La guerra di Funes

Il sindaco: «Siamo stufi delle comitive di cinesi e giapponesi che invadono la valle, parcheggiano ovunque e fermandosi giusto il tempo di fare un paio di foto. Non lasciano nulla se non i loro rifiuti».

La guerra di Funes
(contro i turisti, dopo i tornelli arriveranno le sbarre anti-selfie: «Entra solo chi ha prenotato in hotel»)
di Marco Angelucci
(pubblicato su corrieredellaltoadige.corriere.it il 22 gennaio 2026)

La Val di Funes è uno degli hotspot del turismo altoatesino. Le sue chiesette — Santa Maddalena e San Giovanni di Ranui — con alle spalle le cime del gruppo delle Odle sono diventate immagini simbolo delle Dolomiti.

Quelle che ogni turista vuole riportarsi a casa, o meglio mettere su Instagram. E infatti non è un caso se proprio in Val di Funes il proprietario del prato su cui sorge la chiesetta di Ranui sia stato il primo a mettere un tornello per fermare l’assalto di turisti.

Correva l’anno 2022 e Gerhard Runggatscher, stufo dei turisti che gli invadevano il prato per una foto decise di mettere un tornello a pagamento. L’estate scorsa i proprietari dei terreni sul Seceda — che in linea d’aria dista poche centinaia di metri — hanno fatto lo stesso.

L’iniziativa del comune di Funes
Adesso si muove anche il comune di Funes come spiega il primo cittadino Peter Pernthaler. «Siamo stufi abbiamo comitive di cinesi e giapponesi che invadono la valle, parcheggiano ovunque e si fermano giusto il tempo di fare un paio di foto. Non lasciano nulla se non i loro rifiuti» spiega il sindaco che dopo una serie di riunioni con l’associazione turistica ha deciso di sbarrare le strade che conducono alla frazione di Santa Maddalena.

«Non si tratta di un modello tipo Braies perché non ci sarà la prenotazione: quando il parcheggio in centro sarà pieno, allora autobus e macchine dovranno tornare indietro e parcheggiare più in basso» aggiunge Pernthaler specificando che potranno passare solamente i residenti e chi soggiorna negli alberghi della zona. 

«Stop all’invasione»
«I residenti non ne possono più e quindi abbiamo deciso di intervenire. A maggior ci faremo trovare pronti: quest’anno non ci sarà l’invasione. Ci stiamo anche confrontando con il comune di Chiusa per aumentare i controlli dei vigili e magari potenziare gli autobus» conclude Pernthaler che annuncia anche l’aumento delle tariffe del parcheggio del paese che finora costava solamente 4 euro per l’intera giornata. Troppo poco per fermare l’assalto dei turisti mordi e fuggi a caccia di uno scenario idilliaco dove farsi un selfie da postare sui loro social.

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