Non è imitare gli animali, ma recuperare il modo in cui il corpo è nato per muoversi. Un allenamento completo, senza attrezzi, che migliora forza, mobilità e concentrazione, con benefici anche per la schiena.
Muoviti come un animale
(l’Animal Flow mette tutti ‘a 4 zampe’ e rende più forti)
di Irma D’Aria
(pubblicato su repubblica.it/salute il 30 aprile 2026)
Prima ancora di imparare a stare seduti, ci muovevamo in modo istintivo. Strisciavamo, gattonavamo, ruotavamo il corpo a terra usando mani e piedi senza pensarci. Con la crescita, però, quei movimenti sono stati progressivamente abbandonati, sostituiti da posture rigide, sedentarietà e gesti ripetitivi.
L’Animal Flow nasce proprio da questa osservazione. L’idea di fondo è che il corpo umano funzioni meglio quando recupera schemi di movimento primitivi. Non si tratta di imitare esteticamente gli animali, ma di riprendere la logica con cui si muovono: stabilità, coordinazione, capacità di adattamento e forza distribuita sull’intero corpo.
Che cos’è l’Animal Flow
L’Animal Flow è un metodo di allenamento a corpo libero ideato da Mike Fitch negli Stati Uniti circa quindici anni fa. Si basa su movimenti eseguiti prevalentemente a terra e in quadrupedia, in appoggio su mani e piedi. Il corpo lavora come un’unità unica, senza isolamento muscolare, attraverso catene cinetiche complete.
“Animal Flow non significa muoversi come gli animali. È un sistema di training pensato per sviluppare al massimo le prestazioni dell’animale umano, portando il corpo a esprimere al meglio le sue capacità di movimento”, chiarisce Gabriele Montingelli, trainer Level 2 e Regional leader per l’Italia del metodo Animal Flow.
Sequenze fluide di movimenti
Il sistema è strutturato e comprende diverse categorie di movimenti che includono mobilizzazioni articolari (in particolare dei polsi), attivazioni uscolari, stretching specifici, movimenti in spostamento e transizioni. Questi elementi possono essere combinati tra loro in modi diversi, rendendo l’allenamento altamente personalizzabile.
“I movimenti – spiega Montingelli – vengono collegati in sequenze fluide chiamate flow. Non ci sono pause nette, ma passaggi continui che richiedono controllo, mobilità articolare e consapevolezza. A seconda dell’esecuzione, una sequenza può essere lenta e controllata, oppure rapida e intensa. Le stesse sequenze se eseguite lentamente allenano equilibrio e forza, mentre se diventano veloci e ripetute più volte si trasformano in un vero e proprio allenamento cardiovascolare”.
Benefici per il corpo
Dal punto di vista fisico, l’Animal Flow migliora forza, mobilità, coordinazione e stabilità articolare in modo simultaneo. Il lavoro in quadrupedia attiva profondamente il core, in particolare trasverso dell’addome e obliqui, che devono stabilizzare il corpo in ogni fase del movimento. La muscolatura della schiena, come erettori spinali e gran dorsale, è costantemente impegnata per mantenere allineamento e controllo.
“Le spalle – prosegue l’istruttore – sono fortemente sollecitate attraverso deltoidi, trapezio e cuffia dei rotatori, così come braccia e avambracci nei movimenti di sostegno e spinta. Anche la parte inferiore del corpo lavora in modo continuo: glutei, quadricipiti, ischiocrurali e polpacci entrano in gioco durante accosciate, spostamenti e transizioni”.
Più stabilità e attivazione muscolare
Dal punto di vista scientifico, diversi studi sul Quadrupedal Movement Training – categoria in cui rientra l’Animal Flow – mostrano miglioramenti nella qualità del movimento funzionale (FMS), nell’ampiezza di movimento di anche e spalle e nella stabilità articolare dopo programmi di allenamento strutturati. Alcune ricerche indicano anche un aumento dell’attivazione muscolare rispetto a esercizi statici tradizionali e benefici sulla propriocezione articolare e sulla flessibilità cognitiva. “È stato inoltre osservato – aggiunge Montingelli – che l’Animal Flow può contribuire alla riduzione del dolore alla schiena, grazie al miglioramento della mobilità della colonna vertebrale e al rinforzo dei muscoli stabilizzatori profondi”.
I benefici per la mente
Uno degli aspetti più interessanti dell’Animal Flow è l’elevata connessione mente-corpo. Ogni sequenza richiede attenzione, presenza e coordinazione. Il cervello è costantemente coinvolto nel controllo neuromuscolare, riducendo il movimento automatico e migliorando la consapevolezza corporea. “Serve molta concentrazione”, evidenzia Montingelli. “Questo tipo di lavoro ha ricadute positive anche a livello cognitivo, perché il corpo e il sistema nervoso sono continuamente stimolati”.
Il dispendio energetico
Dal punto di vista metabolico, l’Animal Flow è considerato una forma di allenamento cardiovascolare a intensità adattabile, che può variare dal moderato all’intenso in base a velocità, durata e complessità delle sequenze. “L’American College of Sports Medicine (ACSM) – prosegue l’istruttore – lo riconosce come attività con un dispendio energetico significativo, anche se non esiste un valore calorico standard valido per tutti”.
I movimenti: ispirazione funzionale, non imitazione
I nomi dei movimenti richiamano animali come orsi, granchi o scimmie, ma il riferimento è funzionale. Nel Bear Crawl, per esempio, si cammina su mani e piedi mantenendo il bacino alto e il core attivo. L’obiettivo è sviluppare coordinazione incrociata, stabilità e precisione, non “assomigliare” a un orso. Nel Crab Reach il corpo ruota e si apre lateralmente, mobilizzando la colonna in estensione e rotazione e allungando la catena muscolare anteriore. Il Travelling Ape, invece, parte da uno squat profondo e utilizza l’appoggio delle mani per generare spostamenti laterali, allenando forza, mobilità e controllo delle anche e delle spalle. Questi movimenti vengono sempre collegati tra loro in sequenze fluide, rendendo l’allenamento continuo, stimolante e completo.
A chi è adatto e quando fare attenzione
L’Animal Flow è indicato per chi cerca un allenamento funzionale, completo e senza attrezzi, per sportivi che vogliono migliorare controllo motorio e mobilità, ma anche per persone sedentarie che desiderano recuperare capacità di movimento perse nel tempo.
“Il metodo – spiega Montingelli – è altamente scalabile. Esiste una fase di apprendimento deconstructed in cui i movimenti vengono semplificati e adattati al livello individuale. Questo rende l’Animal Flow accessibile a molti, pur restando impegnativo all’inizio. È però necessaria cautela in presenza di problematiche a polsi, spalle o colonna vertebrale, poiché il carico sugli arti superiori è elevato. Non a caso una parte fondamentale di ogni sessione è dedicata al riscaldamento e al rafforzamento progressivo di polsi e spalle, con benefici a lungo termine sulla stabilità articolare”.


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