Un territorio per cicloturisti

a cura della Redazione de La Stampa
(pubblicato su lastampa-it/native/cuneo il 16 giugno 2022

Il buon vino, il profumo della natura incontaminata e la bellezza dei borghi arroccati fanno da cornice ai cicloturisti che scelgono un percorso nel cuneese. Il territorio negli ultimi anni ha investito molto su questo versante, creando le condizioni migliori per chi vuole pedalare dalla Langa al Roero e fino al Monferrato, con la creazione di percorsi adatti a tutte le gambe e occasioni di svago e di riposo nello splendido scenario del Basso Piemonte, riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Non solo: dai percorsi del Monviso al cluster delle e-bike, il territorio ha saputo costruire nel tempo un’offerta integrata per tutti i gusti e le tipologie di cicloturisti.

Foto: Guido Mignone – Archivio ATL del Cuneese

È possibile ritagliarsi il proprio percorso ideale grazie alle Routes del Buonvivere, itinerari su strade asfaltate a bassa percorrenza, interconnessi tra loro e fruibili in autonomia grazie a mappa e traccia gpx scaricabile dal sito Visitlmr.it.

Tra i nuovi itinerari tracciati, Barolo Rosso è un percorso ad anello di circa 53 km per scoprire tutti i colori del vino partendo da Alba, con le sue torri, e scoprendo di borgo in borgo, su strade che regalano panorami mozzafiato, castelli che spuntano tra i filari, chiesette tra le vigne e belvedere Unesco. L’anello si chiude a Diano d’Alba per poi tornare in città.
Un altro percorso è il Barolo Viola, che richiama nel nome la nuance dei vini rossi più pregiati, tesori dei Borghi che toccano questo itinerario. Si tratta di un percorso ad anello che parte dal Castello di Barolo e si dirige verso Monforte, attraversando strade a bassa percorrenza punteggiate di cascine. Si raggiungeranno poi le terre alte, da cui si inizieranno ad avvistare le prime torri di guardia, per poi tornare tra i vigneti a Castiglione Falletto.

Il terzo tracciato, Alta Langa Verde, fa riferimento ai boschi dentro i quali questo percorso saprà immergere i cicloturisti. Si pedala su strade a bassa percorrenza attorniate da noccioleti, che portano alla scoperta di borghi caratteristici. L’aria collinare si fonde con quella di mare, data la vicinanza con la Liguria. Il percorso procede ad anello partendo da Cortemilia, capitale della nocciola, per poi scendere fino a Levice e poi risalire verso Cravanzana.

Infine c’è l’Alta Langa Bianca, proprio come i formaggi prodotti in queste terre. In questo percorso ci si addentra nella langa più profonda, immersa tra boschi e pascoli. Si parte dal borgo di Monesiglio e, con un percorso ad anello, si toccheranno borghi caratteristici come Paroldo, paese delle streghe, Mombarcaro, vetta delle Langhe e Levice, punto di incontro con il percorso Verde.

Questi quattro nuovi percorsi, oltre svelare terre nascoste e prodotti tipici, regalano una sensazione di benessere che è una condizione fondamentale per chi sceglie le due ruote come mezzo per le proprie vacanze, all’insegna dello star bene. Con la possibilità di fare pause gastronomiche. Perché la provincia di Cuneo è tra le più ricche, tra grandi vini, colture di pregio, allevamenti di grande qualità, eccellenti prodotti con riconoscimenti a livello comunitario e cucina caratteristica. Le possibilità di scelta sono amplissime. Un elenco è disponibile sul sito: Piemonteonwine.it/piemonte-on-food.

In alternativa o in aggiunta è possibile dedicarsi ad approfondimenti di arte e di cultura. La provincia di Cuneo è ricca di gioielli architettonici edificati nei secoli del romanico, del gotico e del barocco. Talvolta sconosciuti al grande pubblico, sono ora considerati testimonianze di un fermento culturale di frontiera, segni di un’arte che è sintesi tra le influenze europee e la realtà locale.

Foto: Mikael Masoero – Archivio Ente Turismo LMR

La bici in tutte le declinazioni
Il Piemonte – ed il Cuneese in particolare – è sempre stata terra di grandi scambi e commerci tra Italia e Francia, tra montagna, mare e Pianura Padana. Numerose vie per il commercio del sale e di prodotti agricoli, ma anche vie di passaggio di pastori, pellegrini e viaggiatori hanno segnato il territorio disegnandovi un vero e proprio crocevia di strade, sentieri e mulattiere. Queste vie, con il tempo parzialmente dismesse, rappresentano oggi un grande patrimonio di strade bianche o asfaltate a bassa percorrenza, da vivere e scoprire in sella alla bici.

L’Atl (ente del turismo locale) del Cuneese ha predisposto un nuovo strumento per la promozione dei percorsi bike del Cuneese: la cartoguida intitolata “Itinerari ciclistici e cicloturistici in provincia di Cuneo”. Si tratta di una selezione di 41 itinerari distribuiti tra la Valle Po e l’Alta Val Tanaro, con una proposta significativa anche in pianura tra le città d’arte. Gli itinerari, testati dalle guide cicloturistiche Cuneo Alps, sono sia su strada, sia per Mtb, proponibili sia a ciclisti molto allenati (come ad esempio le mitiche salite ai Colli Cuneesi), sia a cicloturisti, con percorsi adatti alle famiglie. Inoltre una sezione è dedicata ai Bike Park.

