I suggerimenti di AllTrails per chi vuole assaporare una delle più apprezzate forme slow dell’escursione su neve.
Alcune belle ciaspolate
(dalle Dolomiti al Gran Sasso)
di Giuseppe Ortolano
(pubblicato su repubblica.it il 30 dicembre 2025)
Avete mai provato a camminare sulla neve senza lasciare tracce profonde, ascoltando solo il rumore ovattato dei passi e del respiro? È un’esperienza emozionante, possibile grazie alla ciaspolata, uno dei modi più semplici e accessibili per vivere la montagna d’inverno. Ecologica perché non richiede impianti né infrastrutture, silenziosa perché restituisce spazio ai suoni naturali, economica perché con un paio di ciaspole e un abbigliamento adeguato permette di esplorare paesaggi straordinari, questa forma di cammino riporta all’essenza del viaggio. Un modo diverso di vivere la montagna, lontano dalla folla e dalla velocità, che negli ultimi anni ha conquistato un pubblico sempre più ampio.
Ad aiutare chi vuole muovere i primi passi sulle ciaspole o chi è alla ricerca di nuovi itinerari, ci sono i consigli della community di AllTrails, piattaforma per l’escursionismo outdoor che in Italia raccoglie migliaia di sentieri tracciati e recensiti, con mappe dettagliate, fotografie e informazioni utili per affrontare in sicurezza anche le escursioni invernali. Tra Dolomiti e Appennino, ecco le dieci mete più apprezzate per ciaspolare, secondo chi la montagna la vive passo dopo passo.
Si parte dal Nord-est, dove dominano le Dolomiti, che d’inverno assumono un fascino quasi irreale. In Veneto, l’anello delle Cinque Torri via baita Bai de Dones è un grande classico: sei chilometri tra boschi e panorami rocciosi, con le imponenti torri dolomitiche a fare da sfondo e le trincee della Prima guerra mondiale che emergono dalla neve come segni della memoria. Sempre in area dolomitica, la Forcella Ambrizzola via Lago Fedèra regala uno dei paesaggi più suggestivi del Veneto: boschi silenziosi, scenari severi e la discesa verso il lago ghiacciato e il rifugio Croda da Lago, meta ideale anche in inverno.
Imperdibile Siusi
In Alto Adige, sull’Alpe di Siusi, si concentrano più itinerari. L’escursione Ortisei – Alpe di Siusi supera i dodici chilometri ed è ideale per chi cerca una giornata intera di cammino tra prati innevati e ampie vedute sul Sassolungo. Più dolce e adatto a un’andatura rilassata il Giro per Famiglie, un anello con partenza e arrivo a Compatsch, poco dislivello e panorami continui su Sassopiatto, Sciliar e Catinaccio. Sempre sull’altopiano, l’Anello della Bullaccia – Panche delle Streghe (Puflatsch) è più breve ma ricco di atmosfera e propone un cammino tra leggende, misteriose formazioni rocciose e viste ampie sull’Alpe di Siusi.
Lasciate le Alpi, si entra nell’Appennino settentrionale. In Emilia-Romagna, il Monte Sillara offre tredici chilometri tra laghi ghiacciati, crinali e cime secondarie, lungo una delle dorsali più suggestive dell’Appennino settentrionale.
Scendendo lungo la dorsale appenninica si raggiungono i Monti Sibillini, dove il Monte Vettore via Monte Vettoretto propone un percorso difficile e spettacolare, tra boschi e ampi pendii innevati, con lo sguardo che spazia su uno dei massicci più affascinanti dell’Appennino centrale.
Iconico Gran Sasso
Più a sud, in Abruzzo, il Gran Sasso concentra due itinerari iconici. La salita al Corno Grande da Campo Imperatore è impegnativa ma memorabile: quasi dieci chilometri in ambienti vasti e aperti, con i resti del ghiacciaio del Calderone a testimoniare gli effetti dei cambiamenti climatici. Dallo stesso punto di partenza inizia anche l’escursione al Monte Aquila, più breve ma altrettanto panoramica, con viste continue sulle pareti del Gran Sasso e sulle creste circostanti. Sempre in Abruzzo, nel Parco nazionale della Maiella, l’anello Monte Mileto – rifugio Capoposto combina boschi, pascoli e creste aperte, offrendo un’esperienza completa e varia.
Ai dieci itinerari segnalati dalla community di AllTrails noi aggiungiamo una proposta in Valle d’Aosta, nella poco nota Valle di Saint-Barthélemy. Situata in uno scenario naturale di selvaggia bellezza tra i massicci della Valpelline e della Valtournenche, la valle offre una decina di itinerari soleggiati di diversa difficoltà per le ciaspole. Tra questi spicca l’impegnativa ma suggestiva Via del Silenzio, che in circa due ore e mezza conduce al rifugio Magià, a 2005 metri di quota, attraversando boschi radi e pendii aperti dove il nome del percorso trova piena giustificazione.
I consigli pratici
Qualunque sia la meta scelta, la ciaspolata richiede attenzione. Pianificare il percorso in base a difficoltà e dislivello, controllare le previsioni meteo, comunicare l’itinerario e dotarsi dell’attrezzatura adeguata sono passaggi fondamentali. D’inverno il buio arriva presto e le condizioni possono cambiare rapidamente: serve buon senso, oltre alla voglia di camminare. Per chi è alle prime esperienze, o desidera approfondire la conoscenza del territorio in sicurezza, affidarsi a una guida alpina è una scelta preziosa, capace di trasformare la ciaspolata in un’occasione di apprendimento oltre che di scoperta. Perché la montagna, soprattutto quando è innevata e silenziosa, va vissuta con lentezza e consapevolezza.




