La vicenda della Capanna Cervino, alle pendici delle Pale di San Martino in Trentino. All’origine una norma di sicurezza: la via che porta alla struttura attraversa una pista da sci. «È proibito». «C’è sempre stata».
La “faida” della capanna Cervino
di Stefano Pancini
(pubblicato su corrieredeltrentino.corriere.it il 31 dicembre 2023)
A Passo Rolle, in Trentino a duemila metri di quota, è scoppiata una bufera in una famiglia originaria della Val di Fiemme.
Elena e Laura Mich, l’anno scorso, hanno ristrutturato il loro ristorante malga Cervino, investendo due milioni di euro ma loro fratello Ivo, che è il gestore della vicina Sky Area Castellazzo, da qualche giorno ha chiuso la via d’accesso impedendo, di fatto, l’afflusso di centinaia di sciatori e ciaspolatori.
«È un danno al turismo, il nostro pane quotidiano», affermano le sorelle.
Il 26 dicembre 2023, giorno di apertura dell’impianto, Ivo Mich «ha recintato il perimetro della pista — raccontano le titolari di Capanna Cervino che nel frattempo si sono rivolte ad un legale — eppure, da sempre la gente attraversa quei venti metri di pista prima di riprendere il sentiero che porta a capanna Cervino» alle pendici dalle maestose delle Pale di San Martino.
L’uomo sottolinea che la sua è stata un’azione obbligata dalla legge: «Non è possibile che una strada forestale attraversi una pista. Ho recintato per tutelare sciatori e pedoni e anche perché, se qualcuno dovesse farsi male, ne risponderei anch’io». Tant’è che «la Guardia di Finanza è intervenuta e ha sanzionato i trasgressori».
Ma per le sorelle Mich «questo va a penalizzare i turisti, che vengono scoraggiati a raggiungere la nostra capanna Cervino ma anche la Baita Segantini, i cui titolari, proprio in virtù di questo problema, quest’inverno hanno deciso di rimanere chiusi».
Le due sorelle sostengono di aver speso due milioni di euro per rinnovare la struttura, esistente dal 1931, che dà lavoro ad una dozzina di persone.
«Andrebbero premiate le persone che hanno il coraggio di investire, realizzare posti di lavoro e creare Pil — affermano — Chiediamo alla Provincia Autonoma di Trento di modificare il tracciato della pista per consentire il passaggio dei turisti».
Il nocciolo della questione andrebbe quindi ricercato nel decreto legislativo 40/2021, che — in estrema sintesi — norma anche la sicurezza e gli attraversamenti delle piste da sci, imponendo la chiusura del tratto.
«Nostro fratello ha messo in atto quello che la normativa impone, esercitando un suo dovere», afferma Laura Mich che aggiunge di essere stata informata attraverso gli altoparlanti dell’impianto: “pedoni tornate indietro, non potete attraversare la pista, siete sanzionabili”».
La donna ricorda che «fino a tre anni fa questo problema non sussisteva, poiché la società Castellazzo srl era un’unica entità che gestiva sia il capanna Cervino che gli impianti da sci a Passo Rolle».
Tuttavia, proprio tre anni fa, c’è stata una scissione societaria. «Ora, noi gestiamo il rifugio, mentre Ivo gli impianti, con una società indipendente dalla nostra».
Sul punto parla il fratello. «Sono anni che proponiamo un percorso alternativo per consentire a pedoni e sciatori di raggiungere Capanna Cervino e Baita Segantini, pertanto, se chi gestisce Capanna Cervino dice che il problema sia sorto recentemente, ricordo che ho dovuto mollare Capanna Cervino e scindere la società perché erano sette anni che non andavamo d’accordo proprio perché loro (le due sorelle, ndr) volevano eliminare gli impianti, e lo vogliono tuttora, per avere il passaggio pedonale».


Tutto il mondo è paese. Succede anche nelle migliori famiglie. Parenti serpenti.
Chissà quali altri luoghi comuni sono adeguati per sottolineare quanto sia deleterio il business se sale in quota: il mondo incontaminato della montagna selvaggia viene squinternato come i boschi sotto i colpi della tempesta Vaia.
Se devo scegliere, sto dalla parte del rifugio e propendo per chiudere gli impianti. Ma che farebbe il rifugio senza gli impianti?
Incredibile, Crovella si accorge che se si torna alla “sua” montagna selvaggia per pochi, si procurano bei danni per altri… Meglio tardi che mai…
PS – Comunque il caffè alla Capanna Cervino non è buono (agosto 2023)! Poi, sorelle Mich, Cervino? Con tutto il po’ po’ che avete intorno?
Ma quale ambiente selvaggio uno quando arriva al passo Rolle entra in una scena di guerra case bruciate caserme dismesse e cadenti impianti obsoleti certo quello che sta intorno e bello. Avevano una grande occasione con il progetto di Lorenzo Delladio di creare una cosa unica per bellezza e sostenibilità e l’anno buttata nel cesso, fra qualche anno ci sarà un cimitero.
