Il rito del caffè, 10mila titoli a disposizione, tavoli e scaffali costruiti manualmente: storia di una libreria indipendente che unisce il quartiere.
Milano: 51 anni di libri in piazzale Cadorna
(«La soddisfazione più grande? I clienti che ritornano»)
di Silvia Calvi
(pubblicato su milanocorriere.it il 15 luglio 2025)
La giornata comincia sempre con un piccolo rito dal sapore d’altri tempi: un caffè insieme ai clienti più affezionati, persone del quartiere e no che, prima di correre in ufficio, fanno tappa al numero 9 di piazzale Cadorna (angolo via Carducci). E qui che, da 51 anni, si aprono le due vetrine della libreria Il Domani. Una piccola realtà indipendente inaugurata nel 1974 e che, come tante, oggi, soffre la diminuzione delle vendite (i dati diffusi dall’Associazione italiana editori, l’Aie, parlano di un calo tra i 3,2 e il 7% nei primi sei mesi di quest’anno), ma che resiste e continua a essere un punto di riferimento per tutto il quartiere.
Alla guida dello spazio Luisa Caimi, capelli bianchi e grande garbo, che, a 76 anni, affiancata dal collaboratore Ivano Grammatica, continua a consigliare con passione e competenza il libro giusto tra i 10mila titoli che affollano gli scaffali a tutta altezza delle due sale. «E stata la mia grande passione per la lettura ad avvicinarmi a questo lavoro, prima come dipendente di una catena, l’Emporio dei Libri, poi — con l’aiuto di mio marito — come titolare di uno spazio tutto mio» racconta Luisa. «Prima di me qui c’erano un fruttivendolo e, accanto, una piccola macelleria: quando — uno dopo l’altro — hanno dismesso l’attività è stato naturale pensare di subentrare con questo progetto, anche perché nel quartiere non c’erano altre librerie».
Per sistemare lo spazio ci sono voluti il lavoro e l’abilità del marito, Matteo (per tutti, Teo), scomparso qualche anno fa. «Mio marito ha passato giorni e notti a costruire gli scaffali, i tavoli espositori e gli altri mobili della libreria, e in questi 50 anni ha continuato a fare migliorie fino all’ultimo» ricorda con emozione Luisa. «Erano altri tempi, ci si conosceva tutti e c’era sempre chi dava una mano. Anche per questo la libreria è andata subito bene: da allora le famiglie continuano a frequentarla, a caccia di un nuovo titolo o di un regalo. Ma anche per partecipare al firmacopie dell’autore del momento».
Oggi un terzo degli scaffali è occupato da titoli per bambini e ragazzi («Sono i lettori più forti»), per il resto, a Il Domani si può trovare molta narrativa, saggistica, un po’ di arte e, soprattutto, un angolo speciale dedicato a Milano. Qui spicca l’edizione in dialetto milanese del Piccolo Principe (El principin piscinin, Tintenfass editore), a sorpresa molto apprezzata anche dai turisti stranieri che entrano alla ricerca di una guida o della mappa della città. «La soddisfazione più grande però sono i clienti che ritornano a distanza di anni e che, trovandosi a passare, sono felici di scoprire che la libreria non ha chiuso come, purtroppo, sta capitando a tante altre realtà indipendenti come la nostra, a Milano come in provincia».


