Martedì 20 febbraio 2024, alle ore 18.30, a Milano nei locali di Green Media Lab, via Tertulliano 68, grande presentazione del progetto CAI Eagle Team: agli appassionati, alla stampa e agli operatori delle aziende produttrici di articoli per montagna e alpinismo. L’incontro è organizzato da Sherpa e Outdoor Magazine.
Partito ai primi di aprile del 2023 con la selezione dei futuri partecipanti (tra una quarantina di pretendenti), oggi il progetto CAI Eagle Team è composto daglli 11 ragazzi e 4 ragazze selezionati, che ormai hanno alle spalle ben tre settimane di formazione e sono fermamente decisi a continuare la loro esperienza che li porterà a fine 2024 ad una spedizione alpinistica in Patagonia.
Alla presentazione, coordinata da Alessandro Gogna, parteciperanno i due ideatori del progetto, cioè il responsabile Matteo Della Bordella e il presidente generale del CAI, Antonio Montani. Completa l’incontro la presenza di Alessandra Prato, cioè una delle quattro ragazze dell’Eagle Team.
L’autoresponsabilità
Questo tema è stato affrontato e dibattuto giovedì 25 gennaio 2024 al Messner Mountain Museum Ortles di Solda. Assieme a Reinhold Messner e ai componenti del team erano il tutor Marco Majori, il presidente generale del CAI Antonio Montani e Matteo Della Bordella.
Il grande scalatore ha voluto incontrare i membri del team, per conoscerli e poter trasmettere la propria visione, maturata in decenni di alpinismo, a quelli che sono e saranno gli alpinisti del domani. Messner si è intrattenuto a lungo con il gruppo, soffermandosi sugli aspetti culturali della pratica alpinistica e ascoltando a sua volta i racconti dei primi importanti exploit e dei progressi del gruppo.
“Gli alpinisti di oggi e di domani devono dedicare anima e corpo all’alpinismo dell’autoresponsabilità”: le parole di Reinhold Messner hanno ispirato i ragazzi e le ragazze del progetto Eagle Team. “Vorrei che voi giovani seguiate la cultura dell’alpinismo tradizionale, basata sul concetto di conquista e sulla rinuncia, contro l’alpinismo turisticizzato e di massa di oggi”, ha dichiarato Messner.
“L’incontro con Reinhold Messner rappresenta un momento di grande importanza per il progetto CAI Eagle Team. I valori che hanno animato l’alpinismo di Messner sono da sempre anche quelli del Sodalizio. l concetti di limite e responsabilità devono guidare le imprese e le carriere degli alpinisti di oggi e di domani, sempre nel grande rispetto dell’ambiente montano”, afferma il Presidente generale Antonio Montani.
La terza settimana di Eagle Team
Pochi giorni dopo ha avuto inizio la terza settimana di CAI Eagle Team, dedicata al ghiaccio, a Kandersteg, nell’Oberland Bernese, dal 28 gennaio al 3 febbraio 2024.
Oltre a Della Bordella, erano presenti i tutor Ezio Marlier, Nicola Tondini, Luca Moroni, Roger Schaeli, Silvan Schüpbach, Angelika Rainer e Francesco Ratti.
Kandersteg è un vero e proprio tempio del ghiaccio, che quest’anno si è subito presentato non in condizione ottimale, con una sfida in più per i ragazzi e le ragazze: trovare le migliori linee. “Qui si è visto il vero talento”, commenta Della Bordella. “Con le condizioni che abbiamo incontrato sono molto soddisfatto dei risultati che il gruppo è riuscito a portare a casa, dimostrando di avere occhio e capacità di muoversi anche in ambiente severo e difficile”.
Tra le diverse ripetizioni realizzate dai ragazzi e dalle ragazze, citiamo la via Muttology e la Taschen Kombo, entrambe sullo Stockhorn nelle Prealpi Bernesi, senza dimenticare il Verschneidung al Fisistock nelle Alpi Bernesi. Alessandra Prato, Camilla Reggio e Lorenzo Toscani insieme a Ezio Marlier, presidente dell’Unione valdostana Guide alpine, hanno invece trascorso due giornate a Valsavarenche, in Valle d’Aosta. Alessandra ha aperto un tiro impegnativo con chiodatura a viti da ghiaccio e fix, mentre Camilla e Lorenzo hanno aperto una via a più tiri in stile tradizionale.
Oltre all’arrampicata, spazio anche ai momenti di formazione. Insieme a Nicola Tondini e ad Angelika Rainer, i ragazzi hanno potuto approfondire le tecniche di salita su ghiaccio e il dry-tooling, una tecnica di salita, con piccozze e ramponi, su roccia. Le serate didattiche invece, sono state curate da Marlier, pioniere della moderna arrampicata su ghiaccio e misto, che ha raccontato la storia e l’evoluzione della disciplina, dalle sue origini ai giorni nostri.





Il CAI deve abbracciare tutta la platea degli appassionati di montagna, dall’alpinismo di élite (applauso per l’iniziativa CAI EAGLE TEAM) giù giù fino ai “cannibali”, sui quali si DEVE lavorare a fondo per educarli e farli crescere a livello di frequentatori (seppur di sul piano tecnico) maturi e consapevoli della montagna. Il CAI attuale, con una dirigenza apicale molto dinamica rispetto agli ultimi 2-3 decenni, mi pare ben indirizzato e si occupa tanto dei livelli d’élite quanto dei livelli medi o medio-bassi (che, numericamente, compongono la grande pancia sociale del CAI).
Scusate, ma quella sala piena di animali impagliati è il Messner Museum di Solda? Mi pare l’antro di un ristorante per bracconieri…