Ger for Life

Un “viaggio della vita” diverso da qualsiasi vetta o spedizione.

di David Bellatalla

Quando la solidarietà e la cultura camminano assieme, si aprono le porte per rivisitare un paradigma sull’importanza di collaborare per un mondo migliore, un monito che può anche divenire un esempio per molti. Ger for Life (una casa per la vita) è un progetto umanitario rivolto alle ragazze madri senza fissa dimora e ai i loro piccoli, alcuni con diverse disabilità, che vivono nel distretto di Chingeltei nella periferia settentrionale di Ulan Bator, capitale della Mongolia. Questa esperienza che sto vivendo da diversi anni ha determinato una svolta importante nella mia vita, ponendomi in una sorta di cammino esistenziale del tutto nuovo, pregno di significati e di forti emozioni vissute sulla pelle e nel cuore. Dopo aver realizzato molte spedizioni e grandi viaggi e aver ripercorso a piedi le antiche vie carovaniere dell’Asia, non mi sarei mai aspettato di intraprendere un nuovo tipo di viaggio come quello che sto affrontando in questo momento. L’incontro con le ragazze madri della periferia di Ulan Bator, dove queste donne vivono la loro quotidianità, a soli pochi chilometri e allo stesso tempo a distanza di anni luce dai lussuosi appartamenti del centro, è avvenuto per caso, o forse faceva già parte del mio percorso di vita senza che me ne rendessi conto.

Nel 2013 a bussare alla porta della Casa della Speranza, il centro accoglienza che avevo creato con la Mongolian Red Cross e con la onlus Need You ODV di Acqui Terme (AL), rivolto ai “bambini di strada” di Chingeltei, non erano più i piccoli fanciulli; erano le giovani donne che cercavano aiuto per sfuggire a terribili realtà fatte di abusi e violenze, per trovare un riparo, sopravvivere e dare un futuro ai loro piccoli. La Casa della Speranza non poteva davvero accogliere intere famiglie che si presentavano a chiedere aiuto e, di conseguenza, ho preso la decisione di creare qualcosa che potesse rispondere, almeno in parte, a ciò che stavamo vivendo: un programma di aiuti umanitari.

Con la Croce Rossa abbiamo pianificato l’acquisto di un terreno nel distretto di Chingeltei e la costruzione di una Ger Camp (la Ger è la tradizionale tenda dei nomadi mongoli), un luogo protetto dove le ragazze madri e i loro piccoli potessero trovare un’abitazione e condizioni di vita dignitose. L’idea ambiziosa era quella di fornire a una piccola comunità, per due anni, una serie di supporti come una casa, generi di prima necessità, assistenza medica, garanzie per la scolarizzazione dei bambini e un posto sicuro dove crescerli, corsi di formazione per dare la possibilità alle giovani donne di essere economicamente indipendenti.

Per farlo serviva un aiuto, una mano amica. Ci sono voluti tre anni, costellati di tante notti insonni e preoccupazioni assillanti, fino a quando Montura, insieme a tanti volontari italiani, ha preso parte al nostro progetto. Nasce così Ger for Life, con i suoi laboratori di panificazione e di taglio e cucito.

Tra mille difficoltà nella realizzazione, è difficile condividere ciò che abbiamo provato di davvero emozionante nel percorso di quell’esperienza umana che ci ha fatto crescere insieme, operatori e giovani ragazze madri. Un “viaggio della vita” significativo. Abbiamo capito che l’aver contribuito a riportare serenità e gioia nelle vite di queste giovani famiglie è stata la nostra spedizione più importante.

Si è concluso da poco l’ennesimo ciclo biennale in cui la comunità ha vissuto con noi, le famiglie hanno lasciato il campo portando con sé non solo la ger che abbiamo regalato, ma anche la consapevolezza di aver trovato, oltre all’indipendenza economica, la dignità e una concreta speranza di futuro. Vedere nei loro volti quel sorriso ritrovato dopo tanta sofferenza è la prova di quanto importante sia stata l’esperienza vissuta nei due anni trascorsi con noi.

Negli anni, Montura ci ha dato un sostegno economico importante attraverso le donazioni provenienti dalle pubblicazioni dei miei libri. La cultura ha sposato la solidarietà; lo sforzo comune, la tenacia e la collaborazione hanno riportato i sorrisi, la gioia e la consapevolezza che ha reso possibile la speranza per un futuro migliore.

Per chi fosse interessato a fare una donazione al progetto può approfondire qui.

David Bellatalla
Nato a La Spezia, vive e lavora in Mongolia. Antropologo e ricercatore, honor professor presso la Mongolian National University of Science and Technology, membro del comitato scientifico dell’Asian Nomadic Cultures, Mobility and Environment Study Center delle Università di Firenze e di Parma, del CELSO Istituto di Studi Orientali di Genova e dell’International Association for Mongolian Studies di Ulan Bator. È Ambasciatore Culturale della Mongolia dal 2022. Tra il 1987 e il 1988 ha svolto ricerche in Nepal, Ladakh e Tibet e tra il 1989 e il 1991 nell’America del Sud. Ha compiuto la spedizione “Ande 89 – la prima traversata integrale della Cordigliera”. Tra il 1992 e il 1994 ha realizzato la spedizione “Iter Rossicum” lungo le antiche vie carovaniere dell’Asia. Dal 1994 ha iniziato un costante lavoro di ricerca in Mongolia su nomadismo e sciamanesimo. Nel 2013 ha ricevuto la medaglia d’oro dalla Croce Rossa per le sue attività umanitarie in Mongolia. Nel 2018 ha ricevuto il Premio Letterario “Eugenio Montale” per il suo libro Sull’Altipiano dell’Io Sottile pubblicato da Montura Editing.

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