Visitcuneese.it è il nuovo portale di promozione turistica realizzato dall’Atl del Cuneese. Il sito è composto da oltre 500 pagine disponibili in quattro lingue (italiano, inglese, francese e tedesco). Alle schede dei singoli luoghi e punti di interesse, si intersecano narrazioni esperienziali che permettono di intrecciare tra loro, attraverso la navigazione circolare, le opportunità turistiche del Cuneese e avere una visione più ampia e diffusa dell’offerta complessiva del territorio.

Archivio fotografico ATL del Cuneese

Le valli del cuneese
Le montagne del territorio possono essere visitate e vissute attraverso decine di chilometri di strade militari, che percorrono e attraversano le valli del cuneese. Memoria di conflitti passati, sono oggi una grande risorsa per vedere luoghi di rara bellezza su sterrati con ottimo fondo e poca pendenza. È il caso delle Ciclovie Alpi del Mediterraneo, un comprensorio internazionale dedicato all’outdoor, che mette in rete una serie di strade bianche o ex militari tra Italia e Francia, Piemonte e Liguria e operatori del turismo con servizi dedicati. Non meno entusiasmanti sono gli altri percorsi: Alta Via del Sale, Limone – Monesi; Ciclovia Del Duca; La Via dell’amicizia: Passo Tanarello – La Brigue –Tenda; Le strade di Spegi e dei 48 tornanti; Gardetta Bike Emotions; La Via dei Cannoni; Roa Marenca; Il Sentiero del Maira; infine Il Landandè.

La grande pianura cuneese, con i suoi lunghi fiumi, gli altipiani e le peculiarità storiche e artistiche, permette a chiunque di pedalare per chilometri con poca fatica e tanto divertimento. Le strade secondarie sono asfaltate o sterrate, ma con fondi sempre molto scorrevoli, alla portata di tutti.

Per saperne di più www.cuneoalps.it

Il ruolo del distretto
L’offerta cicloturistica del territorio non finisce qui. Il “G.A.L. Mongioie E-Bike Cluster Nature, Tours & Trails” è il più grande distretto specificatamente dedicato alle e-bike. È stato ideato e realizzato per un turismo “for all” ed intende soddisfare le esigenze di qualsiasi persona, senza difficoltà, indipendentemente dalle sue caratteristiche. Si vuole consentire a ciascun turista-ospite singolo di fruire, con facilità e piena soddisfazione, dell’offerta turistica di un territorio con tutte le sue eccellenze. In particolare questo progetto è rivolto alle famiglie, ai bambini, ai gruppi, alle coppie e al turista-ospite singolo garantendo a ciascuno di godere di un paesaggio attraente e senza eguali che consente di vivere la natura in una condizione di benessere fisico e mentale.

Il cluster mette in fruibilità pubblica gratuita ben 130 itinerari di cui 77 principali e 53 di collegamento o di variante, per uno sviluppo lineare complessivo di ben 1.480 chilometri, di cui 900 km su strade bianche e 580 su strade minori asfaltate, interessando in totale una superficie di 1140 km2.
Per saperne di più www.galmongioie.it

L’Eldorado delle due ruote
Le terre del Monviso aprono il loro cuore e lo fanno dedicando al turista la possibilità di percorrere tutte le sue valli e le cime epiche che hanno fatto la storia del Giro d’Italia e del Tour de France (il Colle dell’Agnello e della Lombarda, l’Izoard e il Galibier). E’ il progetto VeloViso dedicato agli appassionati del turismo attivo che non vogliono perdersi l’esperienza di una pedalata (e prossimamente anche camminata) in un territorio ancora poco antropizzato, unendo lo spirito sportivo a quello della scoperta culturale ed enogastronomica. Un’esperienza alla portata di tutti, dall’atleta che ripercorre le tappe dei campioni sulle due ruote, alla famiglia che vuole vivere il territorio in maniera diversa, al turista culturale che usa le bici (anche quelle con pedalata assistita) come mezzo alternativo per scoprire luoghi, saperi e sapori.

Tutte le valli sono infatti attraversate da percorsi che corrono dalle due parti del confine e che formano una rete di ciclovie convergenti intorno al Re di Pietra. VéloViso conta 125 percorsi per quasi 3.000 km che si snodano sia su strada sia su sterrato. In particolare, dal versante italiano del Monviso, si tratta di un totale di 36 percorsi per circa 1200 km: 21 prettamente per mountain bike, classificati in base al livello tecnico e allo sviluppo altimetrico dell’itinerario, 9 destinati al cicloturismo su strada o su percorso misto (strada e sterrato) e 6 pensati per le famiglie.

Vista nel suo insieme, questa offerta di prodotti e servizi rivela il valore di un territorio che ha saputo costruire un’offerta variegata e completa, in grado di soddisfare tutti i desideri dei cicloturisti italiani ed esteri.
Per saperne di più www.visit.terresmonviso.eu

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