Trekking ad anello fra i bivacchi dell’alta Val Susa

Trekking ad anello fra i bivacchi dell’alta Val Susa
(da Bousson a Bousson, con possibili varianti e interpretazioni)
di Carlo Crovella
(pubblicato su Montagne360 maggio 2021 + nuova intro)
Foto di Carlo Crovella ed Elena Barni

Chi mi conosce sa che non amo i nuovi rifugi e i nuovi bivacchi. Ritengo che ormai ci siano già troppi manufatti umani in quota: i luoghi ideali come base per ascensioni o per traversate sono stati occupati per intero da tempo. Spesso i nuovi fabbricati non hanno una finalità logistica e rispondono più che altro al desiderio di ricordare una persona scomparsa.

Non intendo mancare di rispetto a tale risvolto, ma occorre che l’intera comunità degli appassionati si ponga il problema di come contenere l’eccesso di costruzioni in quota.

A suo modo è una forma di inquinamento, soprattutto se si parla di costruzioni ex novo, a maggior ragione se con forme “strane” e non naturali (come, invece, sono gli chalet in legno o altre ipotesi più tradizionali).

Completamente differente è il discorso se il “nuovo” bivacco deriva dalla ristrutturazione di una casermetta o di una baita già esistenti e magari semidiroccate: a quel punto, meglio una struttura ripulita e funzionante che un ammasso di sassi in disfacimento.

La testata del Vallone del Grand Miol vista dal sentiero che conduce ai Laghi della Fionière

Ciò premesso, occorre pragmaticamente prendere atto che la diffusione di nuovi bivacchi è un fenomeno in essere. E’ accaduto anche in un angolo dell’alta Val Susa, uno dei miei luoghi preferiti: si tratta delle valli che ruotano introno alla Punta Ramière 3303 m.

Alla mia prima reazione infastidita, è seguito il desiderio di cogliere la palla al balzo. Ci sono nuovi punti di appoggio? Bene, vediamo se si riescono a collegare in un trekking ad anello, in precedenza di più complicata realizzazione proprio per l’assenza di adeguati appoggi. L’idea è germogliata e si è immediatamente rivelata come un nuovo “pretesto” per analizzare a fondo le cartine di una zona che, in realtà, frequento da decenni.

Il percorso ad anello da Bousson a Bousson può svilupparsi in diverse varianti. Quella proposta è un’idea, ognuno potrà personalizzarla in modo a lui più congeniale, mixando a dovere gli ingredienti. Fra questi la direzione di marcia: trovo più sensato, in questo caso, procedere in senso orario, ma nulla osta a camminare in direzione opposta. Anzi, porsi l’obiettivo di realizzare l’anello prima in un senso e poi nell’altro può essere un modo per raddoppiare il piacere: quello che gli occhi non vedono nel primo percorso, lo catturano quando si procederà al contrario.

Pur non svolgendosi a quote particolarmente elevate, l’itinerario va affrontato con la giusta preparazione tecnica e atletica. I bivacchi non sono custoditi e ciò impone l’autosufficienza alimentare e logistica per diversi giorni. Zaini pesanti, senso dell’itinerario, capacità di affrontare contrattempi e improvvisi cambiamenti meteo vanno messi in conto, anzi fanno parte del gioco.

Come sempre, in montagna si va con la testa prima che con le gambe.

Prima tappa: Bousson-bivacco Rattazzo
Partenza: Parcheggio di Bousson 1420 m
Arrivo: bivacco Rattazzo 2220 m
Dislivello in salita: 800 m
Tempo di salita: 3.30-4 ore
Descrizione: dal parcheggio si deve reperire una sterrata che passa a monte dell’abitato. Svoltando a destra (est) si oltrepassa Rollières e si raggiunge il Santuario di San Restituto. Si scende sulla strada provinciale e si prosegue oltre Sauze di Cesana. Vi sono diversi itinerari più appartati nel bosco, ma per semplicità conviene rimanere sulla strada principale, risalendola fino a imboccare il bivio per Bessen Bas 1751 metri. Poco prima dell’abitato parte un sentiero (all’inizio non evidente) che risale a zig zag verso Bessen Haut. Si arriva in corrispondenza di una casa alpina, occorre dirigersi a sinistra per raggiungere la strada che attraversa orizzontalmente l’abitato. Si svolta a destra e si prosegue oltre le case lungo la sterrata che conduce al Piano delle Sette Fontane, poco prima del quale si scorge a destra l’evidente bivacco.

