Nel weekend del 16 e 17 dicembre 2023, a Curno (BG) e a Milano è stato presentato con grande successo il libro ADAM the Climber. Due giorni ricchi d’incontri, discussioni e soprattutto amore per l’arrampicata!
ADAM the climber
Per presentare la loro prima ed esclusiva fatica editoriale, Pietro Dal Pra e Adam Ondra hanno partecipato assieme a Roberto Capucciati, Tommaso Bacciocchi e Marco Pandocchi (responsabili di Edizioni Versante Sud) a una serie d’incontri dedicati alla promozione del libro ADAM the Climber (336 pagine, euro 22,00, EAN 9788855471572). Questa pubblicazione era molto attesa, anche perché su Ondra non era ancora disponibile un lavoro completo, una vera e propria biografia.
Inserito all’interno della collana Rampicanti dedicata alla narrativa, l’opera racconta la nascita, lo sviluppo e i traguardi raggiunti da Adam Ondra attraverso le parole del suo mentore e guida alpina Pietro Dal Pra, anch’egli arrampicatore (nonché alpinista) di altissimo livello.
Adam Ondra potrebbe essere definito il più grande arrampicatore di tutti i tempi, colui che “ha ridisegnato i livelli odierni dell’arrampicata”. Il condizionale è però d’obbligo per una disciplina come l’arrampicata sportiva, nella quale le innumerevoli variabili di tempi, luoghi ed etiche impediscono una valutazione matematica di chi potrebbe essere il migliore.
Dal Prà ha tenuto a battesimo Ondra nelle sue prime vie in parete, ne ha seguito da amico l’evoluzione di atleta, e tuttora partecipa ai suoi balzi oltre l’immaginabile. Come e perché sia nata un’amicizia così profonda non è un fatto facilmente spiegabile, ma infatti il libro prova a spiegarlo.
Di certo tra i due campioni vi è una caratteristica comune: la spiccata sensibilità e l’attenzione verso i dettagli dei compagni oltre che di se stessi, in relazione sia alla roccia che alle diverse comunità di arrampicatori.
Dal Pra è certamente l’autore di questo libro scritto in perfetta sintonia con Ondra, ed è lui che, attraverso le salite memorabili e le tappe fondamentali della carriera sportiva del protagonista, ce ne svela la cultura, le inclinazioni, i gusti e il modo di vivere e intendere la scalata.

Ma Dal Pra non è l’unico autore di quest’opera, lo stesso Ondra ha partecipato attivamente alla sua realizzazione: rileggendo, integrando e realizzando a volte vere e proprie interviste. Un lavoro a quattro mani dunque che, come hanno spiegato anche gli editori stessi, ha l’ambizione di diventare un punto di riferimento per tutti coloro che si avvicineranno all’arrampicata non solo come attività sportiva ma anche, e soprattutto, come percorso esplorativo e di crescita personale.
Ciò lo si deve proprio al fatto che questo libro nasce da una profonda amicizia che non si è mai persa nel tempo. La grande valenza di quest’opera sta proprio qui: la vita di uno sportivo della portata di Adam non poteva essere il semplice resoconto di un giornalista.
Nel libro c’è comunque tutta la biografia di Ondra, ma raccontata senza seguire passo dopo passo gli incredibili progressi di un ragazzo, di un bambino che già a 9 anni riusciva a scalare il 7c+ e che a 19 aveva raggiunto unlivello didifficoltà mai toccato da nessun altro essere umano. La narrazione lineare si alterna a flashback e a momenti di vita familiare, in un mix che si fa leggere tutto d’un fiato. «Volevo trasmettere quello che sento per l’arrampicata, qualcosa che va ben oltre le difficoltà» spiega Adam. L’uomo che ha riscritto le cifre dell’arrampicata si scopre che in realtà sa dare un’importanza relativa ai numeri.
Sabato 16 dicembre 2023, presso la palestra d’arrampicata Orobia Climbing di Curno (BG) si è svolta una presentazione in due turni, uno alla mattina e uno al pomeriggio, del libro. Il fuoriclasse ceco è stato disponibile tutto il giorno per firmare le copie del libro alle numerose persone presenti. Durante gli interventi i climber hanno messo in pausa la loro attività, abbandonando temporaneamente imbraghi e scarpette per assistere alla presentazione che, aperta dall’editore Roberto Capucciati e da una breve intervista a Pietro e Adam, ha dato poi spazio al racconto dei due autori in merito a come sia stata vissuta questa nuova e insolita, per loro due, esperienza condivisa. Infine ha preso la parola l’associazione Admo (Associazione donatori midollo osseo), di cui Adam e Pietro sono convinti sostenitori.
È stato poi dato spazio alla presentazione di Adam che ha ripercorso, con il supporto di fotografie e video, alcune tappe fondamentali della sua carriera di scalatore. Il racconto è partito dai suoi primi passi sulla roccia per poi concentrarsi sul contesto alpinistico della Repubblica Ceca, le imprese compiute con Pietro e la salita di alcune big wall di fama internazionale, offrendo così (tra l’altro) un indizio di quale sarà la direzione della sua carriera futura. Alla fine di entrambe le presentazioni c’è stato spazio per le domande del pubblico, foto e autografi.

