Pulizia del Ghiacciaio dello Stelvio

Un gesto d’amore per la montagna ferita.

Pulizia del Ghiacciaio dello Stelvio
di Cesare Mauri e Giovanni Calvi

La storia nasce dall’iniziativa di Cesare mauri di rimuovere il decadente e abbandonato bivacco Ninotta, bivacco che quanto prima precipiterà inquinando o una laterale della val Zebrù oppure sul ghiacciaio versante Prato allo Stelvio. Forse ne potremmo riparlare creando – a nostro avviso – una bellissima storia laddove si voleva ricordare positivamente una persona cara mentre a breve la si ricorderà per aver contribuito ad inquinare. Il bivacco era stato affidato alle guide Ortles – Cevedale che lo hanno letteralmente abbandonato!

Il 19 luglio 2025, un gruppo di amici appassionati di montagna salirà al ghiacciaio sotto il rifugio Livrio, allo Stelvio, per compiere un gesto semplice ma potente: restituire dignità a un luogo bellissimo, ferito dall’incuria umana.

Non saranno soli. Al loro fianco ci sarà la Guardia Forestale di Prato allo Stelvio, la cui presenza sul campo sarà fondamentale: metterà a disposizione un elicottero per rimuovere i rifiuti accumulati e ne curerà lo smaltimento in modo sicuro e responsabile. Anche la società degli impianti di risalita darà il proprio contributo, offrendo supporto logistico e mezzi per agevolare le operazioni in quota.

Il ghiacciaio, in pieno Parco Nazionale dello Stelvio, oggi mostra i segni del nostro disamore: plastiche abbandonate, rottami metallici, legname, mattoni, resti di vecchie infrastrutture sciistiche… una triste eredità lasciata da chi ha attraversato questi luoghi senza rispetto.

Non sarà la prima pulizia del ghiacciaio ad essere effettuata: in passato c’erano state bonifiche anche radicali, ma evidentemente il ritiro del ghiaccio restituisce da tempo ulteriori tonnellate di rifiuti.

Questa situazione inaccettabile era già stata portata all’attenzione del pubblico quando Mountain Wilderness ha ospitato sul proprio sito l’allarme di chi scrive, pubblicando un articolo il 19 settembre 2023.

La denuncia nasceva dal basso, da chi vive questi luoghi con passione e soffre nel vederli degradati. Ma ora, oltre alla denuncia, arrivano i fatti. Con questa iniziativa si vuole lanciare un doppio messaggio.

Il primo è un messaggio di speranza, ma anche di consapevolezza: questo è un gesto simbolico. E’ evidente che raccogliere rifiuti in un angolo di ghiacciaio non cambierà il destino della montagna, così come una goccia non riempie il mare. Ma i simboli hanno forza. Talvolta accendono coscienze sopite, smuovono energie inattese, innescano reazioni a catena. Questo intervento è una piccola scintilla che vuole indicare una direzione: quella della cura, del rispetto, di un nuovo patto con la montagna. Ogni cambiamento reale comincia da un gesto, anche minuscolo, ma carico di senso.

Il secondo messaggio è civico: la collaborazione tra cittadini e istituzioni è possibile. Anche un gruppo informale di persone, mosse soltanto dalla passione, può ottenere ascolto e sostegno dalle autorità. Autorità che si sono dimostrate capaci di superare la burocrazia, capaci di trovare soluzioni concrete. In un Paese dove spesso prevale la sfiducia, questa è una luce che vale la pena seguire.

Questa iniziativa, pur nella sua semplicità, non vuole restare un episodio isolato. Al contrario, ha l’ambizione di aprire una prospettiva: quella di coinvolgere nuove energie, attrarre risorse, costruire alleanze per continuare a intervenire concretamente nella conservazione e nella pulizia del ghiacciaio. Infatti questo luogo – come tutti i ghiacciai – non è solo una meraviglia da ammirare, ma è anche un pilastro dell’ecosistema alpino, un serbatoio prezioso d’acqua e memoria, che merita rispetto e protezione. È da qui che vogliamo ripartire, con gesti concreti, simboli forti e una visione lunga.

Il programma
L’operazione di pulizia di uno spicchio del Ghiacciaio del Livrio verrà fatta il 19 luglio 2025, fatto salvo il brutto tempo. In quel caso si rimanda al sabato successivo 26 luglio.

ore 7.30 ritrovo al passo dello Stelvio, partenza funivia;
ore 8.00 salita in funivia;
ore 8.30 briefing sotto rifugio Livrio poi trasferimento sul campo;
ore 14.00 pranzo al rifugio Livrio;
ore 16.00 rientro al passo Stelvio con la funivia e poi tutti a casa.

Nessun costo per i volontari, tutto sarà offerto. Verrà fatta firmare ai volontari la manleva da compilare e restituire in luogo.

Equipaggiamento personale
Ramponi, piccozza, imbragatura con qualche moschettone, casco, guanti da lavoro, occhiali, viti da ghiaccio (meglio tubolari con fresa), magari qualche dado, longe o fettuccia o cordino, maniglia risalita, borsa a tracolla per rifiuti oppure vecchio sacco da sporcare.

Per ulteriori info: Giovanni Calvi giovannighiacciaiostelvio@gmail.com  Cesare Mauri cesare.mauri@cesaremauri.com

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2 Comments

  1. says: Carlo Crovella

    Iniziativa encomiabile, da sostenere. Certo che è incomprensibile come la stessa umanità che “strilla” per il riscaldamento globale (principale fattore della sofferenza dei ghiacciai) sia poi quella che “dimentica” plastiche e altri rifiuti sui ghiacciai stessi. Più invecchio e più mi convinco che, per il bene del pianeta, quella che dovrebbe essere eliminata è la specie umana.

  2. says: Fabio Bertoncelli

    “Più invecchio e più mi convinco che, per il bene del pianeta, quella che dovrebbe essere eliminata è la specie umana.”

    Soluzione efficace ma forse eccessiva…

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