Grenoble, capitale verde d’Europa

Eric Piolle, il sindaco di Grenoble, spiega come la città francese ha conquistato il primato.

Grenoble, capitale verde d’Europa
di  Giorgio Vincenzi
(pubblicato su huffingtonpost.it il 6 aprile 2022)

La città francese di Grenoble è la Capitale verde europea 2022. Il riconoscimento gli arriva dalla Commissione europea che con questo premio intende incoraggiare le città a diventare più verdi e più pulite e a migliorare la qualità della vita dei loro abitanti. Quattordici sono le città, nessuna italiana, che fino ad oggi sono state per un anno Capitale verde europea. Prima della città francese si sono succedete: Stoccolma, Amburgo, Vitoria-Gasteiz (Spagna), Nantes, Copenaghen, Bristol, Lubiana, Essen (Germania), Nijmegen (Olanda), Oslo, Lisbona, Lahti (Finlandia) e nel 2023 toccherà a Tallinn, capitale dell’Estonia.

Grenoble – che conta 160 mila cittadini ed è il cuore di una metropoli di 450 mila abitanti – negli anni è riuscita a mettere in atto molte iniziative contro i cambiamenti climatici e per il benessere delle persone. Dal 2005 si è dotata di un Piano per il clima riducendo le emissioni di gas serra del 25% con l’obiettivo di arrivare al 50% entro il 2030. Entro quest’anno produrrà l’equivalente del consumo dei suoi abitanti in energia rinnovabile, a zero emissioni di carbonio e zero nucleare. E ancora. Le mense scolastiche acquistano almeno il 60% (il 95% gli asili nido) dei loro prodotti localmente o da fattorie biologiche. Dal 2014 sono stati messi a dimora più di 5.500 alberi e l’obiettivo è di arrivare a 10 mila prima del 2030.

A guidare l’amministrazione comunale di Grenoble dal 2014 è Eric Piolle, 49 anni, ingegnere, dei Verdi.

Piolle, che cosa comporta per la città essere Capitale verde europea 2022?
“Significa essere la vetrina della transizione ecologica dell’Europa per un anno. È un titolo che ci onora, certo, ma è anche una grande responsabilità, così come un incoraggiamento ad accelerare e andare oltre per trasformare la nostra vita. La posta in gioco è alta, così come la nostra volontà di agire con delle iniziative che stiamo lanciando per diventare un territorio a zero emissioni di carbonio entro dieci anni. Per raggiungere questo obiettivo ci affidiamo alla scienza e Grenoble è orgogliosa di contare su ricercatori e professionisti innovativi. Per sostenere questo anno di Capitale verde è stato creato un consiglio scientifico con l’incarico di gestire le controversie, garantire un buon livello di dibattito pubblico e perfezionare le decisioni prese dagli amministratori”.

In concreto com’è cambiata la vita dei cittadini?
“Da quando sono sindaco la città è molto cambiata. Il centro città è stato completamente ridisegnato, sono state realizzate aree verdi, la condivisione dello spazio pubblico è stata riequilibrata a favore della mobilità dolce per combattere le ‘isole di calore’, l’inquinamento atmosferico, ma anche per rendere la città più piacevole. Il Piano scolastico messo a punto ha permesso la costruzione di nuovi edifici e la ristrutturazione di una quindicina di scuole o mense scolastiche. Le future generazioni sono una delle nostre priorità. Dall’anno scorso abbiamo promosso lo sviluppo di ‘piazze per bambini’ poste davanti a ogni scuola, chiuse al traffico automobilistico. Siamo fortemente impegnati nella lotta contro le disuguaglianze sociali.

Quali vantaggi ha tratto l’economia locale dalla transizione ecologica in atto?
“A Grenoble difendiamo i negozi contro i giganti del web e i centri commerciali che stanno trasformando le nostre città in deserti. Questo comporta campagne di sensibilizzazione sulla necessità di acquistare localmente, così come un lavoro di trasformazione del centro città per renderlo più accogliente e invitante. Ma anche il sostegno alla realizzazione di progetti privati come quelli dell’Orangerie o dell’Institut Dolomieu, ex edifici emblematici dove saranno creati rispettivamente una sala gourmet e un luogo di alloggio e ristorazione. Oppure l’esperimento Pop’up République, un negozio nel cuore della città dedicato al commercio responsabile e locale”.