Domenica 17 dicembre 2023: grazie all’accoglienza del Consolato Generale della Repubblica Ceca (Generální konzulát ČR Milán) di Milano ha avuto luogo in via G. B. Morgagni la conferenza stampa di presentazione di ADAM the climber. Molto emozionato per la calorosa vicinanza dei suoi compatrioti, anche qui Adam Ondra ha potuto raccontare e discutere in merito alle motivazioni e alle aspettative che hanno portato alla realizzazione di questo libro. Esprimendosi sempre con grande modestia, pari solo al suo valore.
Grazie anche all’intervento da remoto di Pietro Dal Pra è stato possibile discutere non solo dei contenuti del racconto ma anche di temi quali le origini dell’arrampicata, il suo futuro e soprattutto il futuro degli arrampicatori. In particolare di come, seguendo il pensiero di Dal Pra, Adam rappresenti proprio un ponte tra le diverse generazioni, una figura chiave che può garantire la trasmissione di valori che vanno al di là del raggiungimento del grado.
Sempre domenica 17, all’interno del Cinema Beltrade di Milano, Pietro e Adam hanno potuto presentare il proprio libro di fronte a una platea entusiasta che ha fatto registrare il tutto esaurito in sala. In un clima aperto al dialogo e molto informale sono stati presentati alcuni momenti chiave della vita di Adam, arrampicatoria e non. Un pubblico ricettivo e caloroso ha interagito con grande partecipazione al dialogo, sottolineando una volta di più quanto Adam possa rappresentare un vero e proprio simbolo di sana e positiva passione per l’arrampicata.
“Adam ha un entusiasmo per la vita e per la scalata che è contagioso, unito a una voglia di riuscire in tutte le attività in cui decide di mettersi. Ed è proprio questa sua indole che è stata trasposta in maniera diretta e in misura efficace da Dal Prà nella biografia di Adam. Una volta conclusa la lettura, viene voglia di fare al meglio qualsiasi cosa in cui si è impegnati, che sia la scalata stessa piuttosto che cucinare un piatto di pasta (Guido Sassi, loscarpone.it)”.
«Ho cercato di dare risalto ai tratti caratteriali che si sono trasposti nella sua arrampicata – ha spiegato Dal Prà – È una storia che ha a che fare con l’impegno, con la dedizione, con la grandissima passione di un bambino che è riuscito a fare diventare vero quello che desiderava».
«Forse a 30 anni è un po’ strano avere già una biografia, anche perché sono un atleta ancora in attività – commenta Adam – Ma Pietro è stata la persona giusta per raccontare quello che non è solo un libro, ma un “testamento” di come era l’arrampicata 20 o 30 anni fa e di come era quella all’epoca dei miei genitori. È qualcosa che può raccontare da che mondo veniamo ai ragazzi che oggi iniziano sulla plastica».
«L’arrampicata sta diventando uno sport a tutti gli effetti e forse andiamo a perdere il mondo che noi conosciamo – riprende Pietro, rispondendo a una domanda – Non so se l’arrampicata sarà meglio o peggio in futuro, ma posso dire che c’era uno stile di vita diverso, fatto di viaggi, la voglia di stare all’aria aperta. Era uno sport con un certo rischio, che veniva praticato in grandi spazi ed era figlio dell’alpinismo. E Adam è figlio di alpinisti, cresciuti tra l’altro sotto il regime comunista, in un contesto del tutto particolare. Raccontiamo un pezzo di storia dell’arrampicata, una storia che non vogliamo venga persa».
«Credo che Pietro abbia detto bene – commenta Adam – la nostra non è un’arrampicata vissuta come sport, e forse grazie al nostro libro vedremo ragazzi che avranno voglia di andare più in là della parte sportiva, che vorranno uscire da quella dimensione unica».
«Mi ricordo la prima volta che siamo andati su WoGü e volevo arrampicare anche io, ma dopo pochi metri mi sono detto: ma cosa arrampichi a fare con lui… e ho capito subito che ero lì per aiutarlo a realizzare il suo sogno. Ero contento di essere spettatore e co-autore di qualcosa che stava succedendo lì. Nello scrivere il libro i ruoli si sono invertiti forse ed è stato bello guidarlo da primo di cordata (Pietro Dal Pra)».
«Ci siamo conosciuti quando avevo 14 anni – ricorda Adam – ero entrato nel team La Sportiva e lui era la persona che mi consigliava le scarpette. Poi ci siamo incontrati in una falesia del Rätikon e ha assecondato questo mio desiderio di liberare la via. Per me lui era un idolo, e conoscendoci ci siamo trovati subito molto bene (Adam Ondra)».
E in chiusura Adam regala una bella sintesi di cosa ama nello scalare. «Per me l’arrampicata è bella per un aspetto in particolare: una via o la fai o non la fai, non c’è il quasi o la via di mezzo. È qualcosa di onesto, di pulito».




