Il vero superpotere

di Chiara Baù
(pubblicato su imperialecowatch.com il 17 marzo 2022)

4 febbraio 2022: una delle ultime notizie del TG riguarda Jeff Bezos, fondatore di Amazon. Il sindaco di Rotterdam ha annunciato che farà smontare temporaneamente uno storico ponte cittadino per permettere il passaggio del nuovo enorme yacht del magnate americano, un´imbarcazione lunga 127 metri e alta 40, troppo alta per transitare sotto il ponte di Koningshaven

Costruito nel 1878, bombardato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale e in seguito ricostruito, questo ponte di ferro che i locali chiamano de Hef, è diventato nei Paesi Bassi monumento nazionale. L´estate prossima ne verrà rimossa la sezione centrale per permettere la navigazione lungo il canale di questo mastodontico yacht ed entro un paio di settimane il ponte sarà ricostruito in modo identico a spese di Bezos.

Effimera

In tutta questa vicenda il lato positivo è che la rimozione e ricostruzione del ponte hanno garantito non pochi posti di lavoro. Nel servizio che riporta la notizia al TG viene intervistato un abitante di Rotterdam per far conoscere all´opinione pubblica il parere di un comune cittadino. La risposta dell´intervistato è molto coincisa “Chi ha più soldi ha più potere”.

Nei giorni successivi un’altra notizia riporta come il potere smisurato di Jeff Bezos si sia ulteriormente esternato con l’ultima trovata del miliardario. Il magnate ha investito 3 miliardi di dollari in un progetto per rendere gli uomini immortali, mettendo in piedi una startup di biotecnologie con l’obiettivo di riprogrammare le cellule umane.

Ha infatti annunciato di volersi impegnare in una sperimentazione per allungare la vita di 50 anni, grazie alla realizzazione di un cocktail miliardario di biotecnologie e rigenerazione cellulare, in pratica una produzione di pillole di semi-eternità. Mai ho sentito così tanto impiegare la parola potere come in questi giorni. Forse si sta perdendo di vista il vero valore di questo termine. Perché mai tanta agitazione rispetto all´idea di immortalità? cosa si nasconde dietro questi Paperon de Paperoni?

Effimera

Forse la radice di tale iniziativa è da attribuirsi a un´insoddisfazione personale oppure al non saper cogliere come ogni istante di vita abbia la valenza di un’effimera, un insetto, questo, che a partire dallo stadio adulto smette di alimentarsi a causa dell’atrofizzazione dell’apparato boccale. Non a caso in greco ephemeros significa “che vive un giorno“. Raggiunta la forma alata, la vita dell’effimera rimane infatti di breve durata e il più delle volte questa specie vive meno di un giorno.

Chi possiede i superpoteri è il tardigrado
La parola potere ha molto più valore in natura che non nel mondo degli esseri umani. Nel riflettere su questo vocabolo è meglio focalizzarsi su un essere vivente che appare molto più potente dei magnati di larga fama. Si tratta del cosiddetto tardigrado (Tardigrada, Spallanzani, 1777).

Tardigrado

Se Jeff Bezos conoscesse questo piccolo animaletto, farebbe di tutto per assomigliargli per il semplice fatto che si tratta dell´animale più indistruttibile del mondo. Noto come “orso d’acqua”, il tardigrado è una minuscola creatura, famosa per la sua resilienza. Appartiene a un phylum di invertebrati, i protostomi celomati, che comprende poco più di un migliaio di specie animali finora classificate, capaci di sopravvivere fino a 30 anni senza cibo. Questi invertebrati che hanno l’aspetto di piccoli bruchi con otto zampe, lunghi fino a circa un millimetro, sono tra i più diffusi organismi presenti in Antartide. Merito della capacità di sopravvivere in ogni tipo di condizione, questi piccoli animali arrivano letteralmente a congelarsi, sospendendo l’attività del metabolismo per anni.

I ricercatori li hanno sottoposti a ogni tipo di stress, da temperature superiori a 150 gradi fino a meno 272 gradi, come pure a radiazioni letali e a pressioni di 12 mila volte quelle della terra. Ed essi sono sempre sopravvissuti. Il segreto di questa capacita di adattamento potrebbe derivare dal DNA. Sembra che un sesto del loro patrimonio genetico provenga da altri organismi, principalmente da batteri, cui i tardigradi sarebbero in grado di rubare una parte del filamento del DNA.

