Val Bodengo: non solo canyoning

“Stupendi i colori dei vari settori della parete: marrone rossiccia a momenti, gialla arancio in altre parti, e ancoro grigia e interrotta da bianche linee di quarzite in altre…”.

Val Bodengo: non solo canyoning
di Renata Rossi
(pubblicato su Annuario del CAI di Bergamo, 2023)

La Val Bodengo è una laterale importante della Val Chiavenna, in Provincia di Sondrio. Si apre alla destra orografica della valle principale, dal paese di Cordona e vi si incunea con la sua selvaggia forra, il torrente Boggia, sino ai confini con la Mesolcina e le Valli di Livo e di Darengo.

Conosciuta in tutt’Europa per il suo fantastico canyon è meta di torrentisti provenienti dalla Spagna, dalla Francia, dall’Austria, Germania e Svizzera nonché dai Paesi dell’Est europeo.

Non a caso il Bodengo è annoverato tra i tre canyon più belli d’Europa. Ma la bellezza della Val Bodengo non si ferma qui… Non finisce mai di stupirci e ci offre spazi per altre avventure, tra i suoi boschi e le sue creste, le pareti di roccia e le antiche mulattiere.

Dall’escursionismo in quota alle traversate di mezza costa alle falesie d’arrampicata alle Big Wall per gli arrampicatori più esperti. Qui un suggerimento per chi vuoi venire a conoscere questo nostro angolo di Valchiavenna all’escursionista, all’arrampicatore o al semplice amante della storia e delle tradizioni locali. Per ogni attività alcune proposte scelte …

Arrampicata sulle Placche del Boggia. Foto: Guido Lisignoli.

Escursionismo
La valle, dapprima stretta e infossata, si apre a ventaglio offrendoci lo spettacolo delle sue molteplici valli laterali. Sulla sinistra orografica la Val Pilotera e la Val Pescedello e sulla destra orografica le selvagge Val Soé e Val Garzelli.

Dai percorsi di fondovalle alle escursioni in quota varia è la scelta. Due le mie proposte:

a) La prima proposta è la “Mulattiera del Benefattore” dal paese di Cordona all’Alpe Cermine. Interessante la sua storia.
Fu fatta costruire alla fine degli anni ’20 (la prima pietra fu posata nel lontano 1928) da Giovan Battista Mazzina, gordonese doc, uno dei tanti emigrati della Valchiavenna che agli inizi del ‘900 lascia la propria valle per cercare fortuna in America. Ritornato in paese dopo aver accumulato una fortuna finanziò numerose opere pubbliche: dal monumento dei Caduti al restauro del Municipio e all’acquedotto comunale. Ma la più importante e significativa è la storica mulattiera che, proprio in sua memoria, viene oggi chiamata “del Benefattore”. Una mulattiera fatta a regola d’arte, con gli scalini “consumati”, privi di spigoli, per non causare dolore ai piedi nudi degli uomini, appesantiti dai carichi, e delle donne, con i bambini al seguito.

    Il percorso inizia a Cordona nel fondovalle e raggiunge dapprima la località Donadivo per salire poi all’Alpe Orlo e all’Alpe Cermine.
    Dall’Alpe Cermine, dove termina la Mulattiera, si può continuare fino all’Alpe Cima 1530 m (da Cordona ca. 5 h e 30 minuti).
    L’Alpe Cima è una spettacolare terrazza panoramica: lo sguardo spazia dalla Val Bregaglia con le sue vette granitiche alla piana della Valchiavenna fino al Lago di Novate Mezzola.

    Per le note tecniche riguardo la descrizione dell’itinerario vi rimando ai seguenti interessanti siti Internet:
    – Paesi di Valtellina e Valchiavenna (www.paesidivaltellina.it)
    – Oggi Esco (oggiesco.com)

    b) La seconda proposta riguarda un itinerario interessante dal punto di vista storico culturale in ambiente: “Sulle orme dei contrabbandieri”.
    Dal paese di Bodengo verso Corte Seconda con salita al bivacco dell’Alpe Notar (anche Notaro) e di qui alla Bocchetta del Notar. E un percorso suggestivo, denso di storia che unisce il fascino di una natura aspra e ancora intatta e l’opportunità di “calcare” le tracce degli storici percorsi utilizzati dagli “spalloni”, i contrabbandieri che fin da epoche lontane trasportavano clandestinamente merci tra la Svizzera e l’Italia. Dalla Bocchetta del Notar si può allungare il percorso raggiungendo il Lago di Cama, già in territorio svizzero. In poco più di un’ora si arriva al lago, un piccolo gioiello azzurro immerso nel verde del bosco.

