Lo scorso 4 novembre il periodico e quotidiano on line di Chivasso “La Voce”, uno dei più letti nel Piemonte settentrionale, ha pubblicato un ottimo resoconto a firma di Caterina Ceresa dell’incontro di sabato 25 ottobre a Ronco Canavese con protagonista Michele Serra, giunto in Val Soana per sostenere il progetto “Monveso di Forzo – Montagna Sacra”. Riportiamo di seguito alcuni passaggi significativi degli interventi di Serra in dialogo con Enrico Camanni riportati nell’articolo, che potete leggere nella sua interezza cliccando qui.

La montagna ha un carattere non dico austero ma riservato, che incute una certa suggestione e che mal si concilia con il turismo di massa. Ci fa meno impressione Piazza San Marco strapiena che veder salire le persone a 3.000 metri con gli infradito. Trasmette un senso di profanazione, soprattutto a chi si è guadagnato la quota salendo a piedi con grande fatica e sa che la montagna richiede un ritmo, un rispetto, che non si confà alle gite in pullman, a migliaia di persone che fanno casino, banchettano e poi tornano a valle.
Ad occhio tutti sono favorevoli al numero chiuso ma poi con quale criterio lo si gestisce: la carta di credito? Eppure il problema va posto. Sulla Terra noi umani siamo quasi 10 miliardi: una specie invasiva, peggio delle locuste, e per giunta siamo gli unici che, dopo aver creato il problema, possono risolverlo. Un albergatore della Val Gardena sostiene che bisognerebbe accettare prenotazioni solo a due anni per far capire che non si deve dire: Ora sono qui e poi mi sposto subito là. A Madonna di Campiglio hanno introdotto dei limiti sul rilascio dei pass. Al Lago di Braies hanno dovuto chiudere gli accessi dopo la serie televisiva “A un passo dal cielo”. Abbiamo altre idee per arginare questo fenomeno?
Si difendono i privilegi di una élite sostenendo che non ha senso sciare senza nemmeno potersi guardare intorno? Forse sì. Ci si presta all’accusa di razzismo anche sostenendo che è folle andare a Londra con 40 euro eppure una riflessione va fatta. C’è qualcosa che non quadra. Non si può rendere troppo facile ciò che non lo è: se non fai più fatica a fare nulla e pensi di poterti permettere tutto, ogni cosa perde di valore. Il limite è rassicurante e tutela la libertà personale.
