Novembre ai Laghi del Seone

Novembre ai Laghi del Seone
di Carla Tabone
(pubblicato su camoscibianchi.wordpress.com il 14 novembre 2025)

Mi piace identificarmi come un larice di alta quota, isolato, che guardandolo ti chiedi come possa essere finito lì. Da piccola piantina non è cresciuto molto ma è robusto, ha saputo resistere ai gelidi inverni, alle tormente, alle estati scarse di piogge. E’ lì, affezionato al suo luogo e ne è orgoglioso!

Ho la montagna nel cuore fin da bambina, le mie radici sono nelle Valli di Lanzo, quelle sono le “mie montagne” nonostante abbia percorso tanti altri sentieri.

In giovane età sono stata iscritta al CAI di Lanzo e tutt’ora ricordo le belle gite, anche impegnative, i trekking, ricordo nevai e ghiacciai purtroppo scomparsi o arretrati. Poi ho avuto un periodo in cui ho fatto altre cose, sempre circondata dalla natura e dagli animali, e negli ultimi anni nuovamente il ritorno alla montagna.

Mi sono riscritta al CAI di Lanzo per un affetto associato ai bellissimi momenti trascorsi in gioventù ma è solamente da un anno che partecipo alle escursioni sociali. Posso veramente dire che è stato un arricchimento culturale ed anche umano; la montagna, dai sentieri che percorro, dalle rocce, dai pianori ai pascoli in alta quota, è un museo a cielo aperto: sta a noi scoprirne il grande valore, anche con l’aiuto di persone competenti che mettono a disposizione il loro sapere.

Ho così conosciuto un ambiente di belle persone, tra queste una ragazza che come me ama la montagna dimenticata, una montagna fatta anche d’inquietanti silenzi e così in una domenica di novembre decidiamo di salire ai Laghi del Seone, che si trovano in Val Grande di Lanzo.

In bassa valle il tempo è nuvoloso ma siamo fiduciose perché le previsione prevedono bel tempo.

La Val Grande di Lanzo ripresa salendo nel Vallone di Vassola

Alle 8.20 arriviamo a Vonzo ancora avvolto nel grigiore mattutino e qui lasciamo l’auto. Saliamo su di un tappeto di foglie dai caldi colori autunnali e arriviamo alla bellissima borgata Chiappili e di lì ci dirigiamo verso il Vallone di Vassola. Voltiamo lo sguardo a valle, il sole sorgendo dirada la nebbia mattutina, il vallone ci abbraccia a mantella e poi ci lascia andare a quote più elevate.

Sul nostro cammino le baite abbandonate sono la testimonianza di una montagna viva: è d’obbligo una piccola sosta per uno sguardo all’interno, forse per toglierle un po’ da loro torpore?

Alpe Balmot 1889 m nel Vallone di Vassola

Riprendiamo a salire e a quota 1800 metri il nostro chiacchierare disturba un gruppetto di pernici, alcune volano via, altre zampettano sulla pietraia; attorno a noi le piantine di mirtilli, ormai rattrappite dal freddo, ma con ancora i piccoli e dolci frutti, sono una prelibatezza per questi timorosi animaletti.

Giunte in prossimità del bivacco “Cecilia Genisio”, un lieve sibilo mi fa alzare lo sguardo verso un’altura rocciosa alla nostra sinistra. Impossibile che sia una marmotta, ormai sono in letargo, ma ecco che due occhioni di un camoscio ci osservano curiosi: un piccolo nostro movimento e già fugge, un breve attimo ma un’intensa emozione!

Gli incontri non sono ancora terminati: ormai è tarda mattinata, siamo quasi ai laghi, l’aria è ferma, il cielo di un azzurro violento pare toccarlo ed ecco che un puntino sempre più visibile, con due ali enormi, ruota silenzioso su di noi: in questi eleganti volteggi i raggi del sole sfiorano il suo petto, notiamo il suo colore ocra e le piume del collo bianche. Impossibile non riconoscere il gipeto!

Lago inferiore del Seone 2520 m
Lago superiore del Seone 2547 m

Oggi la montagna si è manifestata pienamente a noi in tutto il suo splendore, con il suo abito autunnale. Ci scambiamo le nostre riflessioni durante la sosta per un panino: siamo sedute sulla riva del Lago Superiore, ormai ghiacciato, e sul nostro lato c’è un lieve velo di neve tra le pietraie che lo circondano mentre sul lato esposto a sud l’erba olina, con il riflesso dei pallidi raggi autunnali, pare una colata d’oro.

Carla Tabone

La felicità è un attimo anche in una domenica di novembre a 2540 metri!

Un piccolo commento riguardo al sentiero che abbiamo percorso: è ben segnalato e bollinato e l’attraversamento su pietre levigate e scivolose del Rio Vassola è stato messo in sicurezza grazie ad una robusta corda. E’ doveroso quindi un GRAZIE alle persone che non si risparmiano, agevolando e rendendo sicure le nostre escursioni!!

Sentiero 324 della Val Grande di Lanzo. Guado sul Rio Vassola 1940 m.

Un po’ di me
Vivo fortunatamente in un luogo con i sentieri “a portata di mano “ ma sono anche originaria delle Valli di Lanzo, la bellissima Val d’Ala.
Da bambina, e fino all’età dell’adolescenza, stavo per diversi mesi su quelle alture, sugli alpeggi dei nonni materni circondata dalla natura e dagli animali.
E’ proprio da questo periodo che, come un piccolo germoglio, nasce il mio immenso amore per la montagna e le sue creature.
Mi piace leggere, adoro gli animali e soprattutto mi auguro di avere sempre, nel resto della mia vita, lo sfondo della nostra stupenda catena montuosa.

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