La sorgente a fianco del bivacco Casalegno.
La porzione di casermetta ristrutturata che costituisce il bivacco Casalegno.

Seconda tappa: bivacco Rattazzo-bivacco Casalegno per il Colle delle Rocce Platasse
Partenza: bivacco Rattazzo 2220 m
Arrivo: bivacco Casalegno 2533 m
Dislivello in salita: 1390 m
Tempo di salita: 4-4.30 ore
Descrizione: dal bivacco Rattazzo si prosegue nell’evidente vallone fino al Colle delle Rocce Platasse 2751 m. Si cala sul versante opposto per circa 50 metri e si reperisce il sentiero (non sempre ben tracciato) n. 607. Svoltando a sinistra, in poco tempo si sale al Colle Fauri Nord, 2857 metri: splendido panorama sulla Val Troncea e sul sottostante laghetto. I collezionisti di vette possono aggiungere una capatina alla Punta Fauri Sud 2973 m, raggiungibile dal Colle Fauri Sud per facile cresta detritica. Per calare sulla Valle Argentera, si segue in discesa il sentiero 607, non sempre ben evidente, puntando all’abitato di Argentera 1837 m. Conviene attraversare il torrente e raggiungere la sterrata principale che si risale fino al ponte 1909 m. Si tiene il ramo di destra (guardando) che si insinua nel vallone del Gran Miol. Al ponte 2104 m (palina segnaletica), senza attraversarlo, si imbocca il sentiero 611 che dapprima risale lungo il torrente e poi si discosta verso destra, portando nei pressi della casermetta che costituisce il bivacco Casalegno (fontana e palina segnaletica).

Il bivacco Tornior in Val Thuras

Terza tappa, Variante alpina: bivacco Casalegno-bivacco Tornior per il Colle della Ramière (con eventuale vetta)
Partenza: bivacco Casalegno 2533 m
Arrivo: bivacco Tornior 2552 m
Dislivello in salita: 485 m (più 300 m per la vetta)
Tempo di salita: 4-4.30 ore (più un’oretta per la vetta)
Descrizione: non inganni il limitato dislivello: per altitudine e complessità del percorso si tratta della tappa più impegnativa del trekking, da intraprendere solo con ottime condizioni meteo e di forma personale. Poco sopra il bivacco Casalegno si imbocca a destra il sentiero 612. Si oltrepassa l’intero avvallamento dei laghi della Fionière e, lasciando a sinistra la diramazione per l’omonimo colle, si prosegue ancora in direzione Nord. Il sentiero, non sempre evidentissimo, passa in corrispondenza della Casermetta XXII, poi con degli zig zag lambisce la Quota 2882 m fino a scavalcare la Costa delle Caffenes al colletto 2986 m. Si attraversa in orizzontale tutta la base del versante nord della Ramière, con traccia non sempre evidente su macereto, ricollegandosi (a 2980 m circa) al sentiero che sale dal Vallone del Grand Adreit. Con un ultimo traverso si giunge al Colle della Ramière. Volendo salire in vetta, prima dell’ultimo traverso si stacca a sinistra una traccia segnalata che raggiunge la cresta nord-ovest, che si percorre in andata e ritorno. Dal colle si scende in Val Thuras con il sentiero 622, puntando all’evidente bivacco Tornior.