    Per le note tecniche andate al sito www.orobie.it/, “Val Bodengo, tra baite e crotti”.

    Queste due mie proposte vogliono essere uno stimolo per poi continuare a frequentare e conoscere le altre altrettanto interessanti escursioni.
    Le laterali valli Pilotera e Garzelli offrono itinerari in ambienti di selvaggia bellezza e di vario impegno e lunghezza.

    Dalla salita al rifugio Lavorerio e al Lago della Piodella in Pilotera all’escursione all’Alpe Campo e alla Bocchetta del Cannone in Val Garzelli fino agli itinerari che si sviluppano partendo dal paese di Bodengo verso il Passo della Crocetta e le Valli di Livo e della Mesolcina.

    Ogni percorso riserva sempre piacevoli sorprese nell’osservazione della flora spontanea e se si ha fortuna anche nell’osservazione e incontro della fauna selvatica. Dal capriolo al cervo e al camoscio, dalla poiana al gallo forcello e alla pernice fino all’aquila e al gipeto.

    Arrampicata
    Un universo di possibilità si apre all’arrampicatore in Val Bodengo. Dalla Big Wall ai multipitch, dai monotiri fino al bouldering.
    Sembrerebbe quasi impossibile trovare in un’unica valle tutte queste forme di arrampicata, ma la Val Bodengo è veramente speciale…

    La Big Wall per eccellenza è il famoso “Precipizio di Strem” unito alle sottostanti “Placche dell’Aquila”, un’impressionante e maestosa parete che si apre nel fondovalle sopra l’Alpe di Corte Terza. Stupendi i colori dei vari settori della parete: marrone rossiccia a momenti, gialla arancio in altre parti, e ancora grigia e interrotta da bianche linee di quarzite in altre. E’ sicuramente la “struttura” più impegnativa dell’intera valle, richiede alta preparazione tecnica ed atletica e un’intera giornata per essere affrontata.

    La roccia e di conseguenza l’arrampicata risultano molto varie, alternando buchi, fessure, placche e strapiombi. Innumerevoli le vie aperte sul Precipizio… Vi rimando a questo proposito alla guida di Simone Manzi Val Chiavenna rock, edizioni Versante Sud (2018) e, per gli itinerari aperti dopo il 2018, alle relazioni dei primi salitori pubblicate sulle pagine di Internet alla voce “Precipizio di Strem”, Val Bodengo. Indubbiamente la “gran classica” rimane La Ragnatela già Galassie in movimento di Paolo Cogliati, Ramon Maj, Nicola Noè e Silvia Barbati (13-14 settembre 1992), richiodata e “raddrizzata” nel 2001 da Guido Lisignoli, Ciro Zani e Giovanna Mazza. Quattrocento metri di gneiss fantastico, prime “pagine” del gran libro del “Precipizio di Strem”.

    Settori interessanti per l’arrampicata su strutture multipitch sono il “Settimo cielo” e “La Culla” tra Bodengo e Corte Terza, le “Placche nere” e le “Placche verdi” di Barzena, le grandi placconate del Mott fino alle super classiche “Placche del Boggia” (già “Paradis di Can”) ed al pilastro di “Cheddite”. Nella Val Pilotera l’arrampicata allo “Specchio” offre uno spettacolo di placche in ambiente suggestivo e selvaggio e così pure la Val Garzelli apre ad interessanti ed impegnative vie.

    Per una buona parte di questi itinerari è assai utile consultare la guida Mesolcina-Spluga, di Alessandro Gogna e Angelo Recalcati (edizioni CAI-TCI, Guida Monti d’Italia), edita nel 1999, l’unica valida per gli itinerari strettamente alpinistici.

    E per l’appassionato del bouldering ecco che la Val Bodengo riserva una bellissima sorpresa con il “Sasso di Corte Terza” e altri innumerevoli settori di massi sempre in fondovalle verso Corte Seconda. Vi invito ad andare all’esauriente sito: https://27 crags.com (Val Bodengo – Description).

    Val Bodengo… Non solo canyoning…
    Il mio vuole essere un invito a scoprire nuove dimensioni di questa Valle, i suoi affascinanti segreti e il suo habitat ancora intatto. E allora… Arrivederci in Val Bodengo!!!

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