Nel 2024 superati 1,4 milioni di pernottamenti. Crescono del 29% i camminatori, trainati da voglia di natura, benessere e scoperta. Sempre più giovani sui sentieri e impatto economico in aumento per i territori attraversati
di Pietro Assereto

Numeri record per il turismo lento in Italia: secondo il dossier annuale “Italia, Paese di Cammini” promosso da Terre di mezzo Editore, nel 2024 i pernottamenti lungo i Cammini italiani hanno raggiunto quota 1.435.000, segnando un incremento del 6% rispetto all’anno precedente. Un segnale chiaro: il fenomeno dei cammini è più vivo che mai. L’indagine, realizzata in collaborazione con realtà come Appennino Slow, Walk+, Cammini d’Italia e l’Associazione Europea delle Vie Francigene, si basa su 4.622 questionari compilati (ognuno composto da 35 domande) e sui dati forniti da 122 Cammini attivi sul territorio nazionale.
Quasi 200mila camminatori, ma il numero reale è più alto
Nel 2024 sono state rilasciate 122.338 Credenziali — il “passaporto” del pellegrino — ma considerando che oltre un quarto dei camminatori non ne fa richiesta, si stima che siano almeno 191.465 le persone che hanno intrapreso un cammino quest’anno. Rispetto al 2023 (148.000 camminatori), si registra una crescita del 29%. Un’espansione che segue il trend già positivo del 2023 (+24,4%). Nonostante il meteo sfavorevole (primavera piovosa ed estate rovente), il turismo lento ha resistito: sono diminuiti i giorni medi di cammino (da 9 a 7,5), ma i pernottamenti sono aumentati, a conferma di un impatto economico crescente sui territori attraversati.
Chi sono i camminatori italiani
L’identikit del camminatore tipo è variegato. Il 51% sono donne, il 53% ha tra i 46 e i 65 anni, mentre solo il 15% è over 65. I giovani (under 35) rappresentano circa un terzo del totale e si concentrano soprattutto su itinerari sfidanti e accessibili come la Via degli Dei, dove il 30% degli under 25 sceglie di dormire in tenda.
A livello geografico, i camminatori provengono principalmente dal Nord Italia: 31% dalla Lombardia, seguiti da Emilia-Romagna (14%), Veneto (13%) e Piemonte (11%).

Le motivazioni del cammino
Perché si sceglie di partire? In cima alle motivazioni: natura, benessere interiore, attività fisica e scoperta del territorio. Il 26% dei partecipanti indica anche ragioni religiose o spirituali. I più giovani cercano esperienze stimolanti e low cost, spesso in compagnia di amici.
Giovani camminatori: sfida, natura e condivisione
L’indagine 2024 dedica un focus proprio ai più giovani, in particolare agli under 35, che dimostrano un interesse crescente per il cammino come esperienza attiva, sociale e sostenibile. La motivazione principale è la possibilità di vivere un’avventura a contatto con la natura (97%), seguita dalla curiosità (90%) e dal desiderio di affrontare una sfida personale (83%). Tra gli under 30, il 50% cammina in compagnia di amici, sottolineando l’importanza della dimensione relazionale dell’esperienza. Per i più giovani conta anche l’accessibilità economica: tra gli under 25, questo è un fattore decisivo nella scelta dell’itinerario. Social e passaparola sono i canali principali con cui scoprono i Cammini, e la stragrande maggioranza parte munita di Credenziale (86%) e ritira il Testimonium una volta giunti alla meta (80%), segno di un forte senso di appartenenza alla comunità dei camminatori.

Spese, abitudini e durata
Chi parte per un cammino, prima si attrezza: il 47% acquista guide o libri, il 40% abbigliamento tecnico, il 39% attrezzatura specifica e il 34% scarpe nuove. La spesa media giornaliera è contenuta: il 55% spende tra 30 e 50 euro, mentre solo il 3% supera i 100 euro al giorno. Il 46% dorme in B&B o appartamenti, il 26% in ostelli, il 16% in hotel o agriturismi, e il 6% in strutture religiose. La sera, il 77% cena al ristorante, a conferma del ruolo crescente di questo turismo per l’economia locale.
Quanto tempo si cammina? Il 40% dedica al cammino da 2 a 4 settimane, ma c’è un 15% che trascorre oltre due mesi l’anno su diversi itinerari.

Cresce la rete e il monitoraggio
Nel 2024 sono stati 160 i Cammini rilevati, in aumento rispetto ai 138 dell’anno precedente. L’indagine si conferma l’unico strumento sistematico per monitorare l’evoluzione di un fenomeno in forte espansione. Nonostante i numeri raccolti siano probabilmente sottostimati, la tendenza è chiara: il cammino è ormai una forma consolidata di turismo esperienziale e uno strumento sempre più efficace di valorizzazione dei territori italiani.


Fa una veloce analisi delle tabelle (interessanti) mi par di conclude che “camminare” sia attività più da Boomer che da giovani. peccato perché farebbe bene, inoltre i “giovani” dovrebbero avere più forza e resistenza, ma probabilmente hanno più svaghi alternativi… Quindi camminare è più una questione di testa (cioè di visione, di ideologia, di gusti esistenziali…) che di doti atletiche… ciò nonostante penso che l’universo dei giovani, anche under 20, abbia un sacco di potenziale interesse per il camminare, solo che NON viene sollecitato in merito. Tempo fa ho letto un’indagine da cui scaturiva che il 70% dei ragazzini/e fino ai 10 anni (=scuole elementari) non è mai stato portato in un bosco, neppure per una passeggiatina di mezz’ora. Cioè i genitori preferiscono trascorrere la domenica nei centri commerciali oppure a guardare la TV…