Il bivacco Tornior in Val Thuras: interno

Terza tappa, variante più diretta: bivacco Casalegno-bivacco Tornior per il Col Mayt e il Col Thuras
Partenza: bivacco Casalegno 2533 m
Arrivo: bivacco Tornior 2552 m
Dislivello in salita: 525 m
Tempo di salita: 4-4.30 ore
Descrizione: seppur meno impegnativa, questa variante non è però da sottovalutare, anche perché si transita sul versante Queyras: in caso di contrattempi, si è obbligati a scendere in Francia, con problemi logistici. Dal bivacco Casalegno si sale al Col Mayt 2706 m. Si cala sull’altro versante fino a circa 2500 metri. Si deve reperire un sentiero che, transitando in prossimità della Bergerie de la Mayt, taglia orizzontalmente verso ovest l’intero anfiteatro terminale della valle (si tratta del versante sud della Ramière). Il tratto centrale comporta l’attraversamento di alcuni torrenti il cui alveo può essere significativamente scavato e presentare qualche difficoltà (sentiero non sempre evidente). Il traverso si conclude (a quota 2465 m) confluendo nel sentiero che sale dal basso e che conduce al Col Thuras 2800 m. Ci si riaffaccia sull’Italia e rapidamente si cala al bivacco Tornior 2533 m.

Quarta tappa: bivacco Tornior-bivacco Corradini per il Monte Giasset e la Cima Dorlier
Partenza: bivacco Tornior 2533 m
Arrivo: bivacco Corradini 2850 m
Dislivello in salita: 950 m
Tempo di salita: 4.30-5 ore
Descrizione: tappa lunga e complessa a dispetto dell’apparenza. Si parte in discesa lungo la sterrata militare che conduce alle Grange Thuras 1951 m. A quel punto si può raggiungere la vetta del Monte Giasset 2597 m in tre modi differenti:
a) Poco prima del ponte detto “degli Alpini” si reperisce un sentiero che si sviluppa verso Nord sul fianco sinistro orografico. Si traversa sempre in direzione Nord fino a confluire nel sentiero principale per il Monte Giasset (vedi punto c) intorno ai 2000 m circa;
b) In alternativa sopra al Ponte degli Alpini, si imbocca (quota 2000 m circa) il sentiero di sinistra e lo si risale fin verso i 2250 metri. Quando questo sentiero vira marcatamente verso ovest-sud-ovest (in direzione del Terra Nera), lo si abbandona a destra per una traccia che attraversa in orizzontale un tratto molto dirupato, sconsigliabile con tempo umido e con poca esperienza personale. Il traverso prosegue e, in corrispondenza della Rocca Bianca 2183 m, confluisce nell’itinerario c) (è l’alternativa più rapida, ma va intrapresa solo in condizioni ottimali);
c) Dalle Grange Thuras si scendono i sottostanti tornanti fino alla testata del piano di Rhuilles 1732 m. Si reperisce a sinistra un’evidente sterrata che conduce al Ponte Aberoud 1747 m, e risale poi il versante, dapprima boscoso e poi prativo, fino in vetta al Giasset. Questo itinerario (200 m di dislivello aggiuntivi) è più lungo, ma più sicuro e tranquillo.
Dalla vetta del Giasset si prosegue in saliscendi lungo la cresta sud-sud-est (tracce) fino alla Cima Dorlier 2757 m. Da qui, sempre per cresta (traccia non sempre evidente), si punta al bivacco Corradini poco sotto la Dormillouse.

Quinta tappa: bivacco Corradini-capanna Mautino per i Colli Chabaud e Bourget
Partenza: bivacco Corradini 2850 m
Arrivo: capanna Mautino 2125 m
Dislivello in salita: 100 m
Tempo di salita: 3-3.30 ore
Descrizione: per chi è soddisfatto, dal bivacco Corradini è possibile scendere direttamente verso Bousson, transitando per la Grange Chabaud, Rhuilles e Thures oppure per Grange Chabaud e la strada del lago Nero, raggiunta con una sterrata che contorna a est il Courbioun. Se si dispone ancora di tempo e voglia è invece piacevole prospettare un pernottamento finale alla Mautino, che normalmente è gestita e offre quindi maggiori confort. Dal bivacco Corradini, dopo una puntata in vetta alla Dormillouse, si scende lungo il sentiero che percorre l’evidente sottostante vallone (è l’itinerario scialpinistico). A quota 2300 metri circa ci si dirige a sinistra verso il Col Chabaud 2217 m. Si cala sul versante francese per 80-100 m e, senza percorso obbligato, si attraversa diagonalmente in direzione nord-ovest puntando al Col Bourget 2162 m. Si scende sul versante italiano con una traccia che rapidamente confluisce nel sentiero 622. Poco prima della quota 2125 m si prende la diramazione di sinistra che conduce in modo evidente alla Mautino. In alternativa, dal Col Chabaud si può anche salire alla Cima Fournier 2424 m, proseguendo per cresta fino al Monte Begino 2412 m, e poi all’omonimo colle, a 2301 metri: si cala quindi verso il Lago Nero 2014 m, e si risale alla Mautino. Rispetto all’itinerario del Col Bourget, occorre contare circa 300 metri aggiuntivi e 1.30 ore in più.

