Storica guida alpina, maestro di sci, volontario del Soccorso alpino, aveva 81 anni, è morto all’ospedale di Caraglio (CN) dov’era ricoverato.
Addio a Nino Perino
(figura simbolo della valle Maira e dell’alpinismo cuneese)
di Matteo Borgetto
(pubblicato su lastampa.it/cuneo il 17 dicembre 2025, aggiornato)
Addio a Nino Perino, figura carismatica e uomo simbolo dell’alpinismo nelle valli del Cuneese, storica guida alpina, maestro di sci, volontario del Soccorso alpino e tecnico di Elisoccorso, pioniere del turismo dolce in valle Maira. Originario di Acceglio, è morto la sera del 17 dicembre 2025 all’età di 81 anni, alla clinica Monteserrat di Caraglio dov’era ricoverato. Da tempo soffriva di tumore.
Primo maestro di sci della Valle Maira (imparò sulle piste del Sestrière, dove aveva lavorato da giovane come battipista), per decenni fu gestore dei campeggi di Acceglio «Campo Base», Sorgenti Maira e Cascate Stroppia, oltre che guida alpina e soccorritore anche della squadra cinofili con l’inseparabile pastore tedesco «Laika».
Tra i primi tecnici di Elisoccorso, coordinò tantissime azioni di soccorso. In una intervista a La Stampa aveva ribadito quella che è sempre stata la sua filosofia di vita e il suo impegno: «Amo la mia valle, nel bene o nel male ciò che ho fatto sulle mie montagne è sempre stato finalizzato a far conoscere il territorio e sviluppare il turismo».

Nel marzo 2021, Perino aveva ricevuto il titolo di «socio emerito» del Soccorso alpino dalle mani del capostazione uscente della stazione di Dronero e valle Maira, Paolo Ribero. La motivazione, firmata dal presidente nazionale del Cnsas, Maurizio Dellantonio, sottolineava la capacità di Perino di essersi «distinto in modo del tutto particolare per intensità, continuità, capacità e abilità della propria azione nelle complessive attività svolte a favore del Cnsas».
Parole di elogio dai colleghi droneresi e della Valle Maira: «In tanti anni di impegno, sempre in prima fila, Nino Perino ha guidato e fatto crescere la Stazione di Dronero dal punto di vista tecnico e morale, trasmettendo e condividendo le capacità tecniche, organizzative ed umane. Sempre il primo ad arrivare, il primo a caricarsi lo zaino più pesante, ha coordinato e portato a termine centinaia gli interventi con professionalità, competenza. E una grande umanità, forse burbera e severa, come sono severe le montagne e quelli che vi abitano».
Nel giugno 2024, a Camoglieres di Macra, la presidenza del Coordinamento sanitario del Soccorso alpino gli aveva conferito il premio di eccellenza «Il Nut d’Oro».
I funerali sono stati celebrati il 20 dicembre 2025, alle 11, nella chiesa parrocchiale di Acceglio. Lascia i nipoti e tantissimi amici.
“Nato nel 1944 nella baita dei nonni in borgata Vernet, sopra Acceglio, Perino è cresciuto in una montagna che non aveva nulla di romantico. “Per me, bambino in alta Valle Maira, la montagna era lavoro: fare fieno, accudire le bestie, fare legna e portarla a casa”. Un’infanzia segnata presto anche da un grave incidente sugli sci, a soli otto anni, con femore e legamenti fratturati: una prova durissima, che non lo allontanò mai dalla neve, anzi.
La “fuga” dalla valle arrivò giovanissimo, a 14 anni, quando salì sulla corriera diretto a Sestriere per lavorare come battipista, in un’epoca in cui “si batteva e lisciava la pista a scaletta, con gli sci nei piedi, perché non c’erano ancora i gatti”. Da lì prese forma un percorso che lo avrebbe portato a diventare il primo maestro di sci della Valle Maira, grazie anche a una donazione anonima che non smise mai di ricordare con riconoscenza: “Ho avuto la possibilità di iscrivermi al corso grazie alla donazione di un’anonima signora che non ho mai potuto ringraziare personalmente. Così sono diventato il primo maestro di sci della Valle Maira”.
L’alpinismo arrivò poco dopo, quasi naturalmente. “Mi sono comprato uno zaino, un martello, una corda, qualche moschettone e ho iniziato ad andare in montagna in modo diverso”. L’incontro con Giuliano Trucco e la salita alla Rocca Castello furono una folgorazione. Seguirono i corsi da aspirante guida e poi da guida alpina, e soprattutto l’ingresso sempre più strutturato nel Soccorso Alpino, inizialmente per “dare una mano” durante gli incidenti in valle, poi con la nascita della Stazione di Dronero, che per anni avrebbe coperto l’intera Valle Maira (tratto da La montagna come casa, il soccorso come scelta di vita di Gian Luca Gasca)”.





Una bravissima persona che se ne va.. l’avevamo conosciuto al campeggio di Acceglio anni fa, e ci aveva trattati benissimo.