Nel mirino della Procura di Potenza il nuovo impianto di risalita nel comune di Abriola: contestati l’abbattimento di centinaia di piante e la realizzazione di opere senza le necessarie autorizzazioni. Il resto dei lavori prosegue.
Pista da sci sintetica nel Parco dell’Appennino Lucano
(dopo le denunce ambientaliste scatta il sequestro)
di Manlio Lilli
(pubblicato su ilfattoquotidiano.it il 6 settembre 2026)
I carabinieri forestali di Potenza hanno sequestrato il cantiere nel quale sono in corso i lavori per l’ammodernamento del comprensorio Sellata-Pierfaone. Il sequestro è avvenuto nel comune potentino di Abriola, all’interno del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano e della Zona Speciale di Conservazione (Zsc) Faggeta di Monte Pierfaone, della Rete Natura 2000, il principale strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità. Il sequestro è stato disposto dalla Procura del capoluogo lucano con un decreto emesso il 27 agosto 2026 e depositato il 29 agosto 2026, su “un tratto di appena 500 metri, legato unicamente alla sede della nuova seggiovia”, spiega il sindaco di Abriola, Romano Triunfo. Aggiungendo che “il resto dell’opera – che si sviluppa su un raggio di circa tre chilometri – va avanti. I lavori stanno continuando”. A dispetto, continua il sindaco, del “polverone di allarmismi, alimentato da associazioni ambientaliste, politici e una parte della stampa”.
Il sequestro, determinato da una serie di possibili violazioni, dispone il blocco immediato delle operazioni di taglio e scavo, in attesa della convalida o meno da parte del gip. Il progetto prevede innanzitutto una pista da sci sintetica, che con i suoi 480 metri sarà la più lunga d’Italia. In aggiunta, una nuova seggiovia che da 1350 metri arriverà a 1500 metri, dove si collegherà alla seggiovia, esistente, che porta a 1737 metri, punto più alto dell’area sciistica. Ma anche una nuova struttura di servizio, ai piedi della pista, parcheggi, percorsi pedonali e nuovi servizi. Costo stimato di 8 milioni di euro, 6 dei quali finanziati attraverso il Programma operativo complementare del fondo europeo di sviluppo regionale.
Tra i reati contestati ai responsabili del progetto figura il falso ideologico per induzione, poiché nella documentazione presentata per la Valutazione di incidenza ambientale non sarebbe stato indicato il taglio di specie vegetali, poi effettuato su 81 esemplari all’interno della Zsc Faggeta di Monte Pierfaone. Viene inoltre contestato l’inquinamento ambientale per l’abbattimento di 809 piante ad alto fusto, in prevalenza faggi, oltre alla violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio per la realizzazione di opere in assenza della preventiva autorizzazione paesaggistica. Tra le altre ipotesi figurano la violazione della legge sulle aree protette, per la realizzazione di una nuova seggiovia all’interno del Parco nazionale dell’Appennino Lucano senza il preventivo nulla osta dell’Ente Parco sul progetto esecutivo, la distruzione di bellezze naturali e la violazione della normativa urbanistico-edilizia per l’esecuzione di ulteriori opere prive delle necessarie autorizzazioni.
Il provvedimento di sequestro è avvenuto dopo che Legambiente e Wwf hanno denunciato “gravi criticità ambientali e procedurali” e dopo che il M5s in Regione e Cgil Potenza hanno chiesto delucidazioni sulla sostenibilità economica delle opere e i possibili risvolti sull’occupazione. “Il sequestro disposto dalla Procura è un atto che merita la massima attenzione”, dichiara Antonio Nicoletti, responsabile nazionale Aree protette di Legambiente. Aggiungendo che il provvedimento “conferma la necessità di verificare con rigore la correttezza dell’iter autorizzativo e l’impatto ambientale dell’opera”.
Non sembrerebbe avere dubbi il sindaco Triunfo: “Il Comune di Abriola, grazie al rigore del responsabile unico del progetto, l’ingegner Valentino Fellone, a cui esprimo piena solidarietà, e alla macchina amministrativa, ha lavorato giorno e notte operando nella totale trasparenza e rispettando ogni singola prescrizione regionale”. Spiega il sindaco: “Lo abbiamo fatto per azzerare le lungaggini burocratiche con un unico obiettivo, vale a dire completare l’opera entro il 31 dicembre e non perdere un finanziamento decisivo per la nostra terra”. Insomma, Legambiente rivendica “le gravi criticità segnalate” e l’amministrazione comunale si dice rammaricata “per l’allarmismo ideologico”. Mentre la Procura indaga sulle opere che costituiscono “una rivoluzione verde e turistica” per la Regione Basilicata.
Il commento
di Carlo Crovella
Ma come pensano di sciare questi signori? In costume da bagno?
Questa idea, finalizzata a far business sulla base dell’idea di “sciare a tutti i costi”, è ancora più assurda degli Ski Dome, cioè di quei palazzetti chiusi dove si scia su neve artificiale, pur con l’aria condizionata che tiene bassa la temperatura (illudendo di essere sulle vere piste in giornate invernali).
Al netto dei danni ambientali, che non vanno però dimenticati, l’idea è assurda perché si basa su un assioma che è radicalmente sbagliato: cioè quello che, per essere felici, sia sufficiente scendere in velocità (o quanto meno dinamicamente) su un qualsiasi fondo e in qualsiasi condizioni. Ci si illude che sia il movimento in quanto tale a garantire piacere…
Non è così, sciare è fonte di felicità solo se si scia in un contesto pienamente naturale.
Lo dico con amarezza, ma con convinzione, proprio perché sciare è la passione più intensa della mia vita: sciare è vera fonte di felicità e anche di ebbrezza solo se lo si può fare pienamente al naturale, cioè con la neve caduta dal cielo, la temperatura coerente, la luce e i colori adatti (e pochi umani intorno)…
Se ci sono le condizioni giuste (cioè quelle al naturale) si può sciare sia d’inverno che in primavera e perfino d’estate… ma tutto deve essere coerente con il contesto disegnato dalla natura, in qualsiasi stagione dell’anno.
Sennò non è sciare, ma onanismo sciatorio.