Sesta tappa: capanna Mautino-Bousson per la Cima Saurel
Partenza: capanna Mautino 2125 m
Arrivo: parcheggio di Bousson, 1420 m
Dislivello in salita: 325 m
Tempo di salita: 1 ora
Descrizione: dalla Mautino si può scendere direttamente a Bousson lungo la sterrata del Lago Nero. Si può precedere la discesa con una rapida puntata alla Cima Saurel 2451 m, che offre un bel panorama verso la Francia. Scesi a Bousson, si reperisce facilmente il parcheggio iniziale.

La vetta della Cima Dorlier. Foto: wikimedia.org.

Taccuino operativo
Bibliografia di base: Eugenio Ferreri, Alpi Cozie centrali, Cai-TCI, Milano 1982 (edizione rivista da alcuni esperti, fra cui Roberto Aruga).

Cartografia: IGM 1:25.000, Foglio 66 I SE, Colle di Thuras; IGC 1:25.000, n.105, Sestriere-Claviere-Sansicario-Prali; Fraternali 1:25.000, n.2, Alta Val Susa-Alta Val Chisone; IGC 1:50.000, n.1, Valli di Susa, Chisone, Germanasca; Fraternali 1:50.000, n.50-1, Alta Val di Susa, Alta Val Chisone, Val Germanasca.

Punti di appoggio: bivacco Ugo Rattazzo 2220 m (Valle Argentera), 8-10 posti, materassi e coperte, acqua nelle vicinanze, chiuso. Chiavi presso il ristorante di Bessen Haut (tel. 0122 755949) oppure presso Alta Quota a Cesana (tel. 0122 89210); bivacco Giorgio Casalegno 2533 m (Valle del Gran Miol, testata sinistra orografica della Valle Argentera), 8-10 posti, aperto (in genere chiave nella toppa), materassi e coperte, acqua presso il sentiero di accesso; bivacco Andrea Tornior 2552 m (testata Val Thuras), 8-10 posti, sempre aperto, materassi e coperte, acqua nei vicini torrentelli; bivacco Matteo Corradini 2850 m (poco sotto la vetta della Dormillouse), 6-8 posti, sempre aperto, pianali di legno, no coperte, acqua nel sottostante lago; capanna Mautino 2125 m (sopra al Lago Nero), proprietà Ski Club Torino, 25 posti letto, gestita in stagione, www.capannamautino.it, tel. 347 3654510.

Informazioni generali e sulla ricettività in zona: Azienda di Soggiorno di Cesana, tel. 0122 89202. Numerosi B&B e agriturismi.

Affitto/riparazione attrezzatura: Alta Quota (Cesana), tel. 0122 89210.

Accesso: da Torino si prende l’autostrada per il Fréjus, che si abbandona alla terza uscita di Oulx, denominata “Oulx circ. ne”, con indicazione per Gap-Sestriere. A Cesana si prosegue diritti a fianco del torrente in direzione Bousson. All’inizio del paese, si scende a sinistra nell’ampio parcheggio.

Attrezzatura: normale attrezzatura da escursionismo, compresi bastoncini, ma adatta a itinerari di quota medio-alta, calzature adeguate (scarponcini da trekking o scarponi da montagna), abbigliamento adeguato (compresi berretto e guanti), sacco a pelo per sicurezza/comodità, fornello e bombolette gas di scorta, dotazione di viveri per più giorni, pila, disinfettante sia per uso personale sia per l’acqua, carta igienica.

Periodo consigliato: fine giugno-metà settembre (meglio se privo di neve).

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