Il nulla osta tecnico dell’Agenzia ministeriale per la sicurezza dell’Apollonio-Socrepes. Il nodo del parere sulle frane: la Regione lo invierà dopo il progetto esecutivo di Simico.
Cortina, ok alla cabinovia ma con 14 prescrizioni
(dall’interramento degli elettrodotti al monitoraggio dei movimenti, ecco gli obblighi per proseguire i lavori) >
di Angela Pederiva
(pubblicato su Il gazzettino il 10 dicembre 2025)
Il servizio “Frana olimpica”, andato in onda domenica 7 dicembre 2025 su “Report”, ha riacceso il dibattito sulla funivia Apollonio-Socrepes. In vista di Milano Cortina 2026, è corsa contro il tempo per realizzare e collaudare entro fine gennaio 2026 l’impianto da 34,9 milioni di euro, composto da 3 stazioni, 10 piloni e 50 cabine capaci di trasportare 2.400 persone all’ora. Il programma ha riepilogato le varie criticità, dall’affidamento diretto all’impresa bresciana Graffer («molto più piccola» dei colossi di settore e già coinvolta in inchieste giudiziarie), alle forniture da parte dell’azienda turca Anadolu Teleferik (implicata nella tragedia di Antalya), passando soprattutto per le vistose fratture nel terreno (oggetto dei ricorsi dei residenti, respinti dal Tar del Lazio e pendenti in Consiglio di Stato).
«Il cantiere è stato avviato circa quattro mesi fa, ma solo il 3 dicembre 2025 Simico ha annunciato: è arrivato il nulla osta della Ansfisa (Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali)», ha rimarcato la trasmissione, alludendo al via libera dell’Agenzia nazionale per la sicurezza, che fa capo al ministero delle Infrastrutture, dopo i suoi stessi recenti rilievi sull’incompletezza delle carte.
Cosa dice, allora, l’atteso documento? Sostanzialmente che i lavori possono andare avanti, rispettando però 14 condizioni, a cominciare dalla necessità di «valutare le risultanze del Parere di compatibilità frane e valanghe (…) allorquando perverrà, garantendo la puntuale ottemperanza alle prescrizioni e alle disposizioni mitigative dettate dalla Regione Veneto». Infatti il 4 dicembre 2025 Palazzo Balbi ha comunicato di non averlo ancora rilasciato, «in quanto si rimane in attesa del progetto esecutivo approvato nella sua interezza».
Le analisi
Il nodo rimane dunque da sciogliere, tanto che l’11 dicembre nel question time la deputata verde Luana Zanella ha chiesto al ministro Matteo Salvini: «Esistono il parere sull’immunità di frane e il nulla osta tecnico di Ansfisa?». Come detto, quest’ultimo c’è e consta di 14 pagine, in cui vengono considerate «l’improrogabilità dell’intervento che dovrà essere completato entro l’inizio dei Giochi», ma anche la circostanza che al momento non sono note le prevedibili «disposizioni mitigative del rischio franoso in atto» in quanto spettano, appunto, alla Regione. Per il resto, il provvedimento firmato dai vertici della Direzione generale per la sicurezza dei trasporti dà conto dei risultati delle analisi geologiche e geotecniche, evidenziando ad esempio per la stazione di valle «terreno di riporto caratterizzato da proprietà meccaniche scadenti» e per la stazione di monte «spostamenti medi di circa 1 cm/anno». Vengono tuttavia illustrate anche le soluzioni adottate finora, in termini di fondazioni e micropali a livello di progetto, nonché di antenne gps e prismi ottici nel sistema di monitoraggio.
Le disposizioni
Ansfisa ribadisce, però, che a tutto questo dovrà aggiungersi il rispetto delle disposizioni che arriveranno dagli uffici regionali («fatto salvo il caso di parere negativo», eventualità che fermerebbe tutto), così come l’invio degli attestati di esame e delle dichiarazioni di conformità rispetto ai requisiti comunitari dei componenti di sicurezza. In più viene stilata un’altra dozzina di prescrizioni. Fra le altre, «devono essere spostate o controtubate» le condotte di innevamento artificiale della società Ista; vanno predisposte modalità di movimento della fune che garantiscano «il trasporto dei disabili» e l’operatività «anche in presenza di malfunzionamenti di altri dispositivi»; «gli elettrodotti attraversati devono essere interrati»; occorre prevedere «una struttura organizzativa di 7 squadre composte di almeno 3 persone»; «deve essere realizzato un sistema di monitoraggio micrometrico di tipo topografico» per poter rilevare eventuali movimenti «della stazione di valle, monte e di tutti i sostegni». All’interno del perimetro delineato da tutti questi paletti, la cabinovia Apollonio-Socrepes potrà diventare un’eredità dei Giochi.


