Gli straordinari monasteri della Bucovina in Romania – 3

Gli straordinari monasteri della Bucovina in Romania – 3
di Andrea Battaglini
(pubblicato su lastampa.i/viaggi il 15 maggio 2025)

(continua da)

Articolati tra la spazialità orizzontale bizantina e il verticalismo gotico gli affreschi della chiesa monasteriale di Voronet raggiungono l’apice dell’arte centro-europea. Determinanti i colori, protagonisti indiscussi, soprattutto l’azzurro frantumato dall’azzurrite, un minerale, la cui tonalità cambia a seconda del grado di umidità nell’atmosfera: è abbagliante.

Edificato come altri conventi dal ktitor ossia dal sovrano o boiardo Stefano il Grande nel 1488 per celebrare una vittoria sui turchi illustra nei dipinti esterni prima e dopo il nartece una vera “Bibbia dei poveri” caratterizzata da uno stile descrittivo poco ieratico e da accostamenti cromatici di impronta popolare. Dunque assi comprensibili e decifrabili anche dai meno istruiti al contrario dei dipinti nell’interno che rivelano un tono elevato e colto.

Emergono la raffigurazione di San Giorgio che uccide il drago dove il santo protettore della regione è aiutato dal principe stesso della Moldavia che tiene fermo il mostro e quella dell’albero di Jesse che è una composizione, stesa sul famoso fondo blu di Voronet, di notevole ricchezza creativa. Mai quanto quella del Giudizio Universale sulla facciata del nartece.

Il capolavoro riconosciuto è infatti il Giudizio Universale, in cinque registri articolato, dove la maestria dell’autore è snocciolata con cultura ed erudizione che gli hanno consentito di esprimersi con invidiata semplicità e convincente chiarezza. Sono di una teorica e dogmatica complessità risolta però con lirismo efficace come nella scena dove gli angeli e gli arcangeli armati chiudono la pergamena del tempo segnando la fine del cielo tempestato dai segni zodiacali. Curiosa anche la scena della croce ortodossa con la mano che pesa le anime rappresentando la giustizia divina. Dal dio eterno scorre anche il fiume rosso-fuoco che raggiunge gli inferi. In mezzo oltre al Cristo e alla Madonna ecco Adamo rappresentato da vecchio essendo lunga la durata del genere umano e invece da una Eva giovanissima perché è la donna che è rigeneratrice. Tra i dannati ecco i mongoli, i turchi, i tartari, gli armeni, i latini e gli ebrei. Non è infatti un caso se fino alle seconda guerra mondiale rumeni, ucraini, polacchi e russi furono artefici di pogrom micidiali. Con sagacia comunque l’autore ha diviso la spazio pure inventando una sorta di corridoio in discesa affollato dai beati diretti in paradiso. Tanti sono i linguaggi usati: da quello miniaturistico e calligrafico a quello più plastico e prospettico. Negli interni primeggia nel naos una scena insolita: quella del Patto di Adamo con il diavolo.

Va ricordato che molti rumeni soprattutto in Bucovina considerano ancora il giorno del santo patrono della chiesa un’occasione speciale tanto da andare a far visita ai parenti che vivono nelle vicinanze della chiesa medesima. Questo a dimostrazione di quanto la vita spirituale e le celebrazioni religiose siano ancora radicate nella vita quotidiana.

Chiuso dagli austriaci nel 1775 il monastero di Humor ha ripreso attività e vigore dopo il 1990. Costruito nel 1530 e dedicato all’Assunzione della Vergine protegge una chiesa aperta su tre lati che riposano su arcate ogivali. Venne dipinta e affrescata sui toni del rosso, del rosa, del blu e dell’arancio da Toma de Suceava che fece apprendistato al monte Athos. I lavori, realistici, esprimono una grande musicalità e un balletto cromatico evidenti nella Cavalcata dei Magi, nella rappresentazione dell’assedio della cittadina di Humor con i combattimenti consumati sui bastioni dove un cavaliere trafigge un ottomano con la lancia. L’assedio di Costantinopoli del VII secolo da parte di avari e persiani è curioso perché la città sul Bosforo venne difatti sostituita per ragioni diplomatiche con quella di Suceava attaccata dai turchi nel 1453. E curiosa e rara è anche la rappresentazione del pittore medesimo vestito da cavaliere che sconfigge un turco. Anche gli affreschi interni sono monumentali, ma equilibrati e armoniosi. Superba infine l’iconostasi.

Il monastero di Neamț è il più grande, maschile, della Bucovina. Divenne dal Trecento in poi un centro culturale frequentato da miniaturisti, calligrafi e intagliatori tanto che un suo Tetravangelo è perfino conservato nella biblioteca bodleiana di Oxford. Nota è la chiesa conventuale lunga 40 metri e alta 23 a pianta triconica, tipica dell’epoca, mentre l’aspetto esterno rivela un apparato decorativo assai sobrio con mattoni a vista, finestre gotiche e pochi fronzoli ornamentali ben ritmati. Nell’interno campeggia un’icona che pare risalga al VII secolo forse proveniente da Lydda, in Terrasanta e scampata alla furia iconoclasta. Nel museo sono esibiti diversi preziosi manoscritti, undicimila volumi e pregevoli icone quattrocentesche. Tra le montagne che circondano Neamț i monasteri di Secu, di Agapia e di Sihastria accolsero e diedero asilo a molti eremiti e monaci profughi provenienti dai Balcani e dalla Russia meridionale, entrambi territori importunati dagli Ottomani perché i villaggi rumeni ai margini dei Carpazi riuscirono, a confronto, a manteere e godere di una certa libertà pur in seno alle ingerenze turche.

Iifo
– romaniaturismo.it
– explorebucovina.com
– boutiqueromania.com

Arrivare
Fly&drive. A Suceava con con Wizz Air Malta e poi auto noleggio.

Dormire e mangiare
A Suceava, base di arrivo e partenza logistica per un tour dei monasteri, all’Hotel Sonnenhof. e al Panoramic Cub Sucevița. A Voronet il Popasul Domnesc Resort&Spa Voronet Due è uno chalet assai gradevole; altrettanto tipica la Clematis House; a Humor panoramico e montano il Loft Chalet; a Neamt il Mountain View Ceahlau è romantico e affacciato a un lago. In tutti i ristoranti e taverne offrono la saporita cucina locale che ha subito meno le influenze della gastronomia greca e di quella turca come il resto della Romania: gustosa la Ciorba de fasole cu afumatura, una minestra molto sostanziosa cotta con carne di maiale affumicata. Ottimi i bolliti, l’agnello e i funghi. In stagione saporita e prelibata la cacciagione.

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