Il Quinto Rapporto Nazionale sul Cicloturismo

A cura di ISNART e Legambiente, fotografa un 2024 da record per il settore: 89 milioni di presenze in Italia (circa il 10% del totale nazionale) e un impatto economico diretto pari a 9,8 miliardi di euro, con un balzo del +76% rispetto al 2023.

di Davide L. Bertagna

Negli ultimi anni il cicloturismo si è affermato come una delle forme di viaggio più in crescita, capace di coniugare benessere personale, sostenibilità ambientale e sviluppo locale. In un contesto come quello europeo dove più persone scelgono la bicicletta non solo come mezzo di trasporto ecologico, ma come strumento per vivere experience autentiche, questo cambiamento culturale (accentuato anche dalla pandemia) ha portato molti italiani e turisti internazionali a riscoprire il piacere del movimento lento su due ruote. In questa cornice si inserisce il rapporto “Viaggiare con la bici 2025 – 5° Rapporto sul Cicloturismo”, realizzato da ISNART (Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) e Legambiente, con l’obiettivo di analizzare l’impatto sul piano sociale, culturale ed economico. Lo studio evidenzia come i cicloturisti siano viaggiatori consapevoli, attenti alla sostenibilità e desiderosi di vivere experience diverse. Si tratta di un target vario e in forte espansione, capace di generare valore per i territori attraversati: non solo in termini di presenze, ma anche con la promozione di produzioni locali e borghi meno conosciuti. Il cicloturismo rappresenta un modello che favorisce la destagionalizzazione, distribuisce in modo più equo i flussi e incoraggia la creazione di infrastrutture leggere (come ciclovie, percorsi segnalati, servizi bike friendly) che migliorano anche la qualità della vita dei residenti.

HIGHLIGHTS

  • 89 milioni di cicloturisti in Italia nel 2024
  • 10% l’incidenza dei cicloviaggiatori sul totale dei turisti in Italia
  • 9,8 miliardi l’impatto economico del cicloturismo in Italia nel 2024

I DATI NEL DETTAGLIO
Dai dati dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di commercio emerge come nel 2024 lo sport abbia motivato oltre un turista su quattro tra quanti hanno trascorso una vacanza in Italia, salendo al quinto posto nella graduatoria complessiva delle motivazioni di scelta, dopo la cultura, le bellezze naturalistiche, il desiderio di relax e il rapporto qualità-prezzo. Tra i vari sport, dopo quelli di montagna e al trekking, si posiziona il cicloturismo. Dal lato della domanda, l’Osservatorio restituisce la stima di 89 milioni di presenze cicloturistiche nel 2024, oltre il 10% di quelle complessive registrate in Italia, tra strutture ricettive e abitazioni private, con una variazione percentuale significativa del +54% sul 2023.

TREND
Interessante il dato relativo alla spesa dei turisti nel 2024, che durante la vacanza è stata di quasi 9,8 miliardi di euro con un deciso incremento rispetto al 2023 (+76,4%). Per quanto riguarda invece le tipologie di mezzi scelti, le biciclette più utilizzate restano le mountainbike e i modelli trekking, con una netta prevalenza dei mezzi di proprietà: il 79,3% dei cicloturisti possiede la propria bici, mentre solo il 20,7% si affida al noleggio in loco.

WOMEN ADDICTED
La crescente diffusione di community ciclistiche al femminile e l’attenzione verso il benessere e la natura stanno contribuendo a rendere il cicloturismo sempre pre più attrattivo per le viaggiatrici. Secondo il Rapporto Isnart/Legambiente, nel 2024 le donne hanno rappresentato circa il 30% dei ciclo-viaggiatori, un dato in continua evoluzione che testimonia un interesse in forte espansione verso questa modalità di vacanza.

METODOLOGIA D’ANALISI
Il quinto Rapporto Nazionale di Isnart e Legambiente è stato redatto sulla base dei risultati delle indagini campionarie realizzate nell’ambito dell’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di Commercio, che monitora la domanda sia a livello nazionale che regionale, attraverso sovra-campionamenti dedicati. Nel corso del 2024, sono state realizzate oltre 30 mila interviste a turisti italiani e stranieri in soggiorno per almeno due notti presso strutture alberghiere, extra alberghiere e abitazioni private italiane. Considerando l’andamento in continua crescita del fenomeno cicloturistico e la sua sempre maggiore diffusione su tutto il territorio nazionale, si è ritenuto opportuno arricchire il campionamento nazionale con un sovracampionamento a livello regionale: in raccordo con la rete camerale, sono state selezionate 10 ciclovie in altrettante Regioni, lungo le quali sono state intervistate complessivamente 2.450 persone (periodo di rilevazione: ottobre-dicembre 2024).

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5 Comments

  1. says: bruno telleschi

    Infatti è vero. A parte qualche cicisbeo in ztl e qualche turista al mare non vedo ciclisti che si muovano per trasporto. I ciclisti sono perlopiù sportivi a spese dei contribuenti che pagano i loro capricci, senza rispetto per la montagna e gli escursionisti. Se giocassero a pallone o a tennis farebbero sicuramente meno danni.

  2. says: bruno telleschi

    Infatti è vero. A parte qualche cicisbeo in ztl e qualche turista al mare non vedo ciclisti che si muovano per trasporto. I ciclisti sono perlopiù sportivi a spese dei contribuenti che pagano i loro capricci, sportivi senza rispetto per la montagna e gli escursionisti. Se giocassero a pallone o a tennis farebbero sicuramente meno danni.

  3. says: Carlo Crovella

    C’è un problema nel problema e riguarda i sentieri di montagna: le cosiddette MTB a pedalata assistita (?!?), ovvero le e-Bike, sono un vero cancro, e prima o poi i nodi verranno al pettine.

  4. says: Carlo Alberto

    Se anche certi utenti, anziché scrivere bestialità, giocassero a bocce o a ramino sarebbe meglio per tutti

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