Sempre più turisti visitano il Paese del Sol Levante ma senza la scelta delle mete giuste e una copertura sanitaria adeguata, la gita della vita può riservare spiacevoli imprevisti.
Boom di viaggi in Giappone
(guida alla sopravvivenza tra overtourism e piccole insidie finanziarie)
a cura della Redazione de lastampa.it
(pubblicato su lastampa.it il 17 febbraio 2026)
Da sempre i turisti occidentali considerano il Giappone come il “viaggio dei sogni”. Ma nel biennio 2025-2026, complice lo yen debole, la riapertura totale post-pandemica e il moltiplicarsi dei contenuti social sulla destinazione, il Paese del Sol Levante ha smesso di essere solo un sogno ad occhi aperti, per trasformarsi nella meta (reale) più richiesta e prenotata da milioni di viaggiatori che, però, convergono tutti simultaneamente su tre città principali: Tokyo, Kyoto e Osaka, generando livelli di affollamento da record.
Per affrontare un viaggio durante questo periodo storico, che gli esperti di viaggio hanno già battezzato il “boom giapponese”, ci vogliono strategia, preparazione logistica e una protezione adeguata. Il sistema giapponese, infatti, per quanto efficiente, quando è messo sotto stress può diventare complesso da gestire, soprattutto in caso di imprevisti, e se si improvvisa, tra folla e piccole insidie, il “viaggio dei sogni” può trasformarsi in un vero incubo finanziario.
Mete alternative contro l’overtourism
Per sfuggire al turismo di massa occorre ridisegnare l’itinerario di viaggio e puntare verso destinazioni inedite, come le regioni di Tohoku e Kyushu. A nord di Tokyo, il Tohoku offre paesaggi montani, onsen termali e città storiche come Sendai e Aizu-Wakamatsu, con pochi turisti occidentali, esperienze culturali autentiche e costi degli alloggi dimezzati rispetto alla capitale giapponese. All’estremo sud, il Kyushu vanta vulcani attivi, metropoli moderne come Fukuoka e città portuali come Nagasaki. Per migliorare il viaggio, ridurre al minimo lo stress logistico e il rischio di eventuali imprevisti, lo Shinkansen (il famoso treno proiettile) è la soluzione migliore per muoversi velocemente e comodamente tra le città principali, ottimizzando costi e qualità dell’esperienza. E per viaggiare leggeri, il servizio Takkyubin (la spedizione dei bagagli da hotel a hotel) offre la possibilità di spedire una valigia grande che arriverà il giorno successivo in qualsiasi hotel giapponese, al costo limitato di 1.500-2.000 yen (circa 10-13 euro).
Una protezione sanitaria ad hoc
Gli alti costi degli ospedali privati, gli unici utilizzabili dai turisti stranieri (un ricovero di tre giorni può costare fino a 30.000 euro), e la barriera linguistica rendono l’eccellente sistema sanitario giapponese, inaccessibile senza polizze assicurative specifiche. Per il Giappone, la copertura progettata ad hoc da Frontier Assicurazioni Viaggio, prevede massimali molto alti per le spese mediche, la copertura fino a 180 giorni di ricovero, la possibilità del pagamento diretto alle strutture ospedaliere, una centrale operativa disponibile 24/24 e 7/7 con personale in italiano, la sottoscrizione digitale immediata (anche il giorno prima della partenza tramite smartphone) e una trasparenza totale su massimali, esclusioni e procedure. Inoltre, è bene includere l’assistenza per ritardi o interruzioni causati da eventi naturali imprevisti, non rari in Giappone, come tifoni, terremoti o eruzioni vulcaniche. E scaricare app di allerta precoce, ad esempio Nerv o Yurekuru Call, è obbligatorio, non opzionale.
Pagamenti e connessione: come fare?
In un paese ultra-tecnologico come il Giappone, la scelta vincente per gestire al meglio i pagamenti è una combinazione tra gli yen (è sempre utile possedere dei soldi contanti), le carte prepagate ricaricabili come Suica o Pasmo (integrabili in Apple Pay o Google Pay, con un fondo costante di 30.000-50.000 yen in contanti per emergenze e situazioni impreviste) e l’utilizzo degli Atm Seven-Eleven che accettano facilmente carte straniere e sono distribuiti capillarmente su tutto il territorio giapponese. Per la connessione, fondamentale per la traduzione simultanea, la navigazione in tempo reale e per accedere alle app di emergenza, invece, la scelta dipende dalla composizione del gruppo e dall’intensità degli spostamenti giornalieri dei turisti: le eSim offrono attivazione istantanea prima della partenza e costi competitivi per i viaggiatori singoli mentre i Pocket wi-fi sono più efficienti per i gruppi (fino a cinque dispositivi connessi) ma richiedono gestione della batteria durante giornate da dodici ore di spostamenti.



