Nessuna trasparenza

La situazione è deplorevole, vi è un mancato rispetto da parte di SIMICO degli accordi intrapresi con Common – Gruppo Abele e 8 associazioni ambientaliste nazionali il 3 luglio 2024.

Nessuna trasparenza
di Luigi Casanova

Nel rispetto degli accordi internazionali, dossier di candidatura, carta di Aarhus, e leggi nazionali sulla trasparenza, SIMICO (la società PUBBLICA che gestisce gli appalti e gestione delle opere olimpiche, ben 94) ha pubblicato su nostra iniziativa e in base all’accordo del 3 luglio 2024 il portale delle varie opere: progettazione, gare di appalto, affidi diretti, inizio e termine lavori, costi, subappalti).

L’accordo condiviso il 3 luglio 2024 fra Libera, Gruppo Abele e 20 associazioni ambientaliste e sociali prevedeva la pubblicazione di un portale aperto a tutti dove SIMICO si impegnava ogni 45 giorni all’aggiornamento della situazione dei diversi cantieri. L’incontro faceva seguito alla assemblea indetta da Libera a Pieve di Cadore il 14 maggio 2024 alla presenza delle 8 maggiori associazioni nazionali e coordinata dal giornalista Gian Antonio Stella.

Ad oggi, dall’ultimo aggiornamento, sono passati 100 giorni e Simico non aggiorna più il portale, nonostante le molte gare, anche con affido diretto, maturate in questo lungo periodo.

Quindi, ad oggi, non c’è più alcuna notizia su progettazione, gare di appalto, affidi diretti, ditte che hanno vinto l’appalto e eventuali subappalti, inizio e termine lavori, situazione dello stato di avanzamento… In più il portale era già di per se stesso di relativa trasparenza perché erano assenti tutte le informazioni riguardo agli aspetti ambientali, rispetto delle leggi nazionali sul tema, accordi internazionali, eventuali deroghe.

Era stata proprio SIMICO ad aver rifiutato l’inserimento di notizie relative al tema ambiente in quanto considerate di rilievo governativo e comunque politico.

Siamo a conoscenza di come il governo stia tentando di prorogare la scadenza dell’impegno di SIMICO al 2033 (decreto economia) e di come il presidente della Repubblica stia provando a far recedere il governo da tale assurda scelta (le funzioni di SIMICO scadono il 31 dicembre 2026, legge olimpica 2020).

Trasparenza messa in standby, gli aggiornamenti promessi saltati. Contro i rischi di malaffare e la deregulation la vera sfida olimpica oggi è il diritto di sapere.
(comunicato stampa di Open Olympics 2026, Roma, 31 luglio 2025)

“Sono trascorsi cento giorni dall’ultimo aggiornamento del portale Open Milano Cortina, la piattaforma messa a disposizione da Simico S.p.A. per garantire trasparenza sullo stato di avanzamento delle opere legate al Piano delle Opere relative ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali 2026”. A lanciare l’allarme è l’iniziativa Open Olympics 2026, promossa da Libera insieme a una rete di venti associazioni nazionali e locali, impegnate per la trasparenza e l’accesso ai dati pubblici relativi ai XXV Giochi. Il portale, attivo da ottobre 2024 anche in risposta alla stessa campagna, dovrebbe prevedere un aggiornamento dei dati “ogni 45 giorni”, come si legge sul portale stesso. Tuttavia, l’ultimo aggiornamento risale al 22 aprile 2025. Da allora, nessuna nuova informazione è stata pubblicata.

“Due scadenze di aggiornamento sono ormai saltate”, sottolineano i promotori della campagna. “Ci aspettavamo che tale attesa si dovesse a un potenziamento della qualità e della completezza dei dati, ma l’attesa sta diventando decisamente lunga. La nostra campagna sostenuta da realtà ambientaliste, sociali, accademiche e locali, continua a chiedere ciò che è previsto per legge: chiarezza su costi, cantieri, appalti. Contro il malaffare e la deregulation la vera sfida olimpica oggi è il diritto di sapere. In una fase cruciale come questa – continuano gli organizzatori – e a pochi mesi dall’avvio dell’evento, è fondamentale garantire trasparenza, piena accessibilità alle informazioni e possibilità di monitoraggio civico. Invitiamo al più presto alla ripresa delle pubblicazioni, assicurando dati aggiornati, completi e coerenti con gli impegni assunti e le richieste di Open Olympics 2026”. Auguriamo  – concludono i promotori della campagna – che, stante alle ultime notizie di indagini e inchieste che vedono coinvolte anche opere legate a Olimpiadi e Paralimpiadi, ogni ente a diverso titolo ingaggiato nella vicenda dei Giochi garantisca piena rendicontabilità e trasparenza”.

Le associazioni, infine, segnalano alcune criticità informative ancora non risolte. “Il numero delle opere riportate si ferma a 94, come previsto formalmente dall’ultima riformulazione Piano, ma mancano le opere connesse che, pur essendo funzionalmente legate all’evento, non sono incluse (o non sono incluse più) nel piano ufficiale.
I dati economici pubblicati – continuano i promotori –  fanno poi riferimento ai soli valori a base d’asta indicati nel decreto del 2023, ma non aggiornano i costi reali o le eventuali variazioni di spesa, rendendo di fatto la rendicontazione non aggiornata”.

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