La ripresa e la ripartenza dovrebbero riguardare anche e particolarmente le aree periferiche, ma le prime indicazioni regionali piemontesi erano di senso opposto.
Le aree marginali del Pnrr
di Giacomo Rosso
(pubblicato su L’Eco delle Valli Valdesi, marzo 2022)
Tra le articolazioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza si trova il cosiddetto Bando Borghi, dedicato a «contrastare lo spopolamento e incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso». Questo comparto del Pnrr è a sua volta articolato in due linee mirate a finanziare interventi di vario tipo in almeno 250 borghi sul territorio italiano. Stando alle direttive contenute nel Piano, ogni Regione dovrà individuare un borgo da promuovere (Linea A, per un totale di 21 progetti), mentre 229 borghi saranno selezionati attraverso un avviso pubblico (Linea B). In tutto verrà destinato un miliardo di euro alla realizzazione del Bando Borghi, e almeno il 40% delle risorse sarà destinato alle Regioni del Mezzogiorno.
A far discutere è però la modalità con cui verranno scelti i progetti inseriti nella Linea A da parte delle Regioni, e il caso piemontese è emblematico. Ancora nelle prime settimane di febbraio 2022 si parlava della riqualificazione del complesso della Palazzina di caccia di Stupinigi, a poca distanza da Torino, come del progetto bandiera del Piemonte, sebbene questa decisione avesse fatto sollevare più di un dubbio.

L’idea di una riqualificazione del complesso di Stupinigi è un progetto «su cui da circa venti o trent’anni si cercano delle risposte senza soluzione – racconta Antonio De Rossi, docente del Politecnico di Torino e membro dell’associazione Riabitare l’Italia – dopodiché resta il fatto che nel Bando Borghi la cosiddetta Linea A dovrebbe rispondere a questioni con caratteristiche completamente differenti, nel senso che nel bando emanato dal ministero della Cultura si parla appunto di luoghi in qualche modo marginali, di luoghi che non sono conosciuti e che quindi hanno ancora una possibilità di incremento di potenzialità dal punto di vista della valorizzazione culturale». Insomma, non il caso della palazzina di Stupinigi, a circa 11 chilometri da piazza Castello a Torino.
La Regione Piemonte ha poi fatto marcia indietro e ha approvato il 15 febbraio 2022 un avviso di manifestazione di interesse rivolto ai Comuni piemontesi e finalizzato all’individuazione di un “Borgo storico” che possa garantirsi l’accesso al finanziamento di circa 20 milioni di euro. Di fronte alle voci più critiche che imputavano alla Giunta regionale di imporre un progetto dall’alto, si è quindi scelto di optare per una strada “dal basso” per la proposizione dei progetti, mentre quello per la riqualificazione del borgo di Stupinigi verrà finanziato grazie a 25 milioni di euro provenienti da fondi regionali, europei e in parte dal ministero della Cultura.
Restano però ancora diversi problemi sul tavolo, a partire dalle tempistiche: diverse amministrazioni e associazioni hanno lamentato la difficoltà di creare progetti per accedere a fondi così sostanziosi in un tempo molto ristretto. Le caratteristiche stesse delle comunità marginali non hanno fatto che aumentare il grado di difficoltà nel rispondere alle nuove richieste.
Secondo Antonio De Rossi non si tratta però di una novità: «Il problema nasce in partenza, cioè a livello nazionale per come è stata impostata la questione. Qui si è posta una scelta, di puntare molto sulla Linea A, cioè difendere un borgo per regione, in un’ottica essenzialmente di promozione turistica e di valorizzazione della cultura. Credo che da quando abbiamo iniziato negli anni ’80/’90 a ragionare di questi temi (aree montane e delle aree interne del paese) sia passata molta acqua sotto i ponti. Sono in corso delle sperimentazioni molto importanti di rigenerazione. L’Italia è un paese molto vivace da questo punto di vista. Questi argomenti non compaiono sui media, sui giornali, sulle televisioni, ma in questo momento in Italia ci sono centinaia e centinaia di sperimentazioni di rigenerazione e di rivitalizzazione, di realtà delle aree montane e interne. Se vogliamo ripensare a una nuova idea della montagna e delle aree interne, il tema importante non è solo la valorizzazione di carattere turistico, ma costruire un’abitabilità di questi territori. Abbiamo capito con l’esperienza e con il passare degli anni che questo significa costruire delle realtà economiche, ripensando alle modalità di organizzazione della società e delle comunità dei territori».
Eppure, la scelta del borgo da riqualificare con i fondi europei è ricaduta sul complesso della palazzina di Stupinigi, che ha destato ancora una volta più interesse rispetto alle piccole realtà, relegate al loro ruolo di marginalità. Il rischio, racconta ancora De Rossi, è «perdere un’occasione incredibile per il ripensamento di questi territori».
Pnrr: ecco i primi progetti finanziati
Fra i vari ambiti di intervento legati ai fondi del Pnrr alcuni progetti interessano il Pinerolese-Torinese: Fra bocciati e promossi ecco alcuni esempi:
Bocciati
Forte di Fenestrelle
Dopo le polemiche dei mesi scorsi la gestione è stata riconfermata all’Associazione San Carlo onlus ma la riqualificazione della fortezza non è entrata nel Pnrr, nonostante sia uno dei simboli della Città metropolitana. Persi circa 20 milioni di euro.
Raddoppio Torino-Pinerolo
Non effettuata per le Olimpiadi, da decenni si valuta la costruzione del secondo binario ferroviario. Il progetto è stato stralciato dal Pnrr, nonostante il settore del trasporto su ferro sia uno dei punti fondamentali del Piano.
Riattivazione Pinerolo-Torre Pellice
Il progetto presentato dall’Unione montana del Pinerolese di una riconversione a bus a idrogeno non ha trovato una risposta positiva; rimane quindi in stallo il nodo dei trasporti in questa parte di Pinerolese.
Promossi
Scuola
A Pinerolo arriveranno 4,6 milioni di euro da investire nell’ambito degli edifici scolastici, in particolare per la scuola primaria “Giovanni XXIII” e la secondaria “Poet”.
Sanità
Milioni di euro che andranno a ridare importanza e peso ai presidi territoriali, fra cui gli ospedali ex valdesi di Pomaretto e Torre Pellice: un segnale incoraggiante dopo decenni di drastici tagli e riduzioni di servizi.
Cinema Trento
Il Pnrr permette anche di realizzare progetti nati molti anni fa. Uno di questi è la riqualificazione del Cinema Trento di Torre Pellice. L’idea di un cinema di valle lanciata tempo fa da un gruppo di cittadini e fatta propria anche dall’amministrazione comunale riceverà una dotazione di 3,4 milioni di euro. Termine lavori previsto per il 2026.