Ma per gli scienziati sono ancora numerose le domande inevase su questi animaletti che sembrano dotati di superpoteri, in grado di vivere nei vulcani e di resistere al vuoto dello spazio. I ricercatori ritengono che potrebbero sopravvivere anche all´impatto di un asteroide, simile a quello che ha portato all´estinzione dei dinosauri. Solo l´eventuale morte del sole potrebbe essere in grado di eliminare i tardigradi.

Axolotl, un altro superpotere. Axolotl | © john P. Clare.

Un essere dall’aspetto bizzarro e dal nome impossibile, l’Axolotl (o assolotto) è tra gli anfibi più studiati dalla comunità scientifica, perché in grado di rigenerare i propri arti e organi, come cuore e polmoni, se perduti o danneggiati, senza mostrare traccia di cicatrici. Un altro incredibile superpotere, ben più incredibile se messo a confronto con l’intendimento di rimozione di un ponte come quello di Rotterdam per consentire il passaggio di uno yacht fuori misura.

Axolotl è una specie di salamandra di circa 25 cm di lunghezza dall’aspetto più simile a quello di un pesce piuttosto che a quello di un anfibio, a causa di un’incompleta metamorfosi che lo trasformerebbe da acquatico a terrestre. Se gli si trancia una zampa, questa si riforma nel giro di qualche settimana. Se si danneggia il cuore, la retina, il midollo spinale, persino il cervello, questi si riproducono spontaneamente.

La proprietà di rigenerare gli organi danneggiati è tipica delle forme larvali degli anfibi: esiste un programma genetico che percepisce la comparsa di un danno e inizia ad attivare una serie di fattori che agiscono su tutte le cellule delimitanti la zona danneggiata: ciascuna di queste modifica la propria specializzazione e torna un passo indietro. A livello della zona amputata, queste cellule de-specializzate danno origine a una sorta di moncherino ricoperto di cute, chiamato blastema, che di solito costituisce un abbozzo del nuovo arto che si viene a formare.

Progressivamente, ossa, nervi, muscoli, vasi sanguigni e tutto quanto serve a sviluppare un nuovo arto comincia ad assemblarsi e l´arto amputato inizia a ricrescere. Alla fine si ricrea una struttura esattamente identica a quella di partenza, con un´anatomia perfetta e con tutta la funzionalità di prima, compresi i nervi che collegano l´arto al midollo spinale e poi al cervello dell´animale.

Axolotl

L´affascinante capacita degli axolotl di rigenerare gli arti e gli organi è comune anche in altre specie di anfibi: la rana e il rospo comuni, quando sono ancora allo stadio di girino, riescono anch´essi a ricostruire qualsiasi struttura anatomica, se questa viene amputata. Dopo la metamorfosi, però questa proprietà viene a perdersi, e una rana e un rospo adulti sono di fatto identici ai mammiferi, incapaci di riformare gli arti perduti. Il programma per ricostruire un arto nuovo esiste tuttora nel nostro DNA, ma questo non sembra piu in grado di riattivarsi, forse come spesso capita con una ridotta capacità di osservazione, si aspira all´immortalità senza avere idea di come vivere ogni secondo, senza osservare le dinamiche della natura, dove, sotto i nostri occhi anche gli animali più minuscoli sono dotati di vero potere.

L´orizzonte temporale che abbiamo dovrebbe essere dilatato ogni attimo. A volte i tempi che si vivono in natura mi sembrano immortali, e proprio in quei momenti mi sento già immortale. Questo è il potere della natura. Ammirare un paesaggio, un animale o un albero come fosse sempre la prima e l´ultima volta. Immaginare di trovarsi sempre avvolti nella nebbia in modo da acutizzare e intensificare ogni minuscolo dettaglio soggetto alla nostra osservazione.

L´arte di difendersi, rigenerandosi, un altro superpotere
In apparenza l´aspetto può sembrare riluttante e insignificante. Quando insegnavo nozioni di biologia marina ai bambini del Centro Velico di Caprera, ricordo che i ragazzini alla visione del cetriolo di mare (Holothuroidea, de Blainville 1834) non esprimevano mai un particolare entusiasmo, anzi.

Cetriolo di mare. © Bernard Dupont.

Ma il compito dei naturalisti è quello di individuare sempre la chiave di accesso per scoprire in un animale la bellezza, ma soprattutto il suo segreto e il suo potere. Una specie, quella del cetriolo di mare, appartenente alla classe degli echinodermi, la stessa delle stelle marine e dei ricci di mare. In particolare si tratta delle oloturie, un gruppo di animali, ubicati sui fondali marini di tutto il mondo e caratterizzati da un corpo cilindrico allungato con bocca e ano situati alle estremità opposte. Una morfologia che li rende simili all´omonimo ortaggio. Si tratta di organismi estremamente diffusi, che rappresentano in alcune aree fin l’80% dell’intera biomassa degli invertebrati bentonici, molto sfruttati per le proprietà nutritive e medicinali.

