“Sono stato agli impianti di risalita del Palit, nel territorio del comune di Valchiusa in Valchiusella, dove la collaborazione tra il Sindaco Maurilio Vercellio e il Sindaco di Traversella Marco Puglisi ha permesso la realizzazione di un importante progetto di recupero dell’impianto. Grazie al Bando Neve, la Regione ha contribuito con un finanziamento di un milione di euro. Le opere previste permetteranno di ripristinare la seggiovia, cuore pulsante della stazione; rendere il luogo fruibile 365 giorni l’anno, destagionalizzando l’offerta turistica; promuovere sia il turismo invernale che le attività outdoor nelle altre stagioni.
Questo intervento rappresenta per la Valchiusella un fondamentale volano economico, nonché una preziosa opportunità di lavoro e di rilancio turistico per l’intero territorio (Gian Luca Vignale, Assessore Regione Piemonte)”.
Il ripristino degli impianti di Palit in Valchiusella
di Filippo Pesando
L’Unione Montana Valchiusella (provincia di Torino) parteciperà a un bando, con scadenza 21 luglio 2026, per accedere a un finanziamento di 1 milione di euro per il ripristino degli impianti di Palit, più 100.000 € dati dall’Esecutivo Valchiusa.
Il programma, oltre al ripristino dell’impianto, si propone di aprire punti ristoro e “sviluppo”(?) dell’area naturalistica che è in completo abbandono…
Il nuovo impianto viene definito “mezzo di trasporto panoramico”.
Il complesso dell’opera dovrebbe garantire una ventina di posti di lavoro e un rilancio della Valchiusella.
Negli anni passati nel Canavese impianti come quello di Palit o quello di Pianprato sono stati oggetto di ingenti finanziamenti finiti in nulla o poco nulla, senza incidere positivamente sull’economia delle valli. Soldi buttati via. Come altri soldi buttati nell’area canavesana sono stati quelli per l’impianto della Cialma. Il clima più caldo non garantisce più un innevamento sufficiente e duraturo.
Anche quando le nevicate erano più abbondanti delle attuali, mi risulta che l’impianto di Palit è sempre stato in deficit e bisognoso di coperture pubbliche, cioè dei soldi dei cittadini.
Il turismo non si incentiva con sperperi di denaro; l’economia di una valle e lo spopolamento non vengono incise da due bar e un impianto che non avrà sicuramente un futuro (la storia lo dimostra) se non quello di avere un impatto negativo ambientale.
La zona faunistica ripristinata solo per portare persone a vedere il “il periodo degli amori” dei galli forcelli avrà solo un impatto negativo sulla fauna e flora della zona.
Dall’arrivo dell’impianto non si aprono percorsi escursionistici estivi, come scritto nell’articolo, se non due o tre e in estate la zona è interessata, sovente, da fitte nebbie con il pericolo di smarrimenti (il Soccorso Alpino è già intervenuto nella zona più volte).
Le alternative ci sono ma non percorrono queste strade. Dove sono state attuate alternative, là sì che hanno salvato l’economia delle valli, incentivato la popolazione montana a rimanere nella valle e fare investimenti con impatti ambientali neutri se non positivi… Val Maira insegna.
L’appello a forze politiche e associazioni ambientaliste della zona non hanno sortito alcun dibattito. Quando servirebbero fatti e non solo parole nessuno si muove e i soldi dei cittadini che potrebbero essere utilizzati in altri modi o per altri scopi vengono scandalosamente sprecati.

