Le conseguenze del ritorno, di Luca Giunti.

Invece io ho dovuto attendere ben 752 escursioni – e quasi vent’anni – da quella del 13 maggio del 2007 nel Parco Orsiera Rocciavrè quando potei solo annusare l’esistenza dei lupi: erano le loro puzzolenti fatte che aveva rintracciato la biologa del Parco su di un sentiero, durante un illuminante e remunerativo weekend dedicato alla divulgazione scientifica, con la presenza anche del guardaparco Luca Giunti, che curò la parte teorica al rifugio Amprimo.

13 maggio 2007. Il mio primo contatto con i lupi nel Parco Orsiera Rocciavrè

In quelle 750 e passa escursioni mi sono sempre solo dovuto accontentare di “sentire” la loro presenza, scoprendo anche di essere stato annusato a mia insaputa: è stato il momento in cui ho percepito che non sono un sapiens per il loro naso, ma semplicemente un pezzo di carne (molto puzzolente) appartenente al mondo selvatico – la natura al di là di noi – che dovrebbe partecipare ai processi ecologici proprio in quanto carne, anziché distruggerli. Loro, i lupi, così come tutte le altre forme di vita della biosfera, costruiscono incessantemente la vita, mattone su mattone. La vita che poi noi consumiamo e distruggiamo senza dare nulla al Pianeta. Prendiamo solo e basta con un’ingordigia pantagruelica che non conosce limiti, senza essere coscienti che prima o poi la dispensa rimarrà inesorabilmente vuota.

Incontri nelle Valli di Lanzo

Sono incontri sorprendenti ed entusiasmanti, quelli che si possono vivere nelle Valli di Lanzo, soprattutto quando lungo i sentieri trovi persone come Alberto e Carlo che vanno in montagna alla ricerca della bellezza e di quei ritorni che attendavamo da anni, forse da sempre. Aver potuto condividere con loro questa gioia incontenibile, è stato un alto, bellissimo ed indimenticabile momento di escursionismo. Da fine del mondo.

Grazie a tutti coloro che si sono adoperati – e si adoperano – affinché la bellezza della vita non scompaia definitivamente. Grazie in particolare a Luca Giunti che sempre, con estrema disponibilità e gentilezza, mi ha suggerito come osservare la mia ingordigia feroce, seguendo impronte e rintracciando fatte dei lupi: non era prioritario vederli, era importante abituarsi lentamente alla loro presenza sui sentieri, affinché il mio cervello potesse accettarli e capirli.

E grazie ad Alberto e Carlo per la loro intelligenza naturalistica condita da una genuina ed esaltante passione.

“Se un pericolo c’è nella traiettoria umana, non risiede tanto nella sopravvivenza della nostra specie, quanto nel concludersi dell’estrema beffa dell’evoluzione organica: proprio nel momento in cui raggiunge la piena consapevolezza di sé, attraverso il pensiero dell’uomo, la vita condanna a morte le sue creature più belle (Edward O. Wilson)”.

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