Alla ricerca della tomba di Mago Merlino

Un tuffo nel cuore delle Alpi Marittime alla scoperta di uno degli angoli più suggestivi e selvaggi dell’omonimo parco naturale dove storia, natura e leggenda si intrecciano e si sovrappongono senza soluzione di continuità. Vi proponiamo una semplice passeggiata sulla scia leggendaria di mago Merlino, ma anche un’escursione più impegnativa verso un balcone panoramico che si affaccia sulla Serra dell’Argentera.

Alla ricerca della tomba di Mago Merlino
di Gabriele Gallo
(pubblicato su piemonteparchi.it il 3 maggio 2022)

Le leggende, si sa, nascono dall’immaginazione popolare, scavano tra realtà e finzione e spesso provano a spiegare elementi paesaggistici anomali o inattesi. Dalla fisionomia delle rocce alla maestosità degli alberi, dai fenomeni atmosferici alle tracce di un passato antropico troppo lontano per essere ricordato da qualcuno. Ed è così che queste narrazioni volano veloci di bocca in bocca superando secoli e generazioni, giocano con l’occulto e il misterioso, tentando di placare i ruggiti dell’inconscio. In montagna succede talvolta con i massi erratici, enormi blocchi di roccia che hanno seguito i moti intriseci dei ghiacciai restando imprigionati in ubicazioni precarie e inaspettate. Risalendo il Vallone della Valletta dalle Terme di Valdieri, ad esempio, si potrà toccare con mano il fascino più recondito della Valle Gesso , dove i respiri cadenzati dello gneiss e del granito pennellano angoli di natura severa. Lungo la carrozzabile che dal Gias delle Mosche conduce al Pian della Casa in particolare, non sarà difficile scorgere diversi massi isolati che paiono voler sorvegliare il cammino dell’avventore di passaggio. Frammenti di roccia a cui spesso sono collegate storie e leggende che guardano al mito e alla tradizione, come nel caso della presunta tomba di mago Merlino.

Una delle ipotetiche tombe di mago Merlino prima di Pian della Casa. Foto: Gabriele Gallo.

La tomba di mago Merlino
Secondo le fonti più accreditate, infatti, troverebbe spazio da diversi secoli proprio nei pressi di Pian della Casa, la tomba di mago Merlino.

Nessun legame, però, con l’Orlando Furioso o con l’eccentrico mago de “La spada nella roccia”, celeberrima produzione Disney nata dalla penna di T.H. White. Secondo la leggenda, in effetti, il protagonista di questa storia sarebbe in realtà un giovanotto rapito dai pirati saraceni e fatto schiavo nel lontano Oriente. Durante la prigionia il ragazzo apprese l’arabo e studiò a fondo la magia e l’astrologia, riuscendo in breve a riconquistare con arguzia e intelligenza la libertà perduta. Tornato in patria, il giovane cominciò a mettere in pratica tutte le conoscenze acquisite in termini di arti magiche e medicamentose, iniziando così ad accumulare fama e ricchezza. Ottenuto l’appellativo di mago Merlino per le capacità dimostrate sul campo, in poco tempo venne chiamato alla corte di Galeazzo Sforza, dove però cadde in disgrazia dopo aver predetto allo stesso duca di Milano una morte violenta per mano di tre congiurati. Trasferitosi in Piemonte, Merlino si ritirò tra le Alpi di Cuneo con la benevolenza di Amedeo IX di Savoia e iniziò a prendersi cura dei valligiani utilizzando le competenze apprese nel corso degli anni. Incise talmente tanto nella comunità locale che, alla sua morte, gli abitanti gli costruirono una bara in legno di abete e lo seppellirono accanto al torrente Gesso “a perpetuarne la memoria nei posteri”, ponendo sulla sua tomba un grosso sasso “che non sarebbesi potuto smuovere senza l’aiuto di demoni”.

La probabile tomba di Merlino. Foto: Gabriele Gallo.
La probabile tomba di Merlino. Foto: Gabriele Gallo.

Il percorso escursionistico
Per scorgere la tomba di mago Merlino è sufficiente percorrere la carrozzabile che collega le Terme di Valdieri con il Pian della Casa. Le due ipotetiche ubicazioni si trovano entrambe a monte del Gias delle Mosche, alla base di una leggera salita la più probabile ovvero poco prima di arrivare nel bucolico Pian della Casa.

Per raggiungere gli affascinanti Laghi di Fremamorta , invece, dal Gias delle Mosche occorre intraprendere la vecchia mulattiera che discende in direzione del torrente e attraversarlo per mezzo di un ampio ponticello in legno. Innalzarsi quindi a poco a poco sul tracciato che si sviluppa sulla sinistra idrografica del vallone tra qualche larice e abete e proseguire sull’itinerario che prende quota con tornanti ravvicinati fino a superare un costone roccioso. Discendere per alcune decine di metri, quindi risalire il crinale attraversando qualche sorgente, prima di sfociare nei pressi del Lago Sottano di Fremamorta (2360m). Da qui tralasciare la diramazione di destra che conduce al Valasco attraverso l’omonimo Colletto e incamminarsi a sinistra sulla carrareccia militare talvolta lastricata. Raggiunto il Lago Mediano di Fremamorta, trascurare le indicazioni a sinistra per il Pian della Casa, portarsi nei pressi dei ruderi della grossa Caserma Umberto I e infine discendere con alcuni tornanti verso i Laghi Soprani di Fremamorta .

Veduta su Pian della Casa del Re dal rifugio Regina Elena. Foto: Augusto Rivelli, Archivio APAM.
I quattro Laghi di Fremamorta visti da Cima di Fremamorta. Foto: Gabriele Gallo.

I Laghi di Fremamorta
Etimologicamente legati a un’antica leggenda che li vorrebbe formatisi dalle lacrime versate da un uomo per la morte della propria amata (in lingua franco-provenzale, infatti, fremo significa “donna”), nella realtà i quattro laghi principali derivano dall’escavazione glaciale e si differenziano di poco per estensione e profondità. Il Lago Sottano (posto a 2359m e privo di immissario) si estende ad esempio per 15.500m² circa, presentando una profondità media di 5 metri; il Lago Mediano (2380m), viceversa, occupa una superficie di appena 7.500m² per una profondità di 4 metri ed è parimenti privo di immissario; i due Laghi Soprani, infine, si distendono complessivamente per 15.500m² per una profondità media di 6 metri e uno scarto altimetrico di un paio di metri (essendo rispettivamente posti a 2364 e 2371m di quota), risultando tra le altre cose anche gli unici dell’intera serie ad avere sia un immissario che un emissario. Per chi volesse goderseli appieno magari sotto la luce calda del tramonto, allora, un soggiorno al vicino Bivacco Guiglia è fortemente consigliato.

Informazioni tecniche per i Laghi Soprani di Fremamorta
Difficoltà: E (escursionisti)
Lunghezza: 14,1km (a/r)
Dislivello positivo: 900m circa
Tempo di percorrenza: 3h 00’/3h 30′ (solo andata)
Punto di partenza: Terme di Valdieri – Gias delle Mosche (CN)
Approfondimenti: www.areeprotettealpimarittime.it
Gestione Area protetta: Ente di gestione Aree Protette Alpi Marittime, info@areeprotettealpimarittime.it

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