Olimpiadi Milano-Cortina: cambiare registro

Le immagini che pubblichiamo della guida alpina Enrico Veronese e di Diego Gaspari Bandion parlano chiaro. Sostenibile è qualcosa che non dovrebbe lasciare tracce permanenti ma a Cortina è già evidente che non sarà così.

Olimpiadi Milano-Cortina: cambiare registro
(almeno non prendiamoci in giro usando la parola sostenibilità)
di Pietro Lacasella
(pubblicato su ildolomiti.it il 5 settembre 2022)

Il maldestro tentativo di decorare i giochi olimpici invernali “MilanoCortina2026” con la medaglia alla sostenibilità ambientale strappa al contempo un sorriso e una lacrima. Un sorriso per la goffaggine con cui si sta cercando di ingentilire un evento ad altissimo impatto economico e ambientale; una lacrima per la valenza semantica di alcune parole, di giorno in giorno ridotta o alterata dall’utilizzo fuorviante che si fa di esse.

Foto: Diego Gaspari Bandion

Se un’operazione sostenibile, nel realizzarsi, non dovrebbe lasciare tracce indelebili e permanenti, allora MilanoCortina2026 non sarà un evento sostenibile. Gli interventi in corso di realizzazione e quelli annunciati andranno infatti a modificare il territorio. Esserne consapevoli, o meglio, ammetterlo potrebbe rappresentare un primo, significativo, passo verso una maggiore trasparenza. 

Foto: Enrico Veronese

Manipolare volontariamente il significato delle parole a scopi promozionali rischia invece di favorire un’atmosfera torbida e pericolosa, capace di giustificare interventi contestualmente scorretti.

Cortina, così come l’intera conca ampezzana, deve la sua fama internazionale all’eccezionalità estetica del territorio in cui è inserita. In esso sono infatti disposti con l’eleganza del miglior scenografo tutti gli elementi che, nel tempo, hanno reso la montagna una geografia culturalmente apprezzata; una geografia capace di attrarre ogni anno migliaia di visitatori. Pretendere un registro narrativo più rispettoso da parte degli organizzatori non dico che potrebbe azzerare l’impatto ambientale dei giochi olimpici, ma quantomeno incentivare una maggiore attenzione verso gli equilibri paesaggistici che rendono unico questo territorio.

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