Importanti come bioturbatori del sedimento e ospiti simbiotici, come pure per le loro capacità rigenerative. Capacità che il cetriolo di mare possiede in maniera sorprendente: è infatti in grado di eviscerare, cioè di espellere il lungo intestino, i polmoni acquiferi e l’unica gonade, per distrarre un eventuale predatore e facilitare la fuga, salvo poi rigenerare gli organi in breve tempo. Possono emettere dalla cloaca dei lunghi filamenti appiccicosi, a volte tossici con funzione difensiva, detti tubi di Cuvier, con cui invischiano i predatori. Anche in questo caso se Jeff Bezos conoscesse le proprietà del cetriolo di mare vorrebbe immedesimarsi in lui all´istante.

Cetriolo di mare (Holothuria Sanctori). © Roberto Pillon.

Tutti gli animali, in una certa misura, sono in grado, di riparare lesioni e ferite attraverso un processo rigenerativo, ma a livelli diversi. I mammiferi, ad esempio, possono rigenerare piccole parti di pelle, vasi sanguigni e nervi secondari, ma non ricostruire gli arti. Innumerevoli esempi in natura insegnano a riparare, un´arte che l´uomo sembra aver perso. Ogni oggetto sembra essere costruito con una durata limitata, cosi come a volte avviene nei rapporti umani. La natura invece cerca sempre di aggiustare tutto; non ha bisogno di negoziare o scendere a patti in chissà quale meeting internazionale. La natura si aggiusta da sola. La vera performance è quella di riparare sempre tutto.

I veri marinai
Davanti all’immagine del mastodontico yacht che sfilerà per Rotterdam, mi viene in mente uno dei più noti navigatori esistenti in natura, un piccolissimo ragno in grado di attraversare interi oceani. Alcune specie di aracnidi infatti possono sollevarsi da terra sfruttando una tecnica chiamata ballooning, come fossero minuscole mongolfiere. Tale abilità consiste nel lanciare in aria grandi quantità di filamenti di seta fino a costruire una sorta di lenzuolo che viene poi sollevato dal vento, una fantastica ingegnosità che spiega come mai sulle barche possa capitare di osservare la presenza di piccoli ragni.

Il ballooning permette agli aracnidi migratori di volare anche per centinaia di chilometri e, di fatto, arrivare in ogni angolo del pianeta. Una strategia non priva di rischi: non è detto infatti che l’atterraggio avvenga all’asciutto, navigando sul pelo dell’acqua come esperti lupi di mare. I ragni assumono specifiche posture per sfruttare le correnti aeree e direzionare così i movimenti sull’acqua.

La tecnica predominante prevede la distensione del primo paio di zampe che viene issato verso l’alto per sfruttare la spinta del vento, come fosse una vera e propria vela, consentendo di surfare sul pelo dell’acqua. Quando vogliono rallentare o fermarsi, gli aracnidi sparano seta in direzione dell’acqua, in modo da contrastare la spinta dell’aria.

Ballooning. © Jeff Hobbs.

Oltre a svolgere una funzione di àncora, il filamento di seta permette al ragno di agganciare eventuali appigli e raggiungere in sicurezza la terraferma o un oggetto galleggiante. I ragni solcano così le acque proprio come fanno i marinai usando le zampe come vele e i fili di seta come ancore, arrivando a percorrere fino a 30 km al giorno. In questo modo riescono a colonizzare nuovi territori, anche molto lontani da quello di origine. Praticamente questi minuscoli insetti sono in grado di camminare sull´acqua.

Lo stesso Charles Darwin aveva descritto ragni volanti che venivano ad atterrare sulla nave Beagle anche a miglia di distanza dalla costa. Non era chiaro come l´evoluzione avesse permesso un comportamento cosi rischioso per la sopravvivenza, dato che i ragni sono animali terrestri . Solo la scoperta del loro superpotere ha spiegato questo loro comportamento. Ogni giorno i più piccoli esseri viventi rivelano dei grandi segreti .

L’osservazione quotidiana della natura porta ad ammirare e a cogliere quale sia il vero potere su cui fondare il nostro pensiero, ma anche a scoprire una dimensione intima della natura che tutti abbiamo il diritto di conoscere. Perché la conoscenza è la prima e doverosa forma di amore per la natura.

Ed è anche solo analizzando i poteri di tanti piccoli animali che diventiamo immortali, anche se non lo sappiamo.

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