I conflitti tra parenti sono devastanti…
Comunque la preposizione su cui si fonda la diatriba dovrebbe essere rovesciata: “Non è possibile che una strada forestale attraversi una pista.”, dovrebbe essere “non è possibile che una pista attraversi una stradav (forestale o meno)”!
Da vecchio alpinista ed amante della montagna dico che il business sta distruggendo e devastando tutto. La montagna è in agonia. Pecore divertitevi finché dura!!!
Se la strada forestale e’ stata fatta dopo la pista,, e che attraversa la pista, e’ stato sbagliato fare la strada. Ma se e’ la pista che e’ stata costruita attraversando la pista; e’ sbagliata la pista. E qualora se debba interrompere un percorso già ” esistente legalmente” ma proprio in caso di priorita’; allora si deve trovare un’ alternativa al percorso che verra’ modificato, ma no e’ legale chiuderlo.
Sono stato lì questa estate: quello che ricordo è la strada ben fatta, con i parapetti in curva, non attraversata da quella che potrebbe sembrare (a vista) una pista da sci come quelle che invece si vedono, per dire, a Passo San Pellegrino, larghe e appiattite. Ovvio che posso ricordare male, ma non mi pare… Comunque, guardando Google maps, si vedono sia la strada che le piste. Basterebbe allargare le curve di queste ultime per evitare sovrapposizioni. E per la parte più “problematica” a valle, credo davvero che basti un sottopasso. La vera sovrapposizione è quella della seggiovia, ma non credo sia quello il problema… Comunque, la strada c’è da ben prima degli impianti: “Il rifugio fu costruito da Alfredo Paluselli, figura storica di queste montagne. Guida alpina, pittore, poeta, nato a Ziano di Fiemme nel 1900 ed emigrato giovanissimo in America, fece i lavori più diversi e umili. Tornato in Italia, divenne guida alpina e si trasferì al Passo Rolle, dove nel 1931 costruì la Capanna Cervino, fondò la prima scuola di sci di tutte le Dolomiti (Scuola di neve nautica Leonardo Da Vinci, 1934) e nel 1936 decise di usare i vecchi tronchi di una baita di Bellamonte per costruire, poco sotto la testata della Val Venegia, ai piedi del Cimon della Pala, la Baita Segantini, dove visse fino a pochi giorni prima della morte. Dopo aver tracciato la strada che tuttora collega la baita con il Passo Rolle, trasportò i tronchi uno a uno usando carri e cavalli. Costruì in seguito anche la seggiovia (ora non più esistente) che dal Passo Rolle arrivava comodamente fino alla baita.” (Fonte: Montagna.tv)
Scusa ma non si potrebbe fare un ponte che passa sopra la pista? Un ponte di legno…mi dispiace per la capanna Cervino..è un bel posto si mangia molto bene..e fa un buon caffè ☕. Spero di tornare e di trovare aperto un gran saluto alle proprietarie…tenete duro..arrivederci
Secondo me è solo la gelosia/invidia del fratello: il rifugio lavora e guadagna tutto l’anno, lui solo d’inverno e se non fa troppo caldo… E le piste, se vale il “chi c’era prima” sono ben più recenti della strada…
Capanna Cervino e Baita Segantini: accordo trovato
Soluzione individuata per superare i problemi di Capanna Cervino e Baita Segantini. Questo pomeriggio è avvenuto il confronto fra le parti promosso dall’assessore provinciale al turismo, artigianato, commercio, foreste, caccia e pesca Roberto Failoni, incontro che ha permesso di sbloccare una situazione che rischiava di avere pesanti ripercussioni sulle potenzialità e sull’immagine stessa di una delle località più significative nel panorama dell’offerta turistica trentina.
Il confronto si è concluso con la disponibilità delle parti, a fronte dell’impegno della Provincia a individuare e realizzare per la stagione 24-25 una soluzione definitiva all’accesso alla Capanna, a ripristinare già nei prossimi giorni quella provvisoria che era già stata utilizzata negli ultimi due anni.
In particolare la società Castellazzo srl si è impegnata a realizzare già nei prossimi giorni la soluzione di accesso pedonale: il tutto nel rispetto della sicurezza degli stessi, degli sciatori e delle esigenze delle due attività economiche. Tale disponibilità permetterà pertanto agli ospiti della Capanna la possibilità di accedere ai locali anche durante il periodo di apertura delle piste attraverso un percorso opportunamente indicato che dovrà essere utilizzato esclusivamente per questo scopo.
L’assessore Roberto Failoni al termine della riunione ha espresso soddisfazione per il raggiungimento dell’intesa che permette di salvaguardare gli interessi delle parti ma al tempo stesso quelli della comunità di riferimento. Importante poi aver definito un percorso temporale che già alla fine di questo inverno inizierà ad impostare la soluzione definitiva ad un problema che rischiava di compromettere l’immagine dell’intera zona.