All’ombra del Po

Un indice di pietra che graffia il cielo al punto da dominare l’intero orizzonte delle Alpi Sudoccidentali. Un fiume che sgorga ai suoi piedi e si invola verso oriente, solleticando città e terre per centinaia di chilometri. Il legame tra il Po e il Monviso è indissolubile nella testa e nello sguardo di tutti i piemontesi, ma scavando in quell’abbraccio di roccia, terra e acqua si scorgono le sfumature della storia e del mito. Un breve itinerario escursionistico per tutta la famiglia, allora, per rivivere l’epopea di un tempo e sognare tra le braccia del vento.

All’ombra del Po
(tra Rio Martino e le gite in barca)
di Gabriele Gallo
(pubblicato su piemonteparchi.it il 31 maggio 2022)

L’alta Valle Po affascina da sempre per i suoi algidi paesaggi d’alta quota, dove l’impronta antropica si percepisce appena dietro l’ombra di rocce acuminate che si stagliano contro l’orizzonte, e per quel respiro epico del Monviso , celebrato tra gli altri anche da Plinio Il Vecchio e Francesco Petrarca. E non è un caso, forse, che proprio in questi angoli selvaggi tutelati da tempo da un’apposita area protetta, si sovrappongano ancora oggi la storia e la leggenda, come se la suggestione, non potendo essere imbrigliata, diventasse una mèta da raggiungere almeno con l’immaginazione.

Lago Fiorenza – Foto: Renzo Ribetto.
Il Monviso – Foto: Renzo Ribetto.

Il percorso
Da Pian del Re muoversi verso la parte meridionale dell’amena distesa prativa fino a superare il rio per mezzo di un grazioso ponte in legno. Oltrepassata la convenzionale sorgente del Po (iscrizione sulla roccia, proseguire sull’itinerario principale che prende quota tra erbe e detriti. Guadare l’emissario del Fiorenza e portarsi sul versante opposto, prima di raggiungere il bellissimo Lago Fiorenza, dopo una breve rampa dalle pendenze moderate. Trascurata a destra, al termine del bacino, la diramazione per il rifugio Giacoletti, continuare in salita tra massi ed erba fino ad un colletto, quindi procedere lungo il costone roccioso sotto lo sguardo vigile del Viso Mozzo. Giunti ad un crocevia di sentieri, incamminarsi sulla traccia di sinistra e giungere così in breve, per mezzo di un ripido sentiero, sulle sponde del caratteristico Lago Chiaretto , dalla forma triangolare e dalla particolare colorazione azzurrina per la presenza di smaragdite nelle rocce circostanti.

Pian del Re – Foto: Mario De Casa.
Le sorgenti del Po – Foto: Mario De Casa.
Il Lago Fiorenza – Foto: Renzo Ribetto.

La leggenda di Rio Martino
Si narra che un tempo il Monviso desiderasse ardentemente un figlio, visto che tutte le asperità montuose a lui vicine ne avevano ormai uno. Trascorrevano gli anni e il Re di Pietra, che nel frattempo aveva già stabilito il nome del futuro primogenito, ovvero Marte quale sinonimo di forza e fierezza, fissava sconsolato la terra circostante, arida e immobile. Per secoli, insomma, nessuno sembrò curarsi molto delle sue suppliche finché una notte, d’improvviso, avvenne finalmente il prodigio sperato. Ai piedi dell’imponente piramide di roccia spuntò infatti un modesto rilievo montuoso che il Monviso ribattezzò immediatamente Martino. Il rapporto tra i due fu da subito molto buono e nel corso del tempo il Monviso cominciò a delegare al proprio figlioletto alcune mansioni quotidiane, come il paziente ascolto dei lamenti degli uomini. Un giorno, ad esempio, alcuni abitanti della pianura raggiunsero il Monviso implorando dell’acqua per irrorare le campagne ormai secche e bruciate. Il Re di Pietra dirottò la richiesta al figlio, storicamente ricco di sorgenti e aree umide, e la delegazione si portò così nei pressi della Grotta del Rio Martino, bussando delicatamente alla porta d’ingresso. Martino, aprendo con gentilezza, acconsentì in breve alle richieste degli uomini stremati dalla sete e dalla fatica e cominciò a far defluire verso il basso una discreta quantità di acqua. Tra i presenti si alzarono subito grida di giubilo e di riconoscenza. Più acqua Martino rilasciava, però, più quelli gliene chiedevano: “Un po’ d’acqua, ancora un po’, ancora un po'”. Quello, sorridendo, continuò a far scorrere l’acqua verso il basso, inconsapevole tuttavia che l’insistenza delle richieste fece sì che gli uomini stessi si dimenticarono il vero nome del Rio. Da quel giorno, dunque, il fiume assunse semplicemente l’epiteto delle suppliche che gli avevano rivolto: Po!

Il Lago Chiaretto – Foto: Renzo Ribetto.
Il Lago Chiaretto – Foto: Marco Rastelli.

Le gite in barca sul Lago Fiorenza
Dopo l’impresa alpinistica di William Mathews, Frederick Jacomb, Jean-Baptiste Croz e Michel Croz, che il 30 agosto del 1861 vinsero ufficialmente per la prima volta i 3841m del Monviso, a Crissolo e nell’intera Valle Po il fervore turistico si espanse a poco a poco, come se il progresso economico apparisse finalmente più vicino. Pian del Re in particolare cominciò ad attirare, stupire, disorientare per quelle rocce inafferrabili, per quei pascoli selvaggi, per quei laghi avvolgenti. Uno in particolare conquistò fin da subito sguardo e anima anche per la sua comodità di accesso: il Lago Fiorenza. Adagiato in una valletta sospesa di origine glaciale, il piccolo bacino d’acqua ha una forma pressoché ellittica e un’estensione di circa 23.000 m quadrati. Un piccolo gioiello naturalistico da far conoscere magari abbinando la semplice escursione a una vera e propria gita in barca. Detto, fatto. Il 22 luglio del 1874, infatti, venne ufficialmente inaugurata la “Bella Fiorentina”, un’imbarcazione nata per trasportare i turisti in mezzo al lago. L’esperimento parve funzionare e i curiosi cominciarono ad arrivare, attratti da quell’inusuale escursione lacustre ad alta quota. Per far fronte alle richieste sempre più pressanti, nell’estate del 1885 venne varata una seconda e più ampia imbarcazione, che riuscì ad accontentare i desideri di centinaia di turisti bramosi di navigare a 2.100 m di altitudine. Affondata verosimilmente durante la seconda Guerra mondiale, la “Bella Fiorentina” rimase ancorata per anni alla memoria dei valligiani. Nell’estate del 2018, però, un pool di esperti del gruppo speleologico “Francesco Costa” del CAI di Saluzzo ha intrapreso un’approfondita campagna di ricerca volta proprio ad individuare eventuali resti dell’imbarcazione sul fondale del Lago Fiorenza.

Uno scorcio della Grotta Rio Martino – Foto: Renzo Ribetto.
La bella Fiorentia sul Lago Fiorenza – Foto p.g.c. Targatocn.

Informazioni tecniche per il Lago Chiaretto
Difficoltà: E (escursionisti)
Lunghezza: 3km circa (solo andata)
Dislivello positivo: 300 m circa
Tempo di percorrenza: 1h 15’/1h 30′ (solo andata)
Punto di partenza: Crissolo – Pian del Re (CN)
Approfondimenti: www.parcomonviso.eu
Gestione area protetta: Ente di gestione delle Aree Protette del Monviso, segreteria@parcomonviso.eu

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