Come state concretamente agendo per abbattere l’inquinamento delle auto e del riscaldamento domestico?
“Il traffico automobilistico e il riscaldamento a legna sono le due principali fonti di inquinamento dell’aria di Grenoble. L’inquinamento causa la morte di una persona ogni tre giorni nella nostra città. Questo è insopportabile. Uno studio recente del CNRS (Centro nazionale di ricerca scientifica) ha mostrato che se sostituissimo tutti gli impianti a legna inefficienti e riducessimo il traffico di un terzo, potremmo ridurre di due terzi la mortalità legata all’inquinamento atmosferico. Ci sono circa 12 mila impianti a legna non efficienti nell’abitato e quindi noi agiamo informando e contribuendo all’aiuto fornito dallo Stato per la conversione di questi impianti. E dando la priorità alle famiglie più povere che beneficiano del cento per cento del costo della sostituzione.

Per quanto riguarda i flussi di auto, la sfida è incoraggiare gli automobilisti a cambiare le loro abitudini attraverso aumento dell’offerta del trasporto pubblico, pedonalizzazione, creazione di piste ciclabili sicure e di parcheggi di interscambio alla periferia della città, strade pedonali davanti a ogni scuola della città, ecc. La Low Emission Zone che presto sarà istituita vieterà gradualmente la circolazione dei veicoli diesel e poi, speriamo, quelli a benzina”.

L’elettrico che ruolo gioca nella mobilità sostenibile?
“L’elettricità ha ovviamente il suo ruolo, così come il biogas prodotto localmente. Ma la priorità è che le famiglie si liberino delle loro auto e si rivolgano alla bicicletta, al trasporto pubblico, al car-sharing e al car-pooling. Centocinquanta auto condivise, che ben presto diventeranno duecento, sono già disponibili in città. Abbiamo anche creato la prima corsia in Francia di car-sharing in autostrada. È imperativo ridurre la nostra dipendenza dall’auto privata che è costosa per il bilancio familiare e incide negativamente sulla salute e sul clima”.

Tra le azioni messe in atto per togliere il traffico dalla città lei ha dato grande importanza all’impiego della bicicletta. Grenoble è la prima città francese per il pendolarismo su due ruote. Com’è riuscito a far lasciare a casa l’auto ai cittadini che vengono dai paesi limitrofi?
“Grenoble è stata recentemente nominata capitale francese della bicicletta per la terza volta di seguito. Da un lato, noi beneficiamo di una geografia favorevole all’impiego della bici perché abbiamo pochissimi dislivelli. Dall’altro, abbiamo creato strutture specifiche per i ciclisti con piste ciclabili sicure, in particolare sulle strade principali abbiamo 25 km di Chronovélos (che si basa sulla stessa logica del trasporto pubblico; gli assi Chronovélo sono identificati da un numero e ogni area di servizio riporta, come le fermate dell’autobus, un nome in modo che i ciclisti possono orientarsi più facilmente, ndr). Questa rete dovrebbe raddoppiare entro il 2025. Ma le infrastrutture non sono tutto. Dobbiamo accompagnare il cambiamento. Insieme alle associazioni locali, offriamo corsi su come andare in bicicletta, come salire o scendere dalla bicicletta. C’è un desiderio e una domanda reale da parte dei residenti per un mezzo di trasporto sano, efficiente e affidabile”.

Molta attenzione è stata riservata alla biodiversità. Come la state proteggendo?
“La biodiversità è parte integrante delle nostre città. La presenza di parchi e piante è un fattore importante per il nostro benessere. Per esempio, nella maggior parte dei nostri parchi abbiamo attuato una gestione naturale degli spazi: in certe zone, in collaborazione con i residenti, lasciamo che la natura si sviluppi senza intervento umano. E i risultati ci sono con molte specie di insetti e piccoli mammiferi che si insediano e prosperano! I nostri operatori sono stati formati in tecniche di gestione della natura dalle associazioni naturalistiche. La città è anche coinvolta nell’iniziativa nazionale Eco-Jardin, che premia gli spazi verdi gestiti in modo ecologico. Inoltre, facciamo attenzione alla fauna notturna utilizzando un’illuminazione adeguata”.

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