Sandra Bagatella e Andrea Ruggeri, viaggiatori e compagni di vita, raccontano il territorio nei suoi aspetti più autentici: «Non è necessario arrivare dall’altra parte del mondo per una vacanza indimenticabile».
La montagna non è un lunapark
(per Sandra e Andrea)
di Silvia Morosi
(pubblicato su corriere.it il 18 agosto 2026)
Dalle salite ai rifugi in alta quota alle visite ai borghi storici, passando per gli affascinanti castelli medievali, testimoni di secoli, e le ricette di cibi saporiti, nati dalla tradizione. A guidare alla scoperta della Valle d’Aosta – una regione piccola, ma con una natura che toglie il fiato – sono Sandra Bagatella, classe 1973, e Andrea Ruggeri, classe 1975,viaggiatori e compagni di vita, lei presidente di un’associazione di volontariato, lui operaio specializzato e amante della fotografia (www.dueinviaggio.it). «Raccontiamo il nostro territorio nei suoi aspetti più autentici, con un’attenzione anche a tradizioni locali, enogastronomia e fotografia (grande passione di Andrea, NdR). Vogliamo offrire a chi segue non solo momenti per riposarsi, ma anche occasioni per entrare in contatto con realtà e persone diverse, la vera ricchezza che riportiamo a casa dopo ogni viaggio. Non è necessario arrivare dall’altra parte del mondo per una vacanza indimenticabile», raccontano.
«Raccontiamo il nostro territorio nei suoi aspetti più autentici, con un’attenzione anche alle tradizioni locali, all’enogastronomia e alla fotografia (grande passione di Andrea, ndr). Vogliamo offrire a chi ci segue non solo momenti per riposarsi, ma anche occasioni di entrare in contatto con realtà e persone diverse, la vera ricchezza che riportiamo a casa», spiegano i due, originari di Donnas. Perché «non è necessario arrivare dall’altra parte del mondo per fare una vacanza indimenticabile». Una passione quella per i viaggi che entrambi avevano ancora prima di conoscersi: «Abbiamo esplorato l’Europa e il mondo fino al 2019 e alle restrizioni dovute al Covid. Poi, abbiamo letteralmente riscoperto la nostra regione, innamorandoci di luoghi che forse avevamo sempre dato per scontati proprio perché “dietro casa”», aggiunge Bagatella, autrice del libro Valle d’Aosta Insolita, un itinerario che unisce storia, natura e ricordi personali dell’autrice.
«Il nostro profilo Instagram è nato nel 2018 per un motivo buffo: ho perso una scommessa con un’amica! Con il tempo si è evoluto: da semplice diario delle nostre vacanze è diventato una risorsa dove le persone trovano informazioni utili sulla Valle d’Aosta, dalle escursioni in giornata ai ristoranti o strutture dove dormire. Abbiamo scelto di puntare sull’autenticità: il racconto reale dei luoghi, delle persone che li vivono e delle tradizioni locali. In tanti ci scrivono per consigli: cerchiamo sempre di rispondere a tutti, anche se ultimamente i messaggi sono aumentati in modo esponenziale».
In questi anni entrambi hanno capito che la bellezza dei luoghi è data soprattutto dalle persone che li animano e hanno stretto tantissimi legami: «Nell’ultimo periodo in particolare ci è rimasta nel cuore la visita alla Tchavana e l’incontro con Luca. A inizio luglio siamo stati all’alpe Metsan (Ayas), alla Tchavana, e non riusciamo a togliercela dalla testa. Oltre all’ottimo formaggio stagionato nella cantina più alta d’Europa e al gelato allo zabaione, ci ha conquistati la storia del loro cannolo d’alpeggio. Luca ci ha raccontato che l’idea è nata in un caldo pomeriggio estivo, dalla voglia di riassaggiare i cannoli provati qualche mese prima in Sicilia. Avendo a disposizione la loro ricotta di pecora, hanno creato una versione con castagne e miele: un successo clamoroso. Accanto alle novità, Luca ci ha spiegato che tanti piatti della tradizione, legati al mondo contadino, stanno scomparendo dalle nostre tavole, come la brossa che ci ha fatto assaggiare nella loro versione: la marghe Brossa. Speriamo davvero di tornarci prima che finisca l’estate», sottolineano.
Un messaggio per chi ama la montagna, e non solo? «Riscoprite la bellezza dei viaggi lenti, a piedi, e rispettate questi luoghi. La montagna non è un lunapark da consumare per una fotografia, ma un ecosistema vivo e fragile che va approcciato con curiosità, preparazione, profonda umiltà e a volte anche timore. Anche se per tanti è banale, ricordiamo a chi ci segue anche l’importanza di vestirsi in modo adeguato e di riportate sempre a casa i propri rifiuti. Perché solo così si impara ad ascoltare i luoghi che visitiamo e a lasciare solo impronte leggere», evidenziano con forza. Proprio per questo – concludono – «nel nostro zaino non mancano mai una scorta d’acqua, una t-shirt di ricambio, qualcosa da mangiucchiare, occhiali da sole e crema solare, ma soprattutto tanta curiosità, un bel sorriso aperto al mondo e la voglia di meravigliarsi di fronte agli incontri che facciamo. Torniamo a casa sempre con un bagaglio interiore più pieno… e quasi sempre con una buona scorta di formaggio d’alpeggio».



Questi articoli, pur dicendo cose logiche, sono di un’ingenuità madornale e, come ogni crociata ambientalista (su cui generalmente concordo ma non sempre) sono anche molto superficiali.
Non tengono conto delle diverse esigenze e tipologie di fruitori ed erogatori di servizi.
I formaggi dell’alloggio e i cannoli sono l’equivalente dei krapfen dolomitici tanto criticati. Per esempio.
Quel malgaro valdostano, probabilmente, si sogna le code di turisti che ingrossano le sue tasche.
La visione dei due redattori dell’articolo è quella standard di chi fa una vita dimmerda 5 giorni la settimana e poi evade nel we trovando tutto entusiasmante .Troppo facile e un po’ scontato. Comunque, contenti loro…