Con temperature record e siccità, la raccolta 2026 è iniziata con grande anticipo, in Sicilia addirittura dal 21 luglio. Ora è la volta della Lombardia. Paolo Ziliani (Berlucchi): “Sarà la più precoce mai fatta”.
Uva già matura
(l’estate rovente riscrive il calendario della vendemmia in Italia)
di Leonardo Romanelli
(pubblicato su repubblica.it /il-gusto il 28 luglio 2026)
Il rumore delle forbici tra i filari, tipico del rientro a scuola dei ragazzi, arriva quest’anno quando l’estate è ancora nel pieno della sua corsa. Il calendario segna la fine di luglio, ma in alcune vigne italiane i grappoli sono già stati raccolti e le prime uve sono entrate in cantina. La vendemmia 2026 ha già unito due estremi geografici del Paese, dalla Sicilia occidentale all’Oltrepò Pavese, mostrando ancora una volta come il ciclo della vite abbia progressivamente anticipato i suoi tempi.
Non è un giudizio sulla qualità dell’annata e nemmeno una previsione negativa ma la fotografia di un fenomeno ormai evidente: il calendario della vendemmia non è più quello di qualche decennio fa, quando agosto era ancora un mese lontano dalla raccolta e settembre rappresentava il momento centrale dell’anno vitivinicolo italiano.
Il primo territorio a entrare ufficialmente in vendemmia è stato quello siciliano. Il 21 luglio 2026 nel Trapanese, hanno iniziato la raccolta delle varietà più precoci, a partire dal Pinot Grigio e da altri bianchi destinati a valorizzare freschezza e acidità. Quello che colpisce è la differenza dei tempi di una campagna lunga che potrà essere lunga cento giorni, ed accompagnerà il passaggio dalle prime vigne della Sicilia occidentale fino alle ultime uve raccolte sull’Etna.
Il secondo segnale arriva dal Nord e ha un valore particolare proprio per la sua collocazione geografica. Nell’Oltrepò Pavese, prende il via la raccolta delle uve precoci destinate alle basi spumante. Un anticipo vicino alle due settimane rispetto al calendario tradizionale che porta la vendemmia di fine luglio anche in una delle zone storiche della produzione spumantistica italiana. Le temperature elevate registrate nei mesi scorsi hanno accelerato la maturazione e spinto in avanti il momento della raccolta. Dopo l’Oltrepò toccherà alla Franciacorta.
Paolo Ziliani, proprietario di Berlucchi, azienda simbolo della denominazione e con vigneti anche in Oltrepò Pavese, prevede di iniziare la prossima settimana, con circa dieci giorni di anticipo rispetto alla norma. «Sarà la vendemmia più precoce che abbia mai fatto», è il commento che meglio sintetizza la particolarità di questa stagione. Ma Ziliani risulta molto positivo sia sulla qualità delle uve, sia sulla capacità di adeguarsi al cambiamento climatico. Non mancano però le difficoltà: le grandinate hanno colpito diversi vigneti e la perdita produttiva viene stimata intorno al 20 per cento.
Se in alcune zone le cassette sono già state riempite, il resto d’Italia si prepara a seguire a breve. La velocità della maturazione è confermata dagli enologi che lavorano quotidianamente su territori diversi. Emiliano Falsini, anche proprietario sull’Etna e in Toscana, impegnato nella consulenza di numerose aziende italiane, prevede l’inizio della raccolta già dalla prossima settimana in Calabria. In Toscana saranno le basi spumante ad aprire la stagione nei primi giorni di agosto, mentre Chardonnay e altre varietà precoci arriveranno entro Ferragosto. Anche Valentino Ciarla, consulente di molte aziende in giro per la penisola, conferma una situazione molto dinamica: in Puglia partiranno le uve bianche e rosate e in Abruzzo sarà il Pinot grigio tra le varietà chiamate ad aprire la campagna vendemmiale.
Una visione ancora più ampia arriva da Riccardo Cotarella, che segue vigneti e aziende in diverse regioni italiane. Anche secondo il celebre enologo la partenza sarà molto anticipata: la prossima settimana toccherà al Pinot nero e allo Chardonnay destinati ai prodotti di ingresso, un ulteriore segnale di come il fenomeno non riguardi più soltanto alcune aree particolarmente calde del Paese. Le cause sono ormai conosciute: il caldo, soprattutto nei periodi cruciali dello sviluppo della vite, ha accelerato il ciclo vegetativo e portato le uve a maturazione prima del previsto. Saranno agosto e settembre, con il loro andamento meteorologico, a definire il profilo finale dell’annata, perché una vendemmia anticipata non significa automaticamente una vendemmia migliore o peggiore.
Il dato certo, per ora, è un altro. L’Italia del vino sta raccogliendo mentre una parte del Paese deve ancora partire per le vacanze. Dalla Sicilia all’Oltrepò, passando per la Franciacorta e i vigneti che si preparano ad aprire i cancelli, la vendemmia 2026 racconta soprattutto un nuovo ritmo della vite italiana: un appuntamento che continua ad arrivare sempre prima. I ricordi del ritorno a scuola con i disegni della vendemmia da parte degli alunni, le feste dell’uva sempre poste tra settembre ed ottobre dovranno oggi trovare altri momenti nel calendario.



L’importante è che il vino venga buono…che almeno quella consolazione non ci venga tolta!