A Ginostra la scuola più piccola d’Europa

Accolte le richieste dei genitori (e del sindaco) che vivono nella minuscola frazione di Stromboli: aprirà una scuola con un’unica scolara. La madre: «Qui è un paradiso. Speriamo che questa decisione spinga anche altre famiglie a venire».

A Ginostra la scuola più piccola d’Europa
di Riccardo Bruno
(pubblicato su corriere.it il 26 febbraio 2026)

A. pochi giorni fa ha compiuto 5 anni, il prossimo settembre inizierà le elementari. È la più piccola di Ginostra, frazione di Stromboli, trenta abitanti d’inverno, l’unica bambina. Nessun collegamento diretto con l’altra parte dell’isola, la scuola più vicina sarebbe stata a Lipari, un’ora di aliscafo, tempo e mare permettendo. Così il sindaco, d’intesa con la direttrice scolastica, e perfino con la Curia (che ha messo a disposizione i locali della canonica) ha chiesto l’autorizzazione ad aprire un plesso. L’ufficio scolastico regionale ha detto sì: a Ginostra aprirà la scuola più piccola d’Europa: un insegnante per una scolara.

    «Avevamo preso in considerazione anche altre ipotesi, come la scuola parentale – dice al Corriere Monicala madre della bambina – Ma avere un maestro o una maestra sul posto crediamo che sia tutta un’altra cosa». Una scelta voluta fortemente e non solo per interesse personale. «La richiesta l’abbiamo fatta per nostra figlia – aggiunge la madre — ma anche per questo borgo. Speriamo che questa decisione spinga anche altre famiglie a scegliere di vivere a Ginostra anche d’inverno. Ci sono tante persone che qui lavorano nei mesi più freddi, soprattutto per ristrutturare le case che poi si riempiono d’estate. Vogliamo e speriamo che questo sia un punto di partenza».

    La nonna di Monica era di Ginostra, lei è cresciuta sulla «terraferma», si è laureata in Scienze motorie, nella frazione più sperduta d’Italia (l’energia elettrica è arrivata solo nel 2004 dopo un appello di Pippo Baudo a Sanremo) passava tutte le estati e qui ha conosciuto Rafik, che veniva da Mazara. Si sono sposati e a Ginostra hanno scelto di vivere tutto l’anno. «In questo posto ci siamo trovati e completati. Questo è un paradiso».

    Eden all’ombra di un vulcano, affascinante e impegnativo, dove è cresciuta anche A. «Vive le sue giornate all’aria aperta, a contatto con la natura e gli animali. Si prende cura delle asine, delle galline e del cane che abbiamo. E anche dell’orto – dicono i genitori – Ama passeggiare, fare yoga, disegnare e colorare. È legatissima a questo posto, quando siamo via dopo una settimana ci chiede quando torniamo».

    Ginostra è un micro-cosmo, abitato tutto l’anno da eoliani e da stranieri che si sono innamorati di questo fazzoletto di terra in mezzo al mare. Come Ulli e Karola, tedeschi, che qui si sono trasferiti negli anni Ottanta«Sono i nostri vicini, pranziamo e lavoriamo tutti i giorni assieme – aggiunge Monica – Nostra figlia è legatissima a loro. Ma socializza con tutti».

    Tutti adulti, e la mancanza di coetanei? La madre risponde alla domanda ribaltando la prospettiva. «A. in ogni periodo dell’anno ha contatti con bambini della sua etàGinostra è molto turistica, d’estate è il mondo che viene da noi. Ma anche in inverno arrivano famiglie straniere che possono prendere periodi di vacanza in periodi diversi dall’Italia, rimangono per settimane. Una famiglia tedesca con due bambine poco più grandi di A. è stata qui a novembre e tornerà il mese prossimo. Nostra figlia conosce persone e culture diverse, forse più di quanto potrebbe fare in una città».

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