A Cortina arrivano gli agenti dei sentieri

La zona teme il peso della notorietà che le Olimpiadi le hanno regalato: per l’estate si attende un aumento del 30 per cento di visitatori. La polizia locale vigilerà anche in alta quota.

A Cortina arrivano gli agenti dei sentieri
a cura della Redazione di repubblica.it
(pubblicato su repubblica.it il 12 aprile 2026)

L’estate non è ancora arrivata, ma è già allarme per l’aumento di turisti diretti verso Cortina e altri passi dolomitici resi famosi dalle Olimpiadi. E per tutelare l’ambiente e chi lo vive, su strade, prati e zone d’alta quota arriverà la polizia locale. Lo hanno stabilito con un protocollo d’intesa la Provincia di Belluno, il Comune di Cortina d’Ampezzo e la Regione Veneto.

Secondo alcuni studi, l’afflusso potrebbe aumentare del 30 per cento rispetto all’anno scorso, quando valli e passi più famosi hanno fatto registrare fino a 13mila accessi. Per questo le autorità locali hanno deciso di muoversi per tempo e nei prossimi mesi promettono di vigilare per evitare che il turismo da risorsa diventi problema.

Dopo le città, l’overtourism – l’afflusso incontrollato di visitatori – è fenomeno che ha iniziato a interessare anche montagne, parchi, aree verdi. Con esiti a volte disastrosi. Come a Roccaraso, in Abruzzo, oltre un anno fa paralizzata da un numero insostenibili di persone, accorse seguendo il richiamo di un’influencer. O più di recente, sul lago di Braies, in provincia di Bolzano, dove in troppi hanno deciso di passeggiare sulla superficie ghiacciata – finendo poi in nell’acqua gelida – proprio nei giorni in cui il sole e il rialzo delle temperature la rendevano più sottile e fragile.

Ecco perché – spiegano le autorità locali coinvolte – la polizia provinciale non avrà solo il compito di vigilare (e sanzionare) turisti poco rispettosi della montagna, ma dovrà anche fornire supporto informativo per tentare di prevenire comportamenti scorretti o addirittura a rischio.

Il turismo è una risorsa fondamentale per le nostre montagne e non va demonizzato, ma gestito con attenzione e responsabilità”, dice l’assessore veneto Dario Bond, mentre per il presidente della provincia di Belluno Marco Staunovo Polacco “la montagna bellunese è un patrimonio straordinario che va tutelato con strumenti adeguati e con una presenza costante e qualificata”, per questo propone di “replicare il progetto (degli agenti sui sentieri, NdR) in altre aree della provincia”.

All’approccio il Comune di Cortina d’Ampezzo, già sotto stress per i mesi olimpici, ci crede, tanto da metterci anche fondi propri: “La gestione dei flussi – spiega l’assessore Stefano Ghezze – è una priorità assoluta per presente e futuro della nostra comunità. Non si tratta di limitare il turismo ma di governarlo in modo intelligente, garantendo il rispetto di sentieri, prati e zone più sensibili in alta quota”.

Il commento di
Carlo Crovella

È inevitabile: se permettiamo a “tutti” di andare in montagna, la risposta sarà quella di piazzare dei “vigili” che controlleranno l’agire di chi si trova su sentieri e, in un domani non troppo lontano, anche in parete.
I “vigili” controlleranno tutti, compresi quelli che si comportano sensatamente: quindi verranno a fare le pulci a ciascuno di noi.

Nell’interesse di fruitori maturi della montagna, trovo che sia molto più intelligente elaborare dei maccanismi che, all’origine, scremino l’accesso ai monti: così ci sarebbero solo fruitori “maturi e consapevoli” e non sarebbero necessari i “vigili”.

Se non lo si vuole capire, non resta che l’alternativa dei “vigili” sul terreno. Quando ci faranno le pulci, non dovremo irritarci: è la naturale conseguenza della preferenza per l’accesso indiscriminato, cioè a disposizione di “tutti”, alla